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Inferiorità
di Italo Svevo
regia di Riccardo Massai
personaggi............................interpreti
Alfredo Picchi...................Massimo Stinco
Giovanni il suo domestico.............Paolo Biribò
Conte Alberighi.....................Marco Toloni
Barone Squatti..................Alessio Sardelli
costumi : Antonio Musa
scene : Claudio Pini
disegno luci : Lucilla Baroni
| Prima rappresentazione: | Teatro 13, via Nicolodi 2, Firenze |
| 10 febbraio 1993 |
| In collaborazione con: | REGIONE TOSCANA |
| COMUNE DI FIRENZE | |
| ASSOCIAZIONE TEATRO FIRENZE | |
| ERLEBTE REDE |
Il tema: A tarda notte due giovani nobili, il barone Squatti ed il conte Alberighi, si precipitano a casa di un ricco borghese loro amico assente, Alfredo Picchi, per convincere il domestico Giovanni, a seguito di una scommessa, a fingere una rapina nei confronti del pauroso padrone che rientrerà portando con se una forte somma di denaro. Giovanni prima titubante, riesce poi così bene nella sua parte che Alfredo, in preda al terrore, lo minaccia, tocca malauguratamente il tasto degli interessi economici veri del domestico finchè questi, in preda ad un'ira non più simulata non reagisce.
Lo spettacolo: Il titolo aggettivo sostantivo indica la condizione sociale e psicologica del padrone e del domestico; entrambe studiate da Svevo come espedienti per sottoporre al pubblico una sfaccettata inferiorità di ordine interiore. Unica pièce di Svevo a mettere in scena solo uomini, confermando l'interesse analitico e autobiografico dell'autore. Interessante resta il finale anticipatore del mono del Le serve di Genet e di tutto un teatro rituale e feticistico che si svilupperà nel dopoguera.
Servizio Rai:"Preciso l'allestimento dell'associazione, per la regia di Riccardo Massai, e l'interpretazione di un poker di giovani attori fra i quali va citato almeno Paolo Biribò per l'intensa prova nelle vesti di protagonista".
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