Quando tutto sembrava perduto, questi uomini e queste donne seppero lottare perchè un mondo migliore futuro fosse possibile


La Cantata della Liberazione di Firenze
di Angela Batoni Trio

“... Firenze tutta quanta è presidiata
da Carità, Fuchs e Bernasconi
se la girano al dito da padroni
in due con un editto l'han tagliata.

I ponti non si passa
le case son svuotate
le genti allontanate
per strada ci si ammazza.

C'è stragi in piazza e dentro Villa "Triste"
le fosse son scavate presso il fiume
senz’acqua, pane, gas e senza lume
ma il cuore della Gap sempre resiste.

A san Salvi e a Varlungo
patrioti e partigiani
spuntati come un fungo
con l'arma nelle mani.

Fu il primo Agosto del Quarantaquattro
la notte che discesero i Lanciotti
e questo fu l'inizio del gran fatto
scappava il podestà co’ su' fagotti.

L'emergenza proclamata
è saccheggio generale
la divisa ancor più odiata
si abbandona ad ogni male.

Il tedesco che s'infuria
stragia tutta via Amari
un soldato conta pari
a diciotto casolari

                        ...



Voce
Angela Batoni

Violino e Chitarra
Matteo Ceramelli

Organetto e Fisarmonica
Rony Bargellini







La “Cantata della Liberazione di Firenze”
ha l’ampiezza dei racconti epico-popolari al focolare.
Composta recentemente (estate 2002) su un’aria tradizionale contadina,
la Cantata ricostruisce brevemente i fatti che precedono la
primavera-estate del ’44 a Firenze e dintorni,
ma è dedicata soprattutto ai fatidici giorni 1-11 Agosto.
L’atto finale della Resistenza Fiorentina è stato ricostruito
accuratamente, per quanto a volo d’uccello,
sulla base dei testi dei partigiani stessi e
degli storici della lotta partigiana.