LE NOSTRE INIZIATIVE
IN ITALIA
PER IL GIUBILEO 2000
PUBBLICAZIONE E VIDEO CASSETTA VHS |
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Il Comitato Firenze Promuove in occasione dellAnno Santo del 2000 assieme allartista fiorentino Galeazzo Auzzi, ha realizzato un progetto che è stato, in occasione del Giubileo, un messaggio storico-artistico di Firenze, che ben si è inserito in quel contesto di manifestazioni che sono andate ad arricchire tale evento.
Una Mostra, una pubblicazione e una videocassetta.
Inizialmente avevamo pensato di raffigurare pittoricamente i Papi di questo secolo, ma ci sembrava riduttivo per il nostro excursus storico religioso non inserire un Papa dellimportanza di Pio IX, lultimo Papa Re. Con lui infatti viene a terminare il potere temporale del Romano Pontefice durato circa 1140 anni, ultimo Papa ad aver celebrato il Giubileo senza aprire le Porte Sante.
Via via che il progetto prendeva corpo ci rendemmo conto che lidea della mostra dei dieci ritratti raffiguranti i Pontefici, nellarco di tempo che avevamo preso in esame, necessitava di una scheda sulla loro missione pietrina, senza dimenticare però la storia e lorigine dellevento giubilare, dando così un ulteriore senso al nostro lavoro. Tale compito fu affidato al Presidente Franco Mariani, Giornalista Vaticanista.
In questi dieci ritratti dei successori dellApostolo Pietro, Auzzi è riuscito a carpirne, evidenziandole sapientemente, lumanità, la sofferenza (Papa Giovanni Paolo II) la bontà (Giovanni XXIII e Giovanni Paolo I).
Mariani, a fronte della sua esperienza giornalistica e di scrittore, ha cercato, nelle varie schede, di mettere in risalto gli aspetti meno conosciuti dellapostolato di questi uomini di Dio, che si sono trovati a svolgere il loro ministero sacerdotale in un secolo travagliato, in continuo movimento, tutto teso alla ricerca del bene supremo.
Il Comitato si augura che questo Giubileo, e la nostra pubblicazione vuole essere un piccolo contributo verso questa direzione, ci faccia "riassorbire e gustare" nuovamente il senso del perdono e della riconciliazione con noi stessi, con i nostri fratelli, con Dio.
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Telefono 338/8458117 - Fax 055/71.75.79
E-MAIL: mariani@associazioni.comune.firenze.it

PREFAZIONE ALLA PUBBLICAZIONE DI FIRENZE PROMUOVE
DEL PRESIDENTE DEL COMITATO NAZIONALE GRANDE GIUBILEO 2000

Sua Ecc.za Rev.ma Mons. ANGELO COMASTRI
DELEGATO PONTIFICIO - ARCIVESCOVO PRELATO DI LORETO
Il Papa ci ricorda che "i duemila anni dalla nascita di Cristo rappresentano un Giubileo straordinariamente grande non soltanto per i cristiani, ma indirettamente per tutta lumanità, dato il ruolo di primo piano che il cristianesimo ha esercitato in questi due millenni" (Tertio millennio adveniente, 15).
È chiaro, allora, che nel 2000 la Chiesa non celebra il 2000 (cioè la cifra tonda, magica, mitica... ), ma coglie loccasione per ricordare a se stessa e al mondo la persona che ha spaccato la storia umana, introducendo una novità che lascia perlomeno tutti pensosi: costui è Gesù Cristo!
Il Giubileo allora, non è lavvenimento ma è loccasione propizia per sottolineare ciò che è già avvenuto ed è entrato nella storia e attende di entrare nella nostra vita per far nascere... Francesco d'Assisi, o Caterina da Siena, o Vincenzo de' Paoli, o Teresa di Lisieux, o Massimiliano Kolbe, o Luigi Orione, o Teresa di Calcutta!
