La storia del CIRS
La storia del CIRS comincia il
16 febbraio 1950, quando un gruppo di donne, in parte parlamentari, si
riunirono per fondare un’associazione che svolgesse un’azione in favore delle
fasce femminili più deboli.
L’associazione si chiamò CIDD
(Comitato Italiano Difesa Donna) e il primo compito che si assunse fu la
realizzazione delle provvidenze assistenziali che sarebbero state previste
dalla legge (Legge Merlin) per quelle donne che, uscite dalla prostituzione,
tentavano di inserirsi nella società.
Il 20 settembre 1958 entrò in vigore la
Legge n° 75 e il CIDD potè iniziare a costituire i centri provinciali.
L’Ente così potè aprire case di
accoglienza, centri di apprendistato al lavoro, uffici di assistenza sociale.
A seguito della Legge 382 sul
decentramento alle Regioni di alcune competenze e il successivo D.P.R. 616/77
sugli enti inutili, furono aboliti i contributi finanziari agli enti ritenuti
tali, fra cui anche il CIDD.
L’esclusione, perciò, dai
contributi pubblici fu gravissima perché da un giorno all’altro l’Ente si trovò
a non poter contare su nessun introito.
I centri provinciali che
gestivano le strutture avrebbero potuto ottenere delle convenzioni con i Comuni
e presto lo fecero. Ma la situazione degli altri centri che operavano attraverso
gli uffici di servizio sociale e quella del centro nazionale era gravissima, in
quanto non potevano sperare in nessuna fonte di aiuto.
Fu deciso di continuare lo
stesso perché non si potevano abbandonare le persone che si erano affidate al
CIDD. Fu modificato lo Statuto includendovi quei compiti di assistenza e
protezione sociale delle fasce femminili più deboli.
Fu cambiato nome che divenne
CIRS (Comitato Italiano per il Reinserimento Sociale).
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Oggi il CIRS ha vari centri disseminati in tutta Italia ed è un’associazione
di volontariato che si occupa principalmente della promozione della donna,
attraverso un servizio di prevenzione e
di assistenza nel campo della devianza psico-sociale e dell’emarginazione.
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