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Quando
tutto sembrava perduto, questi uomini e queste donne seppero lottare perchè
un mondo migliore futuro fosse possibile
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Giorgio Spini - Il cammino per la Liberazione - Editrice Claudiana (pag. 244, euro 19) |
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"Non sono molti i libri di storia che arrivano alla quinta edizione in poco meno di mezzo secolo: quando vi riescono vuol dire che sono destinati a lasciare una traccia significativa di se nella memoria collettiva e nel senso comune". Inizia così la prefazione che il sindaco Domenici dedica alla ristampa, avvenuta questanno, del libro " Ponti sullArno" scritto da Orazio Barbieri. Personalmente, ritengo questo testo una lettura fondamentale per conoscere e capire i drammatici avvenimenti che coinvolsero e sconvolsero Firenze e la sua gente nel periodo 1942, 1943 . Per questo, in occasione del sessantesimo anniversario dellarmistizio, sono tornato a leggere quei brani del libro che descrivono il clima politico che si era creato in quei giorni nella nostra città. Li riporto testualmente, con lauspicio di poter incuriosire e quindi indurre alla lettura gli amici visitatori del nostro sito che ancora non lo hanno fatto. Scrive Barbieri: "Lotto settembre i partiti sono in piena attività. Una riunione di comunisti si svolge nel pomeriggio in casa Osello in corso Italia, presenti Giuseppe Rossi e Renato Bitossi , mentre altri dirigenti sono al lavoro in tipografia per far uscire il primo numero di Azione Comunista, il vecchio giornale di Spartaco Lavagnini , soppresso nel 1921. I socialisti tengono una riunione in casa del pasticcere Cennini cognato di Juarès Busoni, in borgo S.Lorenzo 8. Vi partecipano il maestro Bruni , il prof. Gaetano Pieraccini , Gino Bertoletti , Chiari , il rappresentate di commercio Ricci ed altri vecchi socialisti , oltre ad alcuni ufficiali dellesercito in divisa. Sandro Pertini racconta le sue vicissitudini, ricorda la lotta coi comunisti ed incita i socialisti a seguirne lesempio di coraggio, a ritrovare i collegamenti con le masse". La città viveva giorni febbrili, di grande cambiamento. Si erano già verificati eventi graditi e impensabili, come quello della elezione a rettore dellUniversità di Piero Calamandrei , lintellettuale antifascista fondatore della rivista "il Ponte". Inoltre, proprio a Firenze si era tenuto il primo congresso nazionale del Partito dAzione, lorganizzazione con la quale comunisti e socialisti avevano stretto un patto di unità. Ricorda Barbieri: "Nel pomeriggio, alle 19,30, la radio trasmette il comunicato di Badoglio: Il governo italiano riconosciuta limpossibilità di continuare limpari lotta contro la soverchiante potenza avversaria, nellintento di risparmiare ulteriori e più gravi sciagure alla nazione , ha chiesto un armistizio al generale Eisenhower, comandante in capo delle forze alleate anglo- americane. La richiesta è stata accolta". Di recente, ho appreso che in realtà i contatti per la resa erano iniziati in agosto, quando il generale Castellano (personaggio considerato dai servizi americani di scarsa cultura e dubbia moralità) aveva raggiunto Lisbona per incarico del capo di stato maggiore. La trattativa si era poi conclusa il 3 settembre a Cassibile, in Sicilia, dove lo stesso Castellano e il Gen.Bedel Smith firmarono il documento per conto del Re e del Presidente Americano. Scrive ancora Barbieri : " Dal 25 luglio, è questo il giorno della più grande emozione" e aggiunge " Se per gli uomini politici è chiara la gravità della situazione, per le masse, per gli operai, per le mamme che attendono il ritorno dei figli, non è chiaro se la guerra sia veramente finita, se finalmente sia venuta la libertà o se altre sciagure si annuncino". E credo fosse proprio questo il sentire della maggioranza della gente di fronte a quellevento, così come lo era stato il 25 luglio quando fu resa pubblica la caduta di Mussolini. Penso a sensazioni di felicità e di speranza, turbate comunque dai molti timori per quanto stava accadendo e per quanto ancora poteva accadere. La firma della resa da parte della monarchia fu certamente un fatto dovuto anche se purtroppo la trattativa avvenne in ritardo, quando il nostro esercito ormai capitolava su tutti i fronti e non avevamo più niente da scambiare. Inoltre larmistizio, oltre ad essere tardivo fu anche gestito male, come del resto era prevedibile vista lincapacità della classe politica e militare composta in maggioranza da personaggi pavidi e ipocriti, primo fra tutti il Re. Ma lotto settembre offrì anche agli italiani una grande opportunità, quella di poter compiere una scelta inequivocabile che in seguito, attraverso enormi sacrifici, avrebbe permesso il riscatto morale del nostro paese di fronte ai disastri e alle vergogne che il fascismo aveva causato. Fu proprio a seguito dellarmistizio che molti nostri soldati passarono dallo sbando iniziale del "tutti a casa" alle file della resistenza, combattendo nelle varie formazioni partigiane al fianco degli alleati per sconfiggere gli occupanti nazisti e i collaborazionisti di Salò. Tornando al libro, vorrei ricordare che prima e dopo il settembre del 43 sono molte le storie narrate da Barbieri, basta pensare alla splendida figura del comandante Potente che incontriamo già nelle prime pagine , fino alle drammatiche descrizioni del martirio dei tanti, troppi, caduti che Firenze ha dovuto contare per riconquistare la libertà. Ricordo a proposito un episodio di particolare emozione, avvenuto durante i giorni della liberazione e che ha per protagonista il partigiano "O.B" che riesce, con uno stratagemma, a entrare in Palazzo Vecchio. Da dentro riesce a salire con un compagno sulla torre di Arnolfo. "Uno spettacolo di desolazione appare ai loro occhi. Sono i primi a vedere Firenze nel suo insieme, prostrata, dolorosa, fumante dincendi. E la striscia dellArno che taglia nel centro la città non è più attraversata dai ponti, dai suoi vecchi cari ponti. Sono tutti crollati , accasciati sul letto del fiume". In seguito i patrioti Orazio Barbieri e Enrico Fischer passeranno il corridoio vasariano superando così il ponte vecchio "quasi sulla testa dei tedeschi" fino ad arrivare a Palazzo Pitti consentendo , con questa operazione, il passaggio di una linea telefonica tra i gruppi resistenti e gli alleati ancora divisi dal fiume. Ma questa è solo una delle tante appassionanti storie che il libro racconta e che vi invitiamo a scoprire leggendo " I ponti sullArno". Orazio Barbieri - I Ponti sull'Arno - Edizioni Polistampa ( pag. 329, 13 euro)
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