Primo scopo del Giubileo e, pertanto, laccensione dello stupore davanti allinaudito, allinatteso che ha preso volto e sì è fatto presente tra gli uomini in Gesù Cristo.
André Gide (notate il nome!) fu capace di cogliere laspetto paradossale della vicenda di Cristo. Egli è arrivato a dichiarare: "Penso che non si tratti di credere alle parole del Cristo perché il Cristo è il Figlio di Dio, quanto di comprendere che egli è il Figlio di Dio perchè la sua parola è divina e infinitamente più alta di tutto ciò che larte e la saggezza degli uomini possono proporci. Signore, non perché mi sia stato detto che tu eri il Figlio di Dio ascolto la tua parola; ma la tua parola è bella al di sopra di ogni parola umana e da questo io riconosco che sei il Figlio di Dio".
E altrettanto F. Dostoevskij scriveva alla nipote Sonia nel 1868: "Il bello è lideale (...). AI mondo cè solo una persona positivamente bella: Cristo. Lapparizione di questa persona sconfinatamente, infinitamente bella è già un miracolo infinito".
LAbate Ricciotti osservò: "Nella vita di Cristo tutto è paradossale, cioè fuori dallo schema normale della storia. Ma il paradosso di Gesù continua, tale e quale, anche dopo la sua morte. Certo è che Gesù, oggi, è più vivo che mai tra gli uomini. Nessun vivente è tanto vivo quanto Gesù. Egli è "segno di contraddizione" anche come fatto storico".
Percorriamo alcuni anelli del paradosso che è Gesù.
Egli è preannunciato e atteso per quasi due millenni da persone che non si conoscono tra loro eppure sì completano mirabilmente. La profezia più paradossale è quella del secondo Isaia (Is. 52, 13-15; 53, 1-12), dove è annunciato un servo che vincerà attraverso lumiliazione: è la profezia che fece cadere in ginocchio Israele Zoller, rabbino capo di Roma, e lo condusse alla fede e al fonte battesimale. Lui stesso dichiarò: "E stato Isaia a condurmi nella terra del vangelo, ai piedi del Crocifisso! ".
Gesù nasce nel tempo in cui si compivano le profezie (come è testimoniato anche da fonti non religiose: Tacito e Svetonio; e da fonti non bibliche: Flavio Giuseppe), ma la sua vita si sviluppa tutta in modo umanamente inspiegabile.
Egli nasce povero da poveri: i poveri purtroppo non fanno storia, lui sì!
Egli sceglie come suoi diretti collaboratori i più umili e socialmente insignificanti: costoro non avrebbero dovuto trovar credito nella società e invece innescano il più grande movimento religioso che la storia conosca, non fermato neppure dall'onda immediata di una feroce persecuzione durata quasi tre secoli.
Egli predica un messaggio assolutamente controcorrente: in Gesù non vi è ombra di demagogia, di ricerca di popolarità a tutti i costi. Eppure il suo messaggio non riesce ad essere dimenticato; anzi, mentre tutto invecchia, il vangelo riemerge con incredibile giovinezza!
Egli muore sul patibolo degli schiavi: chiunque, con questa fine, sarebbe precipitato nelloblio del fallimento. Egli invece riemerge e ritorna al centro dellattenzione e, nel suo nome, inizia un'avventura mai conosciuta.
Gesù, infine, ha annunciato il suo ritorno al termine della corsa dei secoli con un giudizio nel quale ogni persona sarà pesata sulla bilancia della carità: date le premesse, tutto lascia pensare che anche questo puntualmente accadrà!
Giovanni Papini, nella preghiera conclusiva della Storia di Cristo, si esprime così: "Abbiamo bisogno di te, di te solo e di nessun altro. Nessun altro, nessuno dei tanti che vivono, nessuno di quelli che dormono nella mota della gloria, può dare a noi bisognosi, riversi nellatroce penuria, nella miseria più tremenda di tutte, quella dellanima, il bene che salva. Tutti hanno bisogno di te anche quelli che non lo sanno; e quelli che non lo sanno, assai più di quelli che lo sanno. Laffamato simmagina di cercare il pane e ha farne di te; lassetato crede di volere lacqua e ha sete di te; il malato si illude dì agognare la salute e il suo male è lassenza di te.
