Il manoscritto inesistente
I Protocolli dei savi
di Sion: un apocrifo del XX secolo
di Cesare G. De Michelis, Saggi Marsilio, 1998
Lunedì 22 marzo 1999, ore 17.30-19.30
Libreria Internazionale Le Monnier, Via San Gallo 53r, 50129 Firenze
Interventi di
Gian Mario Cazzaniga
Stefano Garzonio
Anna Scattigno
Cesare G. De Michelis
Presiede:
Giorgio Spini
in collaborazione con
Centro di Studi Storici Carlo Francovich
Fondazione Circolo Fratelli Rosselli
Fondazione Primo Levi
Istituto Socialista di Studi Storici
Società Storica Toscana del Risorgimento
Cesare G. De Michelis, ordinario di letteratura
russa all'Università "Tor Vergata" di Roma e membro della
Società puskiniana, ha avuto il Premio Calabria per le letterature
straniere (1997). Si è occupato di cultura russo-antica (La valdesìa
di Nobgorod), moderna (Fofanov) e contemporanea (I Saggi di B. Pasternak)
e dei rapporti italo-russi (Il futurismo italiano in Russia, D'Annunzio
nelle culture slave). Ha curato l'edizione de L'ombra di Barkòv
di A. Puskin e de I dodici di A. Blok.
Recensioni (da
Alice)
"Apocrifo vale etimologicamente scritto nascosto, segreto,
ma è passato a significare un testo falsamente attribuito a un'epoca
o a un autore: i PSM si presentano come un apocrifo nel primo senso del
termine, ma risultano esserlo nel secondo."
La questione ebraica è una delle chiavi di volta di questo secolo,
uno dei perni su cui, nel bene e nel male, è ruotata la storia del
Novecento.
Studiarne le motivazioni e, soprattutto, analizzare quali furono le tappe
fondamentali che portarono alle tragiche conseguenze dell'Olocausto, è
indispensabile per capire la storia dell'Occidente, la nostra storia. Nella
questione ebraica, importante ruolo ebbero i cosiddetti Protocolli di Sion,
apparsi per la prima volta nel 1903 su un quotidiano russo di estrema destra
(ma risalenti a qualche anno prima) sotto il titolo Programma della conquista
del mondo da parte degli ebrei con una specifica indicazione circa i Protocolli
delle sedute dell'alleanza mondiale dei frammassoni e dei savi di Sion.
L'origine dei Protocolli è misteriosa e la loro diffusione ha assunto
nel tempo un alone di leggenda: agenti segreti, circoli occulti, donne
fatali, complotti di corte, furti accompagnerebbero i testi lungo le loro
varie edizioni. Apparvero sulla scena internazionale per dimostrare quali
fossero le "vere" intenzioni del popolo ebraico, come testimonianze
e documenti sviluppati nell'ambito di riunioni elitarie e segrete. Sulla
loro autenticità non si dubitò, specie nei centri di potere
fascisti e nazisti nei quali si "cavalcò" immediatamente
la possibilità di indicare nelle lobbie ebraiche il vero nemico
da combattere. Dal punto di vista dei contenuti si tratta di un programma
politico-sociale destinato a rivoluzionare il governo dei paesi occidentali,
finalizzato ad instaurare un potere di stampo massonico-monarchico-populista;
ma già a una prima lettura appare non privo di palesi ingenuità
e, pur se dettagliato, assolutamente carente sotto molti punti di vista.
I nodi essenziali dei Protocolli, potremmo dire le "parole-chiave",
sono state indicate da P. A. Taguieff nel 1992: complotto, antisemitismo,
falso, anti-teologia. In ultima analisi si tratta di un importante tassello
"apocrifo" della storia "montata" nel tempo (e dalle
radici ben più antiche) di un complotto giudaico-massonico. De Michelis
svolge un approfondito lavoro di analisi formale e linguistica sulle varie
edizioni dei Protocolli per risalire ad una possibile fonte originaria
e scendere poi verso le varie traduzioni, interpretazioni e deformazioni
successive. Una vera e propria indagine per riscoprire l'origine dei testi
attraverso una nuova strada, quella critica e linguistica, che potrebbe
offrire la soluzione all'annosa e affascinante questione della paternità
dei Protocolli, cui non è stata ancora data una risposta definitiva.
Il testo contenente un preteso piano di conquista del mondo da parte degli
ebrei che scatenò all'inizio del secolo in tutt'Europa una violenta
reazione antisemita - sono apocrifi. L'autore lo dimostra attraverso un'indagine
filologica compiuta sulle diverse redazioni apparse in Russia a partire
dal 1902 quando un giornalista ne diede notizia. Il volume intende dimostrare
come e' stato costruito il testo, da chi, in quale contesto, quali sono
state le diverse versioni circolate nel mondo e, alla luce di questa nuova
prospettiva, rilegge la vicenda di quella che e' stata definita la "Bibbia
dell'antisemitismo".