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Cristina Campo traduttrice di John Donne

tesi di Paola Cortiana introdotta da
Cristina Di Stefano e Raffaella Lamberti
Facoltà di lettere e filosofia di Padova a.a. 1997-1998

...una foto della serata


La figura e le opere di Cristina Campo sono ricche di intensità e fascino: in tale emozionante scoperta trova il suo principio questo studio. In particolare la mia attenzione si è rivolta ad un aspetto dell'opera della Campo non ancora molto approfondito: le ventiquattro traduzioni, realizzate tra il 1960 e il 1970, delle poesie del poeta metafisico inglese John Donne (1572-1631).
La traduzione è per la Campo un gesto sacro: come attraverso la poesia il poeta media tra la lingua silenziosa delle cose e la lingua degli uomini, così nelle traduzioni la scrittrice cerca di far rivivere, nella nuova lingua, il poeta: tradurre è per lei un rito in cui l'amante, il poeta, "brucia per riscaldare l'amato e nella parola dare nuova vita" . A partire dal 1960, in particolare, la Campo si misurò con versioni da autori religiosi e soprattutto con la traduzione di testi di poeti metafisici inglesi: le versioni da John Donne confluirono, accompagnate da due saggi introduttivi e da note, nel testo edito da Einaudi nel 1971 Poesie amorose. Poesie teologiche . La Campo ci offre un piccolo e preziosissimo libro dove sono raccolti ventiquattro componimenti del poeta esemplare della "corrente" metafisica: in particolare traduce quattordici delle cinquantacinque liriche appartenenti alla raccolta Songs and Sonets, composte tra la fine del 1500 e il primo decennio del 1600; sette Sonetti Sacri, il poemetto religioso La Croce, anch'essi composti quasi tutti prima del 1615, e due Inni religiosi più tardi (1619 e 1623). Tale scelta, a prima vista parziale, nasce da una precisa visione che la traduttrice aveva del poeta, e trova una spiegazione nei due intensi saggi che precedono le traduzioni e nei termini che la Campo utilizza per definire il libro sul quale stava lavorando: "il mio libro sulla conversione".

La conversione è infatti l'aspetto su cui si focalizza l'attenzione della traduttrice: la cultura della Campo le permette di avere una visione completa della vita del poeta, ma ciò che la interessa è il cambiamento, la presa di coscienza di una nuova consapevolezza: "Maturità. Quell'attimo misterioso che nessun uomo raggiungerà prima del tempo se anche tutti i messaggeri del cielo scendessero ad aiutarlo…….Come destarsi una mattina e sapere una lingua nuova. E i segni, visti e rivisti, diventano parole" . Dei primi anni di vita del giovane Donne la Campo evidenzia soprattutto il costante studio e la familiarità con una situazione di segretezza e persecuzione. Citando dall'opera sul suicidio Biathanatos, lei apre il primo saggio con queste parole di Donne : "Io ebbi la mia prima educazione tra uomini di un'oppressa e afflitta religione, usi al disprezzo della morte e affamati di un immaginato martirio". Questo è indubbiamente un aspetto che affascina la Campo: la scrittrice rimpiange l'amore per la cerimonia e la segretezza che erano propri delle prime comunità cristiane. Il tema del martirio rappresenta un aspetto importante per entrambi gli scrittori: ciò che però interessa maggiormente la Campo è il processo di conversione di Donne, ed in particolare le tappe della vita di quest'ultimo che lo portarono a guardare alle cose con occhi nuovi: Donne, attraverso l'amore per Anne More, e poi per Dio, diventa una persona diversa. Tra le liriche della raccolta Songs and Sonets, la traduttrice sceglie quelle pervase da una concezione quasi sacrale dell'amore: l'amore come unione mistica di due esseri che diventano uno è infatti l'unico rapporto che la Campo concepisce. La scoperta della vera unione sentimentale non è però che una tappa della conversione del poeta: "l'affectio coniugalis si fa a sua volta media proporzionale, tipo ancor timido della delectio Dei" .

I Sonetti Sacri e i due Inni sono segnati da una religiosità molto radicata e da un'idea del rapporto uomo - Dio di tipo esclusivo e quasi carnale: tale aspetto è molto importante perché vi è una consonanza tra la concezione "sensuale" del rapporto con la divinità e la dottrina dei cinque sensi sostenuta dalla Campo. Donne infatti, come ha affermato T. S. Eliot nel rivoluzionario saggio del 1921 , "sentiva un pensiero come l'odore di una rosa; un pensiero era per lui un'esperienza, modificava la sua sensibilità" : lui vive dunque anche la sua fede in maniera globale; così la Campo, nel suo saggio Sensi soprannaturali, parla dell'importanza di vivere la religiosità in modo vivo, carnale, con tutti i cinque sensi: "Che l'intimità col divino sia dei cinque sensi la suprema occasione". Di Donne inoltre la Campo ama la capacità di leggere in ogni dove la presenza di Dio: ciò che lo rende veramente unico è l'essere il poeta metafisico erede di Dante, che fa rivivere la liturgia e fa riprendere forma ad una simbologia di tipo cosmico e ascetico attraverso "immagini di una precisione ottica da tavola di trattato". La Campo paragona il paesaggio da lui ricreato a quello della Melancolia del Dürer: "un repertorio e un compendio simbolico di tutte le arti umane ed occulte: libri, globi, storte, bilance, sfere armillari, clessidre, compassi e cannocchiali. Nello sfondo, ruderi di cattedrali e monasteri illustri su cui ormai crescono l'edera e l'erba, brandelli di canti liturgici sopravvissuti alle processioni agli antichi santuari". Dell'instancabile vivacità di Donne la Campo ci offre un'idea attraverso le sue traduzioni: traduzioni che, nel loro rispetto per il testo d'origine, rispecchiano l'arguzia e la precisione dell'originale. Riportiamo quindi, per concludere, le parole di Guido Ceronetti riguardo all'affinità tra queste due anime:

"L'idoneità di John Donne ai riti e alla musica è perfetta, perché lo è la sua umanità, e l'umanità intrecciata di riti e musica della sua traduttrice, mi sembra straordinariamente idonea a fornirne, nel verso e nel commento italiano, un'idea perfetta" .

BIBLIOGRAFIA