Chi cerca la bellezza del mondo cerca, senza accorgersene, te che sei la bellezza intera e perfetta; chi persegue nei pensieri la verità, desidera, senza volere, te che sei lunica verità degna di essere saputa; e chi si affanna dietro la pace cerca te, sola pace dove possono riposare i cuori più inquieti".
E conclude con una preghiera nella quale vibra una grande umiltà e una immensa fiducia: "Ma noi, gli ultimi, ti aspettiamo. Ti aspettiamo ogni giorno, a dispetto della nostra indegnità. E tutto lamore che potremo torchiare dai nostri. cuori devastati sarà per te, Crocifisso, che fosti tormentato per amore nostro e ora ci tormenti con tutta la potenza del tuo implacabile amore".
Il Giubileo è occasione propizia per far nascere questi sentimenti dentro di noi, cogliendo dentro la storia il punto luce di tutta la storia.
La mostra dei profili pittorici dei dieci Pontefici che hanno guidato la Chiesa di Gesù negli ultimi centocinquanta anni è anch'essa unoccasione per riflettere: dieci volti sono dieci libri; dieci volti sono dieci eroismi; dieci volti sono dieci passioni che ripropongono al mondo la Passione dellunico Salvatore: Gesù!
Grazie al pittore Galeazzo Auzzi per le sua geniale interpretazione dei volti.
Grazie a Franco Mariani per le sue puntuali note storiche.
Grazie a tutti i validi Membri del Comitato "Firenze Promuove": su questo impegno generoso la Madonna faccia fiorire la gioia del Suo Magnificat.


LETTERA AGLI ARTISTI DI PAPA GIOVANNI PAOLO II

Cosi Sua Santità Giovanni Paolo II si è rivolto recentemente agli Artisti con una lettera universale a loro indirizzata personalmente, ecco alcuni passi che ben illustrano il senso del lavoro sullAnno Santo del Comitato Firenze Promuove:
"Nessuno meglio di voi artisti, geniali costruttori di bellezza, può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, allalba della creazione, guardò allopera delle sue mani. Una vibrazione di quel sentimento si è infinite volte riflessa negli sguardi con cui voi, come gli artisti di ogni tempo, avvinti dallo stupore per il potere arcano dei suoni e delle parole, dei colori e delle forme, avete ammirato lopera del vostro estro, avvertendovi quasi leco di quel mistero della creazione a cui Dio, solo creatore di tutte le cose, ha voluto in qualche modo associarvi.
Non tutti sono chiamati ad essere artisti nel senso specifico del termine.
Lartista quando plasma un capolavoro non soltanto chiama in vita la sua opera, ma per mezzo di essa, in un certo modo, svela anche la propria personalità.
Nellarte egli trova una dimensione nuova e uno straordinario canale despressione per la sua crescita spirituale.
Attraverso le opere realizzate, lartista parla e comunica con gli altri.
Le opere darte parlano dei loro autori, introducono alla conoscenza del loro intimo e rivelano loriginale contributo da essi offerto alla storia della cultura.
La società, in effetti ha bisogno di artisti, come ha bisogno di scienziati, di tecnici, di lavoratori, di professionisti, di testimoni della fede, di maestri, di padri e di madri, che garantiscano la crescita della persona e lo sviluppo della comunità attraverso quellaltissima forma di arte che è "larte educativa".
Nel vasto panorama culturale di ogni nazione, gli artisti hanno il loro specifico posto. Proprio mentre obbediscono al loro estro, nella realizzazione di opere veramente valide e belle, essi non solo arricchiscono il patrimonio culturale di ciascuna nazione e dellintera umanità ma rendono anche un servizio sociale qualificato a vantaggio del bene Comune.
