Celebrazione
Carlo Rosselli a cento
anni dalla nascita
L'attualità del
suo pensiero nell'Europa del 2000
Lunedì 15
novembre 1999, ore 15.30 - 19.00
Palazzo Vecchio, Salone dei Cinquecento
Programma
ore 15.30 Registrazione (libera)
ore 16.00 Saluti delle Autorità e introduzione
ore 16.15 Ricordo di Leo Valiani, di Giorgio Spini, Professore Emerito dell'Università di Firenze
ore 16.30 Testimonianza
Tullia Zevi
Ore 17.00 Intervento
Valdo Spini
Ore 17.30 Tavola Rotonda: Il pensiero di Carlo Rosselli visto dall'estero
Ekaterina Naumova,
Department of History, The Moskow Lamonasov State University, Moscow *
Stanislao Pugliese,
Department of History, Heger Hall Hofstra University, Hempstead, USA *
Alla ricerca di un socialismo umanistico,
lettura dal libro "Carlo Rosselli: eretico socialista e esule antifascista"
Eric Vial,
Département d'Histoire, Université Pierre Mendes France (Grenoble
2), France *
Carlo Rosselli e la situazione
dell'antifascismo italiano alla vigilia del suo assassinio
Modera: Ariane Landuyt,
Università di Siena
Ore 19.00 Fine della manifestazione
Il 16 novembre 1899 nasce a Roma, in Via delle Convertite 21,
Carlo Rosselli, una delle più
importanti figure dell'antifascismo italiano. Secondogenito di Giuseppe
Emanuele (musicista) e di Amelia Pincherle (zia di Alberto Moravia, al
secolo Alberto Pincherle, scrittrice dotata, autrice di opere teatrali,
di racconti e di libri), è "educato nell'atmosfera liberale
della tradizione italiana del Risorgimento, con principi etici austeri
e mazziniani, e allo stesso tempo di raffinata cultura". Carlo cresce
e riceve la propria educazione a Firenze, partecipa nel 1918 alla prima
guerra mondiale, in qualità di tenente degli Alpini. E' per lui,
che fino ad allora aveva conosciuto solo la vita delle classi agiate, un'esperienza
assai importante: "nella condivisione degli stenti e delle privazioni
scopre con ammirazione la forza d'animo e la semplicità umana della
povera gente". Dopo la fine della guerra, Carlo entra in contatto
con l'ambiente socialista, impressionato da personalità quali Filippo
Turati, leader veterano dell'ala destra (riformista) del Partito Socialista.
In un profondo disorientamento morale, "non aderisce, però,
ad alcuno dei partiti socialisti, che andavano accumulando errori su errori
e manifestavano una maldestra mancanza di sentimento nazionale, né
ai partiti conservatori, che avevano gestito male la guerra e peggio la
pace". Il disagio causato dal contrasto fra la sua posizione sociale
(ricca famiglia borghese, ebrea) e le sue maturate idee di giustizia sociale,
diventa sempre più acuto, fino a condurlo alla decisione di mettere
il suo patrimonio al servizio dell'ideale politico.
Nel 1922 Carlo e Nello fanno amicizia con l'appena più anziano Ernesto
Rossi, e, sotto il magistero di Gaetano Salvemini, fondano il Circolo
di Cultura, "nel quale veniva accettato come socio chiunque
fosse disponibile a prendere in considerazione tutti gli aspetti di un
problema. Fra coloro che frequentavano spesso le riunioni, c'è una
brillante e graziosa ragazza inglese, Marion Cave, laureata alla
London University e insegnante presso il British Institute di Firenze,
che nel 1926 diventa la moglie di Carlo. Il Circolo di Cultura svolge un'intensa
attività antifascista, e rimane vittima della controffensiva fascista
avvenuta dopo la crisi creata dall'assassinio di Matteotti. Il Circolo
viene assaltato dai fascisti la notte dell'ultimo dell'anno 1924 e subito
dopo il prefetto, il 3 gennaio 1925, ne decreta la chiusura. Un mese dopo,
appare a Firenze il primo numero di Non Mollare!,
diretto dai Rosselli e da Ernesto Rossi. Inizia così un periodo
difficile per le sorti degli antifascisti: molti sono costretti all'esilio
e fra questi anche Carlo. Nel 1929, a Parigi, Carlo fonda il movimento
Giustizia e Libertà,
che vuole essere l'anima della rivoluzione liberatrice di domani: un movimento
rivoluzionario che riunisce in Italia e all'Estero coloro che vogliono
combattere il regime per creare una società libera e civile. Nell'agosto
1936 Carlo passa la frontiera francese ed entra in Spagna a fianco del
fronte popolare spagnolo, alla testa di una colonna di esuli antifascisti.
