Conferenza
Vladimir Putin e la nuova
Russia
di Ilya
Levin
Data: Lunedì 05 giugno
2000, ore 17.30-19.30
Sede: Saletta del Circolo Rosselli, Piazza
della Libertà 16, Firenze
Interventi previsti: Anna
Meucci, Emiliano Panconesi, Cesare G. De Michelis
Ilya Levin
è coordinatore di Ricerca dell'Istituto Economia Mondiale e Relazioni
Internazionali (IMEMO) dell'Accademia Russa delle Scienze, e Professore
nell'Università delle Relazioni Internazionali del Ministero degli
Esteri della Russia, Mosca (MCIMO).
Con l'elezione al primo turno di Vladimir Putin a Presidente della Russia si apre una importantissima stagione per questo Paese e per il mondo intero. Vladimir Putin è un riformista pragmatico formatosi nel Kgb, un'incognita, forse per l'Occidente, non per i russi. Essere un uomo nuovo è un vantaggio enorme, considerato il giudizio negativo che la gente comune ha sulla politica federale e sui palazzi del potere. Putin riunisce il voto dei nostalgici e dei liberali contemporaneamente. Una vera impresa di ingegneria politica riuscita solo grazie all'intuizione e all'abilità di Boris Eltsin che gli ha aperto la strada alla sua successione al Cremlino. Per i nostalgici questo 47enne dai nervi d'acciaio, ma dal volto umano, è la speranza di una riscossa, del ritorno della Russia fra le grandi potenze mondiali. Per i liberali è, invece, la sicurezza che le riforme e la democrazia seguiranno il loro percorso. Non per niente Putin è un membro apprezzato del gruppo riformista di San Pietroburgo. Germanista, ortodosso convinto, Putin ha come modello Pietro il Grande. E come lo zar, fondatore della Russia moderna, il nuovo inquilino del Cremlino guarda con speranza all'Occidente, a cui vuole ancorare il suo Paese in questo nuovo mondo globalizzato. (G.D.A.).
Quali sono gli scenari nazionali e internazionali che ora si aprono? Una serie di correzioni nella politica estera russa, dovute ai cambiamenti sostanziali avvenuti nel mondo è già in atto, ed è chiaro che la Russia vorrà contare di più in campo internazionale, tornando ad assumere quel ruolo di grande potenza che aveva prima del crollo dell'Unione Sovietica. All'era Putin sono collegate grandi aspettative: da parte europea per una Russia forte, democratica, pacifica e prospera che riconosca la sua responsabilità internazionale e partecipi pienamente ai processi in atto in Europa; da parte cinese per un periodo di distensione e di maggiore collaborazione; da parte americana per un rilancio delle relazioni fra Mosca e Washington.
Di questi importanti e avvincenti scenari parlerà Ilya Levin.*
Cesare G. De Michelis è Ordinario
di Lingua e Letteratura Russa al Dipartimento di Studi filologici, linguistici
e letterari, Università di Roma 2, Roma