La differente vocazione di ogni artista, mentre determina lambito del suo servizio, indica i compiti che deve assumersi, il duro lavoro a cui deve sottostare, la responsabilità che deve affrontare. Un artista consapevole di tutto ciò sa anche di dover operare senza lasciarsi dominare dalla ricerca di gloria fatua o dalla smania di una facile popolarità, ed ancor meno dal calcolo di un possibile profitto personale.
Ogni autentica intuizione artistica va oltre ciò che percepiscono i sensi e, penetrando la realtà, si sforza di interpretarne il mistero nascosto. Essa scaturisce dal profondo dellanimo umano, là dove laspirazione a dare un senso alla propria vita si accompagna alla percezione fugace della bellezza e della misteriosa unità delle cose. Unesperienza condivisa da tutti gli artisti è quella del divario incolmabile che esiste tra lopera delle loro mani, per quanto riuscita essa sia, e la perfezione folgorante della bellezza percepita nel fervore del momento creativo: quanto essi riescono ad esprimere in ciò che dipingono, scolpiscono, creano non è che un barlume di quello splendore che è balenato per qualche istante davanti agli occhi del loro spirito.
Ogni forma autentica darte è, a suo modo, una via daccesso alla realtà più profonda delluomo e del mondo.
A conclusione del Concilio Ecumenico Vaticano II i Vescovi di tutto il mondo radunati in San Pietro, hanno rivolto agli artisti un saluto e un appello: "Questo mondo hanno detto nel quale noi viviamo ha bisogno di bellezza, per non cadere nella disperazione. La bellezza, come la verità, mette la gioia nel cuore degli uomini, ed è un frutto prezioso che resiste al logorio del tempo, che unisce le generazioni e le fa comunicare nellammirazione".
Con questa lettera mi rivolgo a voi, artisti del mondo intero, per confermarvi la mia stima e per contribuire al riannodarsi di una più proficua cooperazione tra larte e la Chiesa.
Ogni essere umano, in un certo senso, è sconosciuto a se stesso. Gesù Cristo non soltanto rivela Dio, ma "svela pienamente luomo alluomo". In Cristo Dio ha riconciliato a sé il mondo. Tutti i credenti sono chiamati a rendere questa testimonianza; ma tocca a voi, uomini e donne che avete dedicato allarte la vostra vita, dire con la ricchezza della vostra genialità che in Cristo il mondo è redento: è redento l'uomo, è redento il corpo umano, è redenta l'intera creazione.
Cari artisti, voi ben lo sapete, molti sono gli stimoli, interiori ed esteriori, che possono ispirare il vostro talento.
Sulla soglia ormai del terzo millennio, auguro a tutti voi artisti carissimi, di essere raggiunti da queste ispirazioni creative con intensità particolare.
La bellezza che trasmetterete alle generazioni di domani sia tale da destare in esse lo stupore. Di fronte alla sacralità della vita e dellessere umano, di fronte alle meraviglie delluniverso, lunico atteggiamento adeguato è quello dello stupore.
Di questo entusiasmo hanno bisogno gli uomini di oggi e di domani per affrontare e superare le sfide cruciali che si annunciano allorizzonte.
Grazie ad esso lumanità, dopo ogni smarrimento, potrà ancora rialzarsi e riprendere il suo cammino.
In questo senso è stato detto con profonda intuizione che "la bellezza salverà il mondo".
La bellezza delle cose create non può appagare, e suscita quellarcana nostalgia di Dio che un innamorato del bello come SantAgostino ha saputo interpretare con accenti ineguagliabili.
I vostri molteplici sentieri, artisti del mondo, possono condurre tutti a quelloceano infinito di bellezza dove lo stupore si fa ammirazione, ebbrezza, indicibile gioia.
"Emerge dal caos il mondo dello Spirito"!
Dalle parole che Adam Michiewicz scriveva in un momento di grande travaglio per la patria polacca, traggo un auspicio per voi: la vostra arte contribuisca allaffermarsi di una bellezza autentica che, quasi riverbero dello Spirito di Dio, trasfiguri la materia, aprendo gli animi al senso delleterno.
