Circolo di Cultura Politica

Fratelli Rosselli

 

Invito al dibattito sulla base del libro

Verso lo stato totalitario. Sindacati, società e fascismo

 

di Ferdinando Cordova

Rubbettino, 2005

 

 

interventi

Fulvio Conti, Sandro Rogari

 

sarà presente l’Autore

 

 

 

Venerdì 25 novembre 2005, ore 17.30

Saletta del Circolo Rosselli, Piazza della Libertà 16, Firenze

segreteria@circolorosselli.it  http://www.circolorosselli.it 

 

Le leggi, approvate dal fascismo nell'autunno del 1926, segnarono, com’è noto, la fine del sistema parlamentare Italiano ed avviarono il Paese verso la dittatura totalitaria. Particolare rilievo vi ebbero le norme che abolirono la pluralità rappresentativa dei lavoratori, sostituendola con il sindacato unico obbligatorio, giuridicamente riconosciuto. Esse avrebbero dovuto contribuire, come ebbe a scrivere il guardasigilli Rocco, “a dare allo Stato fascista la sua fisionomia e alla sua azione un concreto contenuto sociale”. Restava, tuttavia, da stabilire quale fosse il peso e l'importanza che il sindacato obbligatorio era chiamato ad esercitare, pur nei limiti di una società fortemente centralizzata, nel nuovo ordinamento.

Intorno a questo tema, le tensioni, tra il 1926 ed il 1929, furono, all'interno del fascismo, altissime e si tradussero, tra le sue diverse componenti, in polemiche, che avevano sullo sfondo la crisi economica, seguita alla deflazione della lira, e che preludevano agli equilibri, sui quali era destinato ad assestarsi, nella prospettiva di un sistema corporativo mai del tutto realizzato, il regime.

Il  mito  corporativo  affascinò,  peraltro, anche alcuni esponenti del riformismo italiano, convinti, in perfetta buona fede, che, superata la fase convulsa dell'assestamento, sarebbe emersa e si sarebbe affermata, nelle istituzioni, l'anima socialista, da cui il “duce” ed alcuni suoi compagni d'avventura erano partiti.

Anche questo tentativo si esaurì contro la logica inesorabile della dittatura, la quale non ammetteva anomalie e finiva, cosi, per deludere quanti avevano sperato, da destra o da sinistra, che il sistema fosse capace di ascoltare la sua base di massa.

Il volume (premio Bruno Buozzi 2005) ricostruisce, mediante una vasta ed inedita documentazione, la dinamica sociale, che condusse il fascismo a diventare totalitario, e lo scontro, non solo ideologico, che accompagnò un dibattito cruciale per la vita del Paese.

 

Ferdinando Cordova è docente di Storia  contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università "La Sapienza" di Roma. Delle sue opere ricordiamo: Arditi e legionari dannunziani, Marsilio, 1969; Le origini dei sindacati fascisti, Laterza, 1974 (La Nuova Italia, 1990); Uomini e volti del fascismo, Bulzoni, 1980; Massoneria e politica in Italia (1832-1908), Laterza, 1985; Alle radici del malpaese. Una storia italiana, Bulzoni, 1994; "Caro Olgogigi". Lettere ad diga e Luigi Lodi. Dalla Roma bizantina all'Italia fascista (1881-1933), Angeli, 1999, Le scelte di allora. I militari italiani in Montenegro, Angeli, 2001; Il fascismo nel Mezzogiorno: le Calabrie, Rubbettino, 2003 (premi "Feudo di Maida" e "Rhegium Julii"). Dirige il periodico «Giornale di Storia Contemporanea».

Fulvio Conti è docente di Storia contemporanea nell'Università di Firenze. Fra i suoi lavori più recenti: L'Italia dei democratici. Sinistra risorgimentale, massoneria e associazionismo fra Otto e Novecento, Angeli, 2000; Storia della massoneria italiana. Dal Risorgimento al fascismo, Il Mulino, 2003.

Sandro Rogari è docente di Storia contemporanea e preside della Facoltà di Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. E’ direttore responsabile della Rassegna Storica Toscana.