Commemorazione
del 65° anniversario dell'assassinio di Carlo e Nello Rosselli
Le Memorie fiorentine di Amelia
Rosselli
Data: Venerdì
7 giugno 2002, ore 16.00-19.00
Sede:
Accademia Toscana di Scienze e Lettere La Colombaria, Via S.Egidio 23,
Firenze
Interventi: Marina
Calloni, Lorella Cedroni, Hulda Liberanome, Gigliola Sacerdoti Mariani. PresiedeValdo
Spini
Collaborazione con: ABCD -
Università degli Studi di Milano-Bicocca, Archivio della Scrittura delle
Donne in Toscana dal 1861 - Università di Firenze, Comunità
Ebraica di Firenze
sulla base
del libro Amelia Rosselli. Memorie a cura di
Marina Calloni, Il Mulino, Bologna, 2001
Letture di brani
Selezione e regia: Renzo Ricchi.
Voci narranti: Marcellina Ruocco, Paolo
Santangelo, Rita Serafini
Ricordare i
Rosselli non significa soltanto metterne in luce l'originalità delle opere e il
coraggio delle azioni. Significa altresì ridare "voce" agli affetti
che li accompagnarono, alle convinzioni politiche che li caratterizzarono, a
partire dal periodo fiorentino. A sessantacinque anni dall'assassinio di Carlo e
Nello Rosselli - avvenuto a Bagnoles-de-l'Orne il 9 giugno 1937 - vogliamo,
ricostruire l'ambiente familiare e il milieu culturale in cui crebbero,
rileggendo parte della loro corrispondenza. Ripercorreremo, quindi, alcuni
momenti della loro educazione e dell'impegno politico, attraverso le parole
della madre Amelia, la prima scrittrice di teatro in Italia, che, dopo la morte
di Carlo e Nello, usò la penna di letterata per consegnare i figli alla storia,
perché non fossero dimenticati. Due capitoli delle Memorie di Amelia - finora
inedite e recentemente pubblicate a cura di Marina Calloni - vengono infatti
dedicati alla crescita e alla formazione dei figli a Firenze. È la città dove
lei visse per oltre quarant'anni, fino a quel fatale 1937, dove ritornò dopo
l'esilio americano e dove morì nel 1954.
Saranno letti brani da Amelia
Rosselli, Memorie (a
cura di Marina Calloni, il Mulino, Bologna, 2001); Amelia,
Carlo e Nello Rosselli. Politica e affetti familiari
(a cura di Marina Calloni e Lorella Cedroni,
Edizioni Feltrinelli, 1997); I Rosselli,
Epistolario familiare (a cura di Zeffiro
Ciuffolotti, A.Mondadori Editore, 1997).
Amelia
Pincherle Moravia (Venezia
1870 – Firenze 1954) nacque da una famiglia ebraica della buona borghesia
veneziana, che aveva partecipato alla difesa della Serenissima durante la
Repubblica di Manin e ai moti risorgimentali. Dopo essersi trasferita a Roma,
Amelia sposa il musicista Giuseppe (Joe) Rosselli, con cui trascorre alcuni anni
a Vienna. La famiglia del marito, i Rosselli-Nathan, di tradizione repubblicana
e liberale, aveva sostenuto Mazzini durante gli anni dell’esilio londinese.
Costui morirà a casa loro a Pisa sotto il nome di Mr. Brown.
Amelia
ebbe da Joe tre figli: Aldo, Carlo e Nello. Tuttavia si separò dal marito nel
1903, trasferendosi coi figli da Roma a Firenze.
Nei
primi decenni del Novecento Amelia ebbe grande rinomanza come autrice di drammi
e di commedie, scritte anche in dialetto veneziano. Fu inoltre nota come
scrittrice di racconti e di libri per l’infanzia, oltre che come direttrice di
collana, attivista politica e interessata alla questione femminile.