Con i miei auguri più cordiali

Dal Vaticano 4 Aprile 1999, Pasqua di Risurrezione.
DIECI PONTEFICI PER IL GIUBILEO 2000
LA SCOMESSA DI FIRENZE PROMUOVE
Il Grande Giubileo 2000 da molti è stato visto come un occasione per guadagnare, sfruttando un avvenimento reso mondiale dai mass-media, e che ha visto in pellegrinaggio migliaia e migliaia di persone.
Tante Pubbliche Amministrazioni hanno annunciato grandiose mostre ed eventi culturali, spendendo centinaia e centinaia di milioni, solo per la progettazione, senza arrivare all’allestimento, solo perché lo Stato o istituti bancari non hanno concesso fondi.
Questo solo per guadagnare, e non per portare e diffondere il messaggio giubilare.
L’Associazione Firenze Promuove e il Maestro Galeazzo Auzzi, nel dicembre 1998, hanno fatto una scommessa: mettere su una mostra giubilare "povera", cioè senza spendere decine e decine di milioni pubblici, itinerante per l’Italia, per portare e diffondere il messaggio giubilare, facendo cosi anche noi il nostro pellegrinaggio.
E’ nata cosi la mostra "DIECI PONTEFICI PER IL GIUBILEO 2000", l’unica mostra giubilare itinerante di Firenze, benedetta personalmente da Papa Giovanni Paolo II, che ha visionato i quadri in Vaticano, con la presentazione e prefazione del Presidente del Comitato Italiano Grande Giubileo 2000, il Delegato Pontificio – Arcivescovo Prelato di Loreto, Mons. Angelo Comastri, che dall’ottobre 1999, a Roma, al dicembre 2000, a Firenze, attraverso dieci tappe, ha girato in lungo e largo l’Italia, visitata da oltre 100.000 visitatori.
Questa pubblicazione vuole essere una piccola raccolta degli articoli pubblicati (non sempre siamo riusciti ad avere notizia delle varie uscite su quotidiani, settimanali, mensili ne dei servizi delle varie televisioni regionali) e delle firme e testimonianze di alcuni visitatori, in quanto in Italia, a differenza di quanto accade all’estero, non esiste l’usanza di lasciare la propria firma, a testimonianza della visita, specialmente per le mostre gratuite, come era la nostra.
Ciò nonostante le pagine delle firme sono molto numerose e alcuni riportano interessanti giudizi.
Assieme ad Auzzi abbiamo pensato di inserire, tra i tanti discorsi inaugurali, pur sottolineando l’importanza e lo spessore degli altri, solo due, quello dell’Assessore alla Cultura della Regione Toscana, Mariella Zoppi, e dell’Assessore alle Valorizzazioni Popolari del Comune di Firenze, Eugenio Giani, entrambi tenuti in occasione dell’ultima grande esposizione, novembre 2000, nella Cripta della Basilica di Santa Croce a Firenze, perché riassumono ampiamente il nostro modo di agire e di pensare, sia per questa mostra giubilare, sia per il nostro quotidiano.
Chi non ha visitato la mostra, leggendo questa pubblicazione, edita in numero limitato e distribuita gratuitamente, non per farci pubblicità, ma perché rimanga una traccia tangibile del lavoro svolto, avrà modo di rendersi conto di come questa iniziativa, tutta fiorentina, abbia lasciato un segno indelebile in coloro che hanno avuto occasione di riflettere, e soffermarsi, sul messaggio universale e giubilare portato dagli ultimi dieci Pontefici della Chiesa Cattolica nel mondo, a cui il lavoro del Maestro Auzzi e le note storiche del sottoscritto hanno voluto rendere devoto e filiale omaggio.