Ferite e malattie riportano Carlo a curarsi in Francia, alla stazione termale
di Bagnoles. Il 9 giugno 1937 nel percorso di ritorno verso l'albergo si
consuma l'imboscata dei sicari della Cagoule, mandante il governo Mussolini:
Carlo, e Nello, che aveva raggiunto il fratello qualche giorno prima, vengono
uccisi. Ricorda la madre Amelia: Ebbi tre figli,
li educai ad amare giustizia e libertà, e per avere amato giustizia
e libertà uno morì in guerra, e due furono assassinati
(Il Ponte, Firenze, gennaio 1955, pag. 127).
Nel suo percorso politico, Carlo passa prima attraverso il socialismo riformista,
poi nelle correnti revisionistiche, per aderire alla fine al partito socialista
unitario. Rosselli è stato un socialista eretico: aveva riflettuto
sulla sconfitta e sull'avvento del fascismo, ed era insofferente di ogni
immobilismo ed attendismo sia nel pensiero che nell'azione. Primo tra i
socialisti italiani, Rosselli si colloca nel solco dei socialisti non -
marxisti, in compagnia di quei laburisti inglesi che egli aveva studiato
da giovane economista, e di cui aveva ammirato l'empirismo, che guardava
ai problemi concreti negando ogni dogmatismo marxista. Nel suo caso, in
un socialismo post-marxista che supera esplicitamente il dibattito revisionista
interno al marxismo stesso. Non un socialismo utopistico pre-marxista,
ma un moderno socialismo liberale. Con il socialismo liberale si possono
affrontare i problemi tipici del nostro tempo, cioè quelli di una
società complessa e stratificata, immersa in una competizione globale.
Al suo apparire in francese, Socialismo Liberale,
opera scritta durante il confino di Lipari, per la sua critica radicale
del marxismo, è accolto da un coro di critiche più o meno
aspre, che va dai socialisti riformisti ai comunisti, quali Claudio Treves
(che intitolò la sua critica Né liberale né socialista),
il giovane Giuseppe Saragat, Pietro Nenni, leader del partito socialista
ufficiale. Durissimi i comunisti: Palmiro Togliatti definisce Carlo Rosselli
e il movimento Giustizia e Libertà fascismo
dissidente, classificandolo addirittura tra i
mussoliniani, aggiungendo imprudentemente che la storia gli
avrebbe dato ragione. I momenti più bui degli anni '30 sono stati
recentemente riletti criticamente, e va, con G.Napolitano, onestamente
apprezzato il riconoscimento da parte di storici come Spriano e Ragionieri
della inaudita carica di aggressività
(parole di Ragionieri) della stroncatura da parte
di Togliatti del libro Socialismo liberale e del movimento Giustizia
e Libertà, e il ricorso all'arsenale
della polemica politica più spietata (parole ancora di
Ragionieri) attuate contro Carlo Rosselli.
Oggi il socialismo democratico e liberale ha vinto la sua battaglia contro
il socialismo autoritario e totalitario. Questo è crollato mentre
la democrazia e la libertà si sono diffuse ben aldilà delle
loro tradizionali frontiere. Con questa celebrazione, intendiamo rendere
giustizia a Carlo Rosselli, e, con N. Bobbio, affermare che: L'omaggio
a Carlo Rosselli è già di per se stesso la testimonianza
che il socialismo illiberale, che per anni ha ristretto lo spazio del socialismo
democratico in Italia, contro il quale Rosselli aveva lungamente combattuto,
è stato ormai definitivamente abbandonato.
Intendiamo, anche, ricordare gli appelli di Carlo, quello acutamente critico
ma dialogante, ai comunisti perché si rinnovassero
con la libertà intellettuale, e, quello del 1937 a socialisti
e comunisti per una nuova unità (pensare
meno al 1921, e più al 1937), e la recente affermazione
di W. Veltroni di portare le idee di Carlo in
prima fila nelle "nostre" comuni idee.