I
figli di Amelia crebbero in un ambiente culturalmente stimolante, politicamente
attivo e socialmente impegnato. Aldo, studente di medicina, partì volontario
per la prima guerra mondiale, morendo nel 1916 sul fronte carnico. Carlo,
professore di economia, lasciò l’insegnamento per la lotta politica. Inviato
al confino, riuscì a fuggire, riparando a Parigi, dove fondò il movimento di
"Giustizia e Libertà". Nello, storico del Risorgimento, dopo aver
subito il confino, rimarrà a vivere in Italia, continuando mediante i suoi
studi la sua opposizione contro il regime fascista. Carlo e Nello vennero uccisi
in Francia nel 1937, per mano di sicari assoldati dai fascisti.
Dopo
l’assassinio di Carlo e Nello, Amelia scelse volontariamente l’esilio
assieme alle due nuore e ai sette nipoti. Visse prima in Svizzera e Inghilterra,
per poi trasferirsi negli Stati Uniti. Rientrò in Italia nel 1946 e morì a
Firenze nel 1954.
Marina
Calloni
è docente
di filosofia politica e sociale presso la Facoltà di Sociologia dell'Università
degli Studi di Milano-Bicocca, nonché direttrice dell'International Network for
Research on Gender.
Si
è laureata in filosofia presso l’Università degli Studi di Milano, conseguendo poi
un dottorato di ricerca in filosofia presso l’Università di Pavia e un
dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali presso l’Istituto
Universitario Europeo di Firenze. È stata dunque ricercatrice presso
l’Università di Francoforte, lavorando presso Jürgen Habermas. È stata
senior researcher presso il Gender Institute della London School of Economics
and Political Science di Londra, dove ha poi istituito e diretto l’"International
Network for Research on Gender". Ha inoltre svolto attività didattiche a
livello internazionale, in qualità di professore incaricato presso le università
di Brema, Vienna e Lugano, nonché visiting professor all’Università di
Pechino e Tirana. È co-fondatrice della School of Politics "Aleksandra
Kollontai", avente sede presso l’Università Pomor di Arcangelo nella
zona di Barents (Russia Nord-Occidentale). È stata project manager per la
costituzione di un Gender Institute presso l’Università di Tirana in Albania,
finanziato dall'ONU. È consulente dell'Unità "Women and
Science" della Commissione Europea a Bruxelles, soprattutto a proposito dei
Paesi dell'Est europeo. Ha preso inoltre parte a numerosi progetti di
ricerca europei e internazionali. I maggiori ambiti di interesse e ricerca
riguardano: filosofia politica e sociale; filosofia delle scienze sociali;
questioni e studi di genere; teorie dell’etica, politica e giustizia;
democrazia e conflitti culturali; networks di ricerca internazionali; mobilità
e cittadinanza europea. Oltre a svolgere numerose attività editoriali,
è membro della redazione e del consiglio scientifico di molte riviste. Ha
edito molti libri e scritto saggi in italiano, inglese e tedesco.
Fra le sue recenti pubblicazioni si ricordano: Il bene, il giusto e le differenze: il conflitto pubblico-privato dell’aborto, Roma: Donzelli, in corso di stampa; Amelia Rosselli, Mie memorie, a cura di M.Calloni, il Mulino, Bologna, 2001; M.Calloni, A.Ferrara, S.Petrucciani (a cura di), Pensare la società. L’idea di una filosofia sociale, Roma: Carocci, 2001; M.Calloni e A.Saarinen (a cura di), Gender, Research and Networks across Boundaries. A different approach to globalisation, Copenhagen: Nordic Council of Ministries, 2001; M.Calloni, B.Dausien & M. Friese (a cura di), Migrationsgeschichten von Frauen. Beiträge und Perspektiven aus der Biographieforschung, Bremen: IBL - Universität Bremen Verlag, 2000; Debates and Controversies on Abortion in Italy". In D.Stetson (ed.), Abortion politics, women's movements, and the democratic state, Oxford: Oxford University Press, 2001, pp. 181-203; "Gender relations and daily life: towards a cross-cultural approach", in: W.Beck, L.van der Maesen, F.Thomése, A.Walker (a cura di), Social Quality: A Vision for Europe, Boston: Kluwer Law International, 2001, pp. 69-86; con Helma Lutz, "Gender, Migration and Social Inequalities: The Dilemmas of European Citizenship", in: S.Duncan e B.Pfau-Effinger (a cura di), Gender, Economy and Culture in the European Union, London: Routledge 2000, pp. 143-170.