FRANCO MARIANI
Presidente Firenze Promuove

DISCORSO INAUGURALE IN SANTA CROCE
DELL’ASSESSORE ALLA CULTURA DELLA REGIONE TOSCANA
MARIELLA ZOPPI
Ho accettato con particolare gioia l’invito di Franco Mariani, non solo perché le cose che lui propone per Firenze hanno un bel significato, e quindi le ho sempre seguite con grande interesse e grande affetto, ma anche perché vedere questi quadri da vicino, in cui il pittore Galeazzo Auzzi ha dimostrato di essere veramente un artista, nel saper cogliere espressioni, spiritualità, intelligenza in questi volti che si vedono esposti e che abbiamo qua alle nostre spalle, è un’occasione veramente unica ed irripetibile.
Naturalmente, essendo l’Anno del Giubileo, questa è un tipo di manifestazione non pomposa, anche perchè legata ad una spiritualità che spesso solo l’arte è in grado di esprimere, e di questo devo ringraziare, oltre a Mariani ed Auzzi, l’Associazione Culturale Firenze Promuove e i Padri Francescani di Santa Croce.
Per ognuno di noi alcuni di questi Papi hanno fatto parte della propria vita, altri sono ricordi di scuola, studiati con ammirazione perché ovviamente stiamo parlando di grandi figure, figure che hanno determinato vite spirituali, vite quotidiane, che hanno ispirato comportamenti e quindi fanno, in fondo, tutti parte di noi.
Permettetemi, in un’occasione come questa, di raccontarvi una piccola esperienza personale: Io ero veramente una ragazzina quando Papa Giovanni XXIII era sul Soglio Pontificio, in quell’età in cui si passa dall’infanzia all’adolescenza e dove le figure e la spiritualità cominciano ad entrare nella vita degli individui. Ecco questo Papa è rimasto sempre nella mia vita e nel mio cuore.
Ho avuto ben tre volte l’occasione di andare da lui; la prima volta come vincitrice del concorso "VERITAS"; io non so se qualcuno se lo ricorda, ma tutti gli anni a scuola ci facevano fare un tema e una volta ebbi la fortuna di vincere il viaggio a Roma per partecipare all’udienza personale col Papa.
La seconda volta con una scuola di Massa, mia città natale, la scuola Fratelli Cristiani, che aveva organizzato un’udienza privata in Vaticano mentre la terza volta ho avuto l’occasione di sentire dal vivo, in Piazza San Pietro, quello che è rimasto uno dei discorsi storici di Giovanni XXIII, il "discorso alla luna", dove con il suo modo semplice di dire le cose invitò i presenti a portare a casa "ai vostri bambini la carezza del Papa e ditegli che è la carezza del Papa, e che il Papa è il padre di tutti." In quel momento ci sentimmo tutti uniti come ad un padre, e fu per me un’esperienza talmente toccante che ho portato sempre dentro di me quel sorriso, quelle parole, quel suono di quella voce, soprattutto quando sono diventata madre, e che potevo trasmettere a mia figlia quel calore, quella gioia, l’intensità di quelle parole semplici che avevano toccato tutti quelli che erano lì in piazza S. Pietro quella sera e che ancora oggi ricordano, perché nella semplicità spesso stanno le cose più importanti della vita e quindi riusciamo a capire, a cogliere questa semplicità a goderla totalmente. E allora veramente ci sentiamo come un artista.
Come il nostro pittore Auzzi che è riuscito con le sue pennellate, col suo tratto lieve, a cogliere e a fissare queste bellissime immagini dei Pontefici, che sono in fondo una parte di noi, della nostra vita.
Grazie quindi Maestro Auzzi di quello che ci ha dato, grazie al Padre Guardiano che oggi ci ospita in questa suggestiva Cripta della maestosa Basilica di Santa Croce, e grazie a Franco Mariani, che ancora una volta ha saputo creare uno splendido avvenimento.

