Quando tutto sembrava perduto, questi uomini e queste donne seppero lottare perchè un mondo migliore futuro fosse possibile



ALIGI BARDUCCI "POTENTE"

Nato a Firenze il 10 maggio 1913, morto a Firenze l’8 agosto 1944,
impiegato, proclamato “Eroe nazionale” dal Comitato toscano di liberazione,
Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria.

Aligi Barducci, comandante partigiano, nacque il 10 maggio del 1913 a Firenze, nella zona di Oltrarno, da Duilio Barducci e da Brunetta Fanfani.
Dopo avere fatto i tre anni di scuola complementare dovette ritirarsi dagli studi per le difficoltà economiche della famiglia e si avviò al commercio con l'aiuto di suo zio, ma nel tempo libero leggeva da solo opere letterarie, politiche, economiche e filosofiche.
Conobbe Gino Varlecchi, che era più grande di lui e capiva il suo bisogno di cultura, anche perchè era un autodidatta. Gino gli mise a disposizione la sua biblioteca e lo aiutò a studiare e a comprendere le varie opere.
L'8 ottobre 1934 fu chiamato al servizio di leva e fu in questo periodo che Aligi si convinse che il mestiere svolto presso lo zio non gli si addiceva e non lo soddisfaceva, quindi lo troncò.
Fu mandato al distretto di Messina, dove svolse lavoro d'ufficio. Il 27 febbraio 1935 Aligi partì per l'Africa Orientale; in Somalia rimase per due anni ed ottenne la promozione a caporale.
Ritornato a Firenze con il congedo, riprese gli studi presso una scuola privata, ma nel 1938 s'impiegò presso l'Ufficio Autonomo di Previdenze Sociali e Contributi Sindacali degli industriali edili della provincia di Firenze. Contemporaneamente partecipò a diversi concorsi e nel maggio del 1939 divenne ufficiale doganale a Como, dove continuò gli studi e divenne ragioniere.
Con quel diploma potè iscriversi all'Università di Firenze, ma nel 1940, allo scoppio della guerra mondiale, venne nuovamente chiamato alle armi. Nel periodo che ne seguì, Barducci fu messo al comando di varie spedizioni nelle quali riportò numerosi successi e riuscì a salvare centinaia di civili innocenti.
È da sottolineare il modo in cui veniva considerato dai suoi uomini: non era sua abitudine infliggere punizioni e cercava di avere rapporti di amicizia, tanto che era la prima persona a cui i soldati si rivolgevano per i loro problemi. Il 3 ottobre 1943, dopo essere tornato a casa dai suoi genitori, decise che non avrebbe più combattuto a fianco dei tedeschi perchè riteneva che le loro ideologie avrebbero portato la nazione alla rovina. Durante il suo soggiorno a casa iniziò ad avere contatti con l'organizzazione antifascista di Firenze. Malgrado i consigli della madre a lasciar perdere tali idee, Aligi chiese di poter entrare a far parte delle bande partigiane ed anche se non venne subito accontentato (d'altra parte era un ufficiale e quindi non da tutti ben visto), riuscì nel suo intento e fu inviato a combattere sul Monte Morello, dove c'erano pochi uomini e alcuni di loro erano degli sbandati. “Potente”, come ormai era chiamato Barducci, dal nome della pattuglia che egli comandava (la decima: “La Potente”), con grande abilità riunì e tenne insieme gli uomini più disparati, creando una grande unità partigiana: la brigata “Lanciotto”, che si distinse nella lotta sul Pratomagno.
Ormai il suo nome era divenuto leggendario; Potente era il combattente di una più “grande guerra”, quella di tutti gli oppressi contro gli oppressori, della povertà
contro la ricchezza, della giustizia contro le ingiustizie
Il 6 luglio 1944 venne costituita la divisione d'assalto Garibaldi “Arno”, che riuniva tutte le forze partigiane ed a Barducci ne fu affidato il comando.
Le numerose azioni di guerra, compiute dalla divisione dal Mugello al Pratomagno, si accompagnarono ad una continua opera di assistenza nei confronti delle popolazioni più duramente colpite. Intanto gli eserciti alleati avanzavano in Toscana e le truppe tedesche si ritiravano attuando feroci rastrellamenti contro le truppe partigiane.
La divisione “Arno” decise allora di avanzare verso Firenze, per liberarla. Potente la guidò fino nel centro della sua città, portando aiuto e libertà agli abitanti, mentre i ponti venivano fatti saltare dai tedeschi (solo ponte Vecchio fu risparmiato) e “cecchini” isolati spargevano distruzione e morte.
La sera del 7 agosto, mentre era in corso l'azione di rastrellamento contro i tiratori nazifascismi in Oltrarno e Barducci si stava recando al distretto militare per prendere accordi con le autorità alleate, le quali avevano imparato a stimarlo per le sue eccezionali capacità militari, politiche ed umane, in Piazza S. Spirito, una granata nemica si abbatté tra la folla ferendo mortalmente con una scheggia Aligi, che spirò all'alba del giorno seguente. Potente morì a soli 31 anni; nella sua vita lottò per la liberazione della sua città, Firenze, e per la salvezza del popolo ed è proprio grazie ad altri partigiani come lui che nel 1945 siamo arrivati alla liberazione d'Italia.