Giovanni Battista Giorgini

biografia

 

Giovanni Battista Giorgini (Forte dei Marmi 1898 - Firenze 1971) Bista per tutti coloro che lo conoscevano, nacque in Versilia da un'antica e numerosa famiglia lucchese. Per comprendere lo spirito che ha animato tutta la sua attività bisogna accennare all'intensa vita pubblica dei suoi antenati, prima a Lucca, poi in Toscana e infine in Italia, sempre spinti ad agire per il bene della collettività, educati a un forte senso civico e patriottico.

 

 

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Cenni sulla famiglia

Il quadrisnonno, capitano Giorgio Giorgini (1739-1800) Patrizio di Lucca, fu Consigliere di Stato al tempo della Repubblica aristocratica. Nel 1798 rifiutò di consegnare ai francesi il Castello Aghinolfi a Montignoso, restando fedele alla Repubblica.

 

Suo figlio Niccolao (1773-1855) ricoprì tutte le più importanti cariche di governo a Lucca nella prima metà del secolo. Fu Prefetto della Garfagnana e di Massa, Consigliere di Stato e componente della Corte dei Conti sotto il principato di Elisa Baciocchi. Prese parte ai Governi provvisiori nel 1814. Per 22 anni fu Gonfaloniere di Lucca, durante il regno di Maria Luisa di Borbone prima e del Duca Carlo Ludovico poi.

Costruì l'acquedotto di cui la città era priva, risanò le strade e la cinta delle mura, eresse ponti e introdusse in città l'uso delle grondaie.

Fu Ministro dell'Interno e quindi Presidente del Consiglio dei Ministri dal 1840 al 46.

Quando il Granduca Leopoldo II prese possesso della citttà nel 1847 lo nominò Reggente.

 

Il figlio di Niccolao, Gaetano (1795-1874) bisnonno di Bista, dopo aver preso parte eroicamente alla difesa di Parigi, assediata dai Russi, nel 1814 ed essersi li laureato in ingegneria al Politecnico, tornò a Lucca dove fu nominato Responsabile delle Acque.

Nel 20 salvò la città dalla piena del Serchio rompendo gli argini contro il volere dei più. Cinque anni dopo, trasferitosi a Firenze, avviò la bonifica della Maremma. Ricoprì a lungo la caricha di Provveditore agli Studi, nel Governo Capponi fu Ministro degli esteri.

Rettore dell'Università di Pisa, fu uno dei cinque fondatori dei congressi scientifici in Italia.

 

Gaetano ebbe quattro figli: Giorgio, Giovanni Battista, Carlo e Giovanna.

 

Giorgio (1816-1894) intrapresa la carriera militare, partecipò come capitano dell'esercito toscano, guidato dal Generale De Laugier, alla campagna del 48. Comandava i Presidi di Orbetello quando Garibaldi fece tappa a Talamone con i suoi Mille, nel maggio del 1860. Per averlo rifornito di armi e munizioni fu incarcerato e liberato solo grazie all'intervento personale dello stesso Garibaldi. Partecipò alla lotta al brigantaggio, si ritirò col grado di colonnello e fu eletto in Parlamento.

 

Giovanni Battista (1818-1908) studiò legge a Pisa.

Insegnò storia del diritto e filosofia del diritto alla Normale e a Siena. Nel 46 sposò Vittorina Manzoni, figlia dell'autore dei Prommessi Sposi. La più piccola delle figlie dello scrittore, Matilde, visse alcuni anni in casa Giorgini. Il suo diario di quegli anni è stato pubblicato da Adelphi con il titolo di "Journal".

Tra i primi a propugnare l'unità del Paese, fondò nel 47 il giornale "L'Italia". Nel 48 partì con il Battagione Universitari Pisani, con il grado di capitano. Partecipò al Congresso federativo a Torino e fu sospeso dall'insegnamento da Guerrazzi, capo del goveno provvisorio fiorentino. Nel 1859, come deputato dell'Assemblea toscana, guidò una delegazione a Genova, Torino e Milano. Senatore nel primo parlamento italiano, fu relatore di vari disegni di legge tra i quali quello che attribuiva a Vittorio Emanuele il titolo di Re d'Italia. Genero di Massimo D'Azeglio, intrattenne stretti rapporti con tutti i grandi del suo secolo, testimoniati da una ricca raccolta epistolare.

