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Il
topos della malmonacata nella letteratura italiana
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tesi di Silvia Filippelli introdotta da Elissa Weaver
Facoltà di lettere e filosofia di Firenze a.a. 1995-1996
Una
descrizione della malmonacata come immagine, tema, metafora letteraria suggerisce
subito di osservare la relazione del segno letterario con i codici storici e
culturali che sono confluiti come dato 'reale' nello specifico spazio della
letteratura e dell'immaginario. È, in particolare, la dinamica storica della
monacazione forzata a configurarsi come un'archeologia del tema, è un frammento
doloroso ed emblematico della storia delle donne l'origine di una galleria di
creature fantastiche, sospese tra rinuncia alla vita e disobbedienza alla regola,
tra rassegnazione e anelito disperato verso una forma di 'salvezza'. Salvarsi
dalla sepoltura in un chiostro, unica dimensione immaginabile per donne senza
dote, vedove, deformi o sole, equivale spesso a uno slancio eretico, ed ecco
che la mutevole iconografia letteraria della malmonacata
risente sempre della commistione e della sintesi di motivi pagani e profani
con motivi di ascendenza sacra e mistica.
La malmonacata non è solo una monaca forzata, spesso è la sponsa Christi che
ha infranto i voti di castità, che è fuggita, che è divenuta folle, che si è
travestita da uomo. È per questo che il tema è speculare a quello delle nozze
imposte. A livello del testo la codificazione del tema risale alla letteratura
medievale e prosegue fino alla contemporaneità. L'analisi si propone l'individuazione
e la descrizione del motivo come "dominante figurativa", pur nella progressiva
variazione dei codici di genere (dalla novellistica al romanzo, dal dialogo
al teatro, dalla poesia all'epistolografia), di poetica (ad esempio nei registri
parodico, decadente, crepuscolare, esistenzialista), di stile (l'oscenità del
comico, l'inconciliabilità del tragico). Il tema mantiene, infatti, una coesione
interna sufficiente a consentirne una ricognizione cronologica, che consente
peraltro di ribadire, a livello metodologico, una lettura storica e