Conferenza - spettacolo
Vivendo teatrando che male
ti fo?
di
Carlo Misiano,
Roma
A cura di: Riccardo Pratesi
Data: sabato 24 febbraio 2001, ore 16.30
Sede: Piccolo Teatro, Teatro del Maggio Musicale,
Corso Italia, Firenze
In questa conferenza - spettacolo Carlo Misiano, che di mestiere fà il Presidente del Centro Tecnologie del Vuoto, racconterà l'altra parte della sua vita, dedicata con impegno e passione al teatro, illustrandoci le motivazioni, i temi ed i principali eventi della sua strana storia teatrale. Con lo strumento teatrale Carlo Misiano persegue l'obiettivo nobile del recupero dei valori tradizionali, svolge una pungente critica alle strutture di Potere, ed esprime una arguta satira sociale, da cui trarre spunti per un più pressante impegno civile.
Carlo Misiano ha iniziato la sua attività teatrale oltre 30 anni fa, fondando, poi, più di vent'anni fa, la compagnia teatrale La Thymele, di cui è regista, attore, autore dei testi e animatore instancabile. La Thymele si è specializzata in una produzione a metà strada tra il teatro per ragazzi e quello per adulti. Ha vinto l'edizione 1985 del Festival Nazionale del Teatro per Ragazzi di Padova, con Un'anima di legno. Lo strumento per far breccia nei ragazzi è quello delle favole, certo a lieto fine, storie immaginarie o vicende surreali che si fanno tutte veicolo di morali positive, di messaggi di speranza e umanità, un tipo di teatro, dunque, ispirato ai buoni sentimenti e che riesce a coniugare tra loro in ogni occasione il puro divertimento e la riflessione attenta a problematiche di grande rilievo. Se il lieto fine non può mancare, esso si risolve però felicemente in un invito a far uso di parametri che recuperino il senso critico e la facoltà di giudizio insieme a valori nuovamente a misura d'uomo.
Tra le problematiche più comuni c'è l'inadeguatezza dell'attuale modello socioculturale a gestire l'evoluzione della nostra società dalla fase eminentemente agricola a quella industriale e postindustriale, affrontate nel ciclo di spettacoli Le Radici dell'anima, con l'invito ad un ripensamento critico sugli attuali moduli di vita nella ricerca di un modello che mantenendo, al massimo, i vantaggi dell'evoluzione tecnologica non svilisca la componente più propriamente umana e morale della nostra esistenza. Con il lavoro Un'anima di legno, infatti, si invitano i ragazzi a riflettere sul ruolo della televisione e sugli effetti che possono derivarne da un uso eccessivo, e, soprattutto, da una visione passiva e acritica, con la volontà di avvicinare i ragazzi al linguaggio teatrale e con un implicito riscatto del teatro rispetto alla televisione.
Un'attenzione particolare Carlo Misiano e La Thymele dedicano alla loro vecchia Roma, alla riscoperta del retaggio artistico romanesco e al recupero dei tratti caratteristici della commedia dialettale romanesca, in chiave di sferzante satira sociale. Nell'opera Cabbarè emerge il ritratto abbozzato di un ambiente sociale semplice, ma ancora non sottoposto al trauma di un'evoluzione tecnologica, troppo rapida per essere assorbita fisiologicamente, dove sia i giovani sia gli anziani si possano divertire con le stesse macchiette, le stesse canzoni, le medesime storielle. Molto efficace è il ricorso ad una certa tradizione cabarettistica romana, dove la critica dei costumi corrotti della società diviene arguta e divertente "satira sociale", più alla maniera di Trilussa che di Belli. Questo modo tipicamente romano di fare della satira sociale, che "castigat ridendo mores" ha, quindi, valenze profondamente educative e fu già di Petrolini e di altri noti cabarettisti. Il "momento del passaggio da un cultura popolare, viva nel folklore romanesco, a quella della civiltà dei consumi" porta con sé la scomparsa di quell'autenticità nei rapporti umani, che caratterizzava gli ambienti della vecchia Roma trasteverina. Per Misiano c'è ancora qualcosa, e qualcosa d'importante, che la cultura tradizionale romana può dare e dare specialmente alle nuove generazioni.
Nello spirito di valorizzazione delle attività artistiche extra professionali, che rappresentano un prezioso arricchimento culturale di ogni persona che le persegua, il Circolo Rosselli è lieto di offrire ai propri soci e chi segue con interesse le attività del Circolo questa occasione d'incontro, che, oltre a preannunciarsi divertente, offrirà importanti spunti di riflessione e di iniziative per un recupero maggiore dello strumento teatrale in questa società dove i mass-media sono ormai dominati dai computer e la televisione sarà presto collocata fra i mezzi arcaici della società moderna.
Carlo Misiano ha fatto il manager presso varie società di Finmeccanica, e presieduto fino a poche settimane il Centro Tecnologie del Vuoto (CE.TE.V.), sito in Carsoli (AQ). È laureato in fisica, ha prodotto più di ottanta pubblicazioni scientifiche ed è autore di più di trenta brevetti. E' stato Presidente dell'Associazione Italiana del Vuoto, ed è Chairman dell'European Association of Vacuum Coates. Da due anni tiene, all'Università dell'Aquila, un corso sulle Tecnologie dei film sottili.
Alla Conferenza - spettacolo parteciperà Massimo Pezzilli, fisico anch'egli, apprezzato scenografo della Compagnia.