 

Il terzogenito, Carlo (1820-1887) nonno di Bista, combattè nel Battaglione Volontari Toscani a Montanara, il 29 maggio 48, guadagnandosi una nota di merito. Seguendo le orme del pardre, divenne Ingegnere delle "Acque e Strade del Granducato" e pubblicò vari trattati sull'Arno e sullo stato delle acque in Toscana.

Fu eletto in Parlamento nella XI legislatura.

 

Vittorio (figlio di Carlo e padre di Bista) si dedicò alla pittura e fece parte del gruppo dei

Macchiaioli. Fu amico in particolare di Filadelfo Simi. Ebbe sette figli, il maggiore Mario prese parte sui "maiali" all'impresa di Alessandria con Durand de la Penne e divenne poi Ammiraglio di Marina.

 

 

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Bista Giorgini partecipa da volontario alla prima guerra mondiale, combattendo sul Carso e meritando una decorazione.

A causa della morte del padre interrompe gli studi da diplomatico e per un breve periodo si occupa delle cave di marmo che la famiglia possiede a Carrara.

Si sposa con "Nella" Nanni, con la quale dividerà 50 anni di successi e difficoltà, da cui ha tre figli: Graziella, Vittorio e Matilde che lo affiancherà nel lavoro.

Nei primi anni Venti si trasferisce a Firenze dove avvia la sua attività di esportatore, vissuta come una valida alternativa alla carriera diplomatica, in quanto gli permette di viaggiare e promuovere l'abilità artigianale italiana all'estero.

 

Parte subito per gli Stati Uniti con un duplice obbiettivo, capire i gusti e le esigenze di quel mercato, ma soprattutto far conoscere i prodotti "Made in Italy".

La sua attività si sviluppa rapidamente e cresce fino al 29, quando viene bruscamente fermata dalla crisi americana. La ripresa è lenta, gli anni fino alla seconda guerra mondiale sono difficili anche per le restrizioni imposte dall'autarchia. Su incarico di uno dei suoi maggiori clienti americani, Bista avvia un ufficio acquisti a Barcellona, inoltre apre a Firenze un negozio, "Le Tre Stanze", in cui vende artigianto statunitense.

Durante il secondo conflitto comanda una postazione di confine a Bagni di Vinadio, in Piemonte.

 

Tornata a Firenze la famiglia Giorgini abita a Bellosguardo, una collinetta a sud della città che domina l'Oltrarno. E' qui che una mattina del 43 arriva la prima colonna di mezzi alleati, comandata da un giovane capitano americano. Firenze è ancora divisa in due. I Giorgini parlano tutti un perfetto inglese, è logico che il comando alleato si sistemi da loro, raccogliendo l'offerta di Bista. Graziella viene assunta come interprete. Comincia una collaborazione che riaprirà a Giorgini la strada dell'esportazione. Nel 44 gli viene affidato il compito di organizzare l'Allied Forced Gifg Shop, negozio di articoli da regalo per le truppe delle forze alleate. La sua gestione ha successo e l'iniziativa viene replicata in altre città.

Giorgini parte immediatamente per gli Stati Uniti e riprende i vecchi contatti.

Nel 47 organizza la mostra "Italy at work" al Museo di Arte Moderna di Chicago. Espone il meglio della nostra produzione: vetri di Murano, ceramiche, paglie, tessuti e pelletteria, oggetti in bilico tra artiginato e arte. L'iniziativa ha tanto successo da essere replicata in altre città.

In pochi anni riconquista i maggiori importatori e distributori di USA e Canada. Tra i suoi clienti si ritrovano i nomi più importanti della vendita al dettaglio: I. Magnin, B. Altman, Bergdorf Goodman, H. Morgan, Tiffany, ecc.