DISCORSO INAUGURALE IN SANTA CROCE
DELL’ASSESSORE ALLE VALORIZZAZIONI FESTE
E TRADIZIONI POPOLARI DEL COMUNE DI FIRENZE
EUGENIO GIANI
Un breve saluto, perché onestamente anche in queste parole molto sentite e toccanti di Mariella Zoppi ritrovo una sensibilità non comune, nella quale ho visto un’espressione che è un’espressione autentica su cui c’è ben poco poi da dire come ringraziamento e riconoscimento ai meriti di questa mostra, tutta fiorentina, che da ben un anno sta girando l’Italia in lungo e largo, sempre ben accolta e visitata.
Indubbiamente vi è in questo luogo di prestigio, che è la Cripta di una delle più importanti Basilche fiorentine, un clima e un’atmosfera particolare che rendono ragione alle opere di Galeazzo Auzzi e rendono merito a Mariani, che ha voluto organizzare qui questa Mostra, perché è indubbio che in questo anno giubilare nelle nostre menti, nei nostri occhi, si fissano quelle immagini che la Chiesa è riuscita a suscitare attraverso i vari momenti di incontro, di dibattito di aggregazione, e tutti noi abbiamo la consapevolezza, credenti e non credenti, di quanta energia spirituale riesca a suscitare un evento come il Giubileo.
Quindi questi dieci Papi presi in esame da Auzzi sono indubbiamente delle figure di riferimento negli ultimi 120 anni rispetto ai 264 Pontefici che hanno caratterizzato la guida della Chiesa in duemila anni.
Sono figure particolari, figure importanti, figure di riferimento, ripeto, che indubbiamente la grande sensibilità di Auzzi ha saputo raffigurare, e le note storiche del Vaticanista Mariani fissare.
Volti che noi abbiamo visto, o in gran parte solo sui libri di scuola, o che abbiamo seguito, direttamente o indirettamente, durante la nostra vita, attraverso i giornali o la televisione.
Questo è stato un Anno Santo che ha regalato delle emozioni che rimarranno indelebili nella vita di ognuno di noi, e quindi oggi l’inaugurazione di questa mostra, nel mese di novembre, quasi alla fine dell’Anno Giubilare e del percorso fatto dalla Mostra, a giro per l’Italia, è un fatto di grande significato, perché accompagna, e allo stesso tempo risottolinea, in qualche modo, un’esperienza che ciascuno di noi sicuramente ha tratto da questo Giubileo, da questo avvenimento che la storia ci ha consegnato, e che ci ha dato di poter vivere, e di questo, credo, ne siamo stati tutti toccati.
Grazie davvero a Mariani.
Lui ricordava pocanzi come dalla prima esperienza del Comitato Caduti di Ugnano, oggi Comitato Firenze Promuove, lo abbiamo sempre seguito, ma vorrei oggi anche dirgli grazie soprattutto per gli stimoli che costantemente offre all’Amministrazione Comunale Fiorentina, ed alle Amministrazioni Pubbliche in genere, nel momento in cui si dimentica qualche ricorrenza importante.
La sua azione di stimolo, e talvolta di critica, quando questa avviene, è un azione indispensabile perché stimola la Città, che è piena di storia e ricca di memorie, a non dimenticare nessuno e nessun episodio tra quelli che hanno portato Firenze ad essere punto di riferimento a livello nazionale ed internazionale, con un attenzione che davvero solo poche persone riescono con costanza a suscitare.
L’occasione odierna mi dà l’opportunità di ringraziare il pittore Auzzi, che con i suoi ritratti degli ultimi dieci Pontefici ha reso possibile questa bella iniziativa giubilare e in particolar modo Franco Mariani per l’azione che quotidianamente svolge, proprio in una di quelle che sono le mie deleghe, e quella forse a cui tengo di più, e che avverto con maggiore responsabilità, e cioè quella della rievocazione delle tradizioni storiche fiorentine, e anche se questa oggi non si colloca nelle rievocazioni fiorentine, contribuisce indubbiamente ad illustrare il ruolo che la nostra città ha come riferimento storico e culturale, sia per il nostro paese sia per l’umanità.


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INVIANDO UN E-MAIL A mariani@associazioni.comune.firenze.it o chiamando il 338/8458117

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