Come Circolo di Cultura Politica Fratelli Rosselli (ricostituito
nell'autunno del 1944 dal Partito d'Azione), senza permettere
alcuna appropriazione degli ideali rosselliani, formuliamo un fervido auspicio
che il socialismo liberale possa conciliare i due grandi valori di giustizia
e libertà, e sia capace di attrarre le nuove generazioni. E' la
sfida del nostro tempo: Carlo e Nello Rosselli:
Giustizia e Libertà. Per questo morirono, per questo vivono,
ha scritto Piero Calamandrei sulla lapide della loro tomba nel cimitero
di Trespiano.
[Fonti: V. Spini: Per una storia del socialismo
liberale a Firenze, Firenze, 1991; G. Salvemini: Carlo
e Nello Rosselli, un ricordo (Galzerano editore, Salerno, settembre
1999). N. Bobbio: La lezione di Carlo Rosselli:
Socialismo Liberale contro il Liberismo selvaggio (L'Unità,
27.02.1999). Relazioni di G. Napolitano, V. Spini, W. Veltroni al convegno
Socialismo e Libertà. Ricordando Carlo
Rosselli (27 febbraio 1999, Residenza di Ripetta, Roma)].
Il Circolo e la Fondazione Rosselli hanno promosso in questi ultimi
anni numerose manifestazioni per approfondire il pensiero politico dei
Rosselli e per diffonderne la loro conoscenza. Molte iniziative congressistiche
sono state svolte da altre organizzazioni e varie opere librarie sono state
pubblicate. Ne ricordiamo alcune.
Conferenze: Commemorazione
del 60° anniversario dell'assassinio di Carlo e Nello Rosselli
(9 giugno 1997, Salone dei Cinquecento, Palazzo Vecchio, Firenze); L'attualità
di Carlo e Nello Rosselli. Tradizione democratica e cultura europea
(21 ottobre 1997, Facoltà di Scienze Politiche, Firenze); Carlo
e Nello Rosselli. Socialismo liberale e cultura europea
(1937-1997), (22 maggio 1998, Salone del Libro di Torino); Rileggiamo
il "Socialismo liberale" di Carlo Rosselli, di
Salvo Mastellone (30 novembre 1998, Libreria Le Monnier); Per
la storia della Sinistra democratica in Italia: Carlo e Nello Rosselli
e il socialismo liberale (1 febbraio 1999, Libreria Le Monnier);
Socialismo e libertà. Ricordando Carlo
Rosselli (27 febbraio 1999, Residence Ripetta, Roma); Il
modello laburista nell'Italia del '900 (24 e 25 marzo 1999,
Aula Magna dell'Università di Siena).
Libri: Nel
nome dei Rosselli, 1920-1990, a cura di V.Spini (Quaderni
del Circolo Rosselli, QCR, n°1/91, Franco Angeli Editore); Carlo
Rosselli e la Catalogna antifascista, a cura di A.Landuyt
(QCR 2/96, Giunti Editore); I Rosselli. Epistolario
familiare 1914-1937, a cura di Z.Ciuffoletti (A.Mondadori
Editrore, 1997); Carlo e Nello Rosselli, Socialismo
liberale e cultura europea (1937-1997), a cura di A.Landuyt
(QCR 11/98, Giunti Editore); Per la Storia
della Sinistra Democratica in Italia, a cura di A.Landuyt
(QCR 13/98, Giunti Editore); Carlo Rosselli
e "La Rivoluzione liberale del Socialismo", di
S.Mastellone (Leo Olschki, Firenze, 1999); Contro
lo statalismo. Il "Socialismo federalista liberale" di Carlo
Rosselli, di Z.Ciuffoletti (Manduria-Roma,
Piero Lacaita, 1999); Casa Rosselli,
di G.Fiori (Einaudi, 1999).
Ad Amelia Rosselli, figlia di Carlo,
tragicamente scomparsa nel 1996, è stato dedicato il convegno: Amelia
Rosselli: un'apolide alla ricerca del linguaggio universale
(29 maggio 1998, Gabinetto Vieusseux, Firenze), i cui atti sono pubblicati
in La figura intellettuale di Amelia Rosselli
(QCR 17/99, Giunti Editore).
Si ringrazia la Banca Toscana per il contributo concesso alla manifestazione.
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