Circolo di Cultura Politica
Fratelli Rosselli
Invito al dibattito sulla base del libro
Verso lo stato totalitario. Sindacati, società e fascismo
di Ferdinando
Cordova
Rubbettino, 2005
interventi
Fulvio Conti, Sandro Rogari
sarà presente l’Autore
Saletta del Circolo Rosselli, Piazza della Libertà 16, Firenze
segreteria@circolorosselli.it http://www.circolorosselli.it
Le leggi, approvate
dal fascismo nell'autunno del 1926, segnarono, com’è noto, la fine del sistema
parlamentare Italiano ed avviarono il Paese verso la dittatura totalitaria.
Particolare rilievo vi ebbero le norme che abolirono la pluralità
rappresentativa dei lavoratori, sostituendola con il sindacato unico
obbligatorio, giuridicamente riconosciuto. Esse avrebbero dovuto contribuire,
come ebbe a scrivere il guardasigilli Rocco, “a dare allo Stato fascista la sua
fisionomia e alla sua azione un concreto contenuto sociale”. Restava, tuttavia,
da stabilire quale fosse il peso e l'importanza che il sindacato obbligatorio
era chiamato ad esercitare, pur nei limiti di una società fortemente
centralizzata, nel nuovo ordinamento.
Intorno a questo
tema, le tensioni, tra il 1926 ed il 1929, furono, all'interno del fascismo,
altissime e si tradussero, tra le sue diverse componenti, in polemiche, che
avevano sullo sfondo la crisi economica, seguita alla deflazione della lira, e
che preludevano agli equilibri, sui quali era destinato ad assestarsi, nella
prospettiva di un sistema corporativo mai del tutto realizzato, il regime.
Il mito
corporativo affascinò, peraltro, anche alcuni esponenti del
riformismo italiano, convinti, in perfetta buona fede, che, superata la fase
convulsa dell'assestamento, sarebbe emersa e si sarebbe affermata, nelle
istituzioni, l'anima socialista, da cui il “duce” ed alcuni suoi compagni
d'avventura erano partiti.
Anche questo
tentativo si esaurì contro la logica inesorabile della dittatura, la quale non
ammetteva anomalie e finiva, cosi, per deludere quanti avevano sperato, da destra
o da sinistra, che il sistema fosse capace di ascoltare la sua base di massa.
Il volume (premio
Bruno Buozzi 2005) ricostruisce, mediante una vasta ed inedita documentazione,
la dinamica sociale, che condusse il fascismo a diventare totalitario, e lo scontro,
non solo ideologico, che accompagnò un dibattito cruciale per la vita del
Paese.
Ferdinando Cordova è docente di Storia
contemporanea presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università
"La Sapienza" di Roma. Delle sue opere ricordiamo: Arditi e
legionari dannunziani, Marsilio, 1969; Le origini dei sindacati fascisti,
Laterza, 1974 (La Nuova Italia, 1990); Uomini e volti del fascismo,
Bulzoni, 1980; Massoneria e politica in Italia (1832-1908), Laterza,
1985; Alle radici del malpaese. Una storia italiana, Bulzoni, 1994; "Caro
Olgogigi". Lettere ad diga e Luigi Lodi. Dalla Roma bizantina all'Italia
fascista (1881-1933), Angeli, 1999, Le scelte di allora. I militari
italiani in Montenegro, Angeli, 2001; Il fascismo nel Mezzogiorno: le
Calabrie, Rubbettino, 2003 (premi "Feudo di Maida" e
"Rhegium Julii"). Dirige il periodico «Giornale di Storia
Contemporanea».
Fulvio Conti è docente di Storia contemporanea nell'Università di Firenze. Fra
i suoi lavori più recenti: L'Italia dei democratici. Sinistra
risorgimentale, massoneria e associazionismo fra Otto e Novecento, Angeli,
2000; Storia della massoneria italiana. Dal Risorgimento al fascismo, Il
Mulino, 2003.
Sandro Rogari è docente di Storia contemporanea e preside della Facoltà di
Scienze Politiche “Cesare Alfieri” dell’Università di Firenze. E’ direttore
responsabile della Rassegna Storica Toscana.