Quando tutto sembrava perduto, questi uomini e queste donne seppero lottare perchè un mondo migliore futuro fosse possibile

GIORGIO SANTARELLI
nome di battaglia:
 

Giorgio Santarelli , fiorentino, classe 1925. A diciassette anni viene arrestato per attività antifascista e dopo l’otto settembre, essendo ormai “politicamente segnalato” decide di raggiungere Monte Morello dove si trovano i primi gruppi resistenti.
Poco dopo rientra a Firenze, prende contatto con i membri di una missione alleata che si occupa di “avio lanci” e inizia ad operare in Garfagnana. Durante un trasferimento a Milano con alcuni paracadutisti inglesi, viene catturato dalle S.S. e tradotto a S.Vittore.

In un’intervista rilasciata nel 1988, racconta: “ Fui trasferito in quel carcere nei giorni in cui vennero fucilati i giovani a Piazzale Loreto e devo dire che mi giravano davvero le palle. Ero internato nel raggio d’isolamento, quello da cui sarebbero stati prelevati i prigionieri destinati a morire per rappresaglia. Noi intuivamo tutto e ti puoi immaginare la tensione che c’era nel sentire urlare i numeri dei predestinati. Il mio non fu fatto”.

Dopo quel tragico episodio, Giorgio viene trasferito in un Campo di Concentramento a Bolzano, in attesa della deportazione in Germania. Da quel Campo riesce a fuggire insieme ad un amico e a mettersi in contatto col C.L.N. di Bolzano. Ma nel Comitato erano diffidenti: “Per conquistare la loro fiducia proponemmo la trasmissione di un messaggio tramite Radio Londra. Scelsero “il ragno è nero” e noi, tramite una persona che si recava a Milano riuscimmo a farlo trasmettere”.

E sempre in quell¹intervista, ad una precisa domanda risponde: “È di sinistra colui che non ammette che un uomo sfrutti l’uomo per suo personale tornaconto. Questo più o meno mi fu insegnato da un Commissario del Popolo in montagna e questo contribuì alla mia piena e consapevole presa di coscienza politica”. Giorgio se ne andato in questa primavera e mancherà molto ai suoi cari e a chi lo ha conosciuto. A noi piace pensarlo e salutarlo così, a vent’anni e col mitra a tracolla. Un’immagine comune a tanti giovani che come lui scelsero la Resistenza e che furono i migliori di quella generazione.

 

 


Nota bio-bibliografica:
Nell’immediato dopoguerra collaborò con il “Nuovo Corriere” quotidiano cittadino la cui testata fu rilevata da “Paese Sera”.
Ha pubblicato libri e ottenuto importanti premi letterari: Per non amar quei giorni (1978), Una storia sbagliata (1983), La casa rossa (1986), La piazza (1990) e Racconti di libertà (B. Mondadori 1995).
Dal 1988 ha collaborato alla “Rivista Collettivo R”.

Presso la nostra Sezione sono disponibili alcuni numeri della rivista con i racconti di Giorgio e copie del libro “La piazza”, ambientato in un piccolo paese nei dintorni di Firenze negli anni del fascismo e della Resistenza.