 

Giorgini riunisce nella sua personalità tutti gli aspetti che gli permettono di avere successo. E' un imprenditore, ruolo nel quale non sarà mai comunque interamente a suo agio. Collezionista di antiquariato e appassionato d'arte è anche stilista. Il gusto e la capacità di precorrere i tempi gli permettono di proporre oggetti sempre nuovi e all'avanguardia. E' lui a indicare ai suoi fornitori, allora per lo più artigiani, come modificare i prodotti, quali colori usare o addirittura a suggerire nuove idee e modelli. Per primo introduce in Italia le forme da scarpe americane e intuisce l'importanza per quel mercato dell'abbigliamento per il tempo libero. Infine è un abilissimo uomo di pubbliche relazioni, qualità che lo renderà un precursore. Sfruttando le sue origini e le amicizie importanti conquista i clienti con eleganti serate mondane nella grande casa di via dei Serragli. Nei saloni arredati con mobili d'epoca e  oggetti d'arte, ricrea atmosfere che per i suoi ospiti stranieri diventano un piacere irrinunciabile. Sostiene la sua attività con balli, concerti e eventi anticipando un'abitudine oggi comune.

 

Una delle cose che lo colpiscono di più è il cambiamento in atto negli USA: l'evoluzione sociale fa aumentare il numero delle donne che lavorano. Di conseguenza cresce enormemente la richiesta di abiti eleganti, ma comodi, adatti alla vita di tutti i giorni. Mentre Parigi resta la capitale indiscussa dell'alta moda, si presenta all'Italia la possibilità di offrire un prodotto più portabile a costi interessanti. Bista intuisce che è aperta una ottima opportunità: entrare in questo immenso mercato, offrendo un prodotto che si distacca dalla grande produzione di serie, grazie al valore aggiunto del prestigio e della qualità italiani.

 

Nel 49 propone a uno dei suoi maggiori clienti, il department store B. Altman, di organizzare una presentazione di moda italiana a New York. La risposta è negativa. Il timore dei suoi interlocutori è che i nostri abiti siano ancora troppo simili a quelli francesi.

Una manifestazione di questo tipo potrebbe, secondo loro, essere eventualmente organizzata con minor rischio in Italia. Bista impiega un intero anno a convincere alcune delle nostre migliori Case di Moda a sfilare insieme proponendo abiti originali "di pura isapirazione italiana". Riesce anche a convogliare su Firenze alcuni suoi clienti reduci dalle sfilate patigine.

 

Il 12 febbraio 1951 organizza nella sua casa fiorentina il "First Italian High Fashion Show". Il successo è immediato e la quantità degli ordini supera ogni aspettativa. La seconda manifestazione si tiene al Grand Hotel davanti a trecento compratori e giornalisti. Nel luglio dell'anno successivo la moda italiana debutta nella Sala Bianca di Palazzo Pitti, per trent'anni prestigioso e ideale scenario delle sfilate.

Per Bista è il periodo del massimo successo e del grande sviluppo della sua attività.

Divi di Hollywood, registi come Alfred Hitchkok, politici come Truman, ambasciatori e uomini di cultura sono ospiti in via dei Serragli. Giorgini introduce ogni anno nell'organizzazione idee originali: la textile promotion, per coinvolgere l'industria tessile, spazi per la moda maschile, l'intimo, l'infanzia.

E scopre nuovi talenti: Capucci, Irene Galitzine, Krizia, Valentino. Intuisce per primo l'importanza della boutique e della moda pronta, che determinerà poi la vera esplosone del fenomeno Moda italiana.

 

Due sono le maggiori preoccupazioni che ispirano tutta la sua attività, mantenere la coesione tra gli stilisti, per dare un immagine forte e unita dell'Italia, da contrapporre al quella francese e potenziare la capacità ricettiva e organizzativa di Firenze, per farla restare al centro delle manifestazioni.

Giorgini dirige le sfilate fiorentine fino al 1965, in quel periodo si lancia in una nuova scommessa, la scoperta del mercato Giapponese.

Anche questa volta la sua iniziativa precorre i tempi e facilita l'avvio di un rapporto di scambi ancora oggi molto intenso. Tra i clienti di cui si guadagna la fiducia c'è la Isetan uno dei più grandi department store di quel paese.

Giorgini si spegne nel 1971, dopo aver chiuso gli occhi come faceva tutti i pomeriggi seduto sulla sua poltrona.

 

 

Firenze, gennaio 2002

 

Archivio G.B. Giorgini
Via del Carota, 14
50012 Bagno a Ripoli
Firenze
fax +39.055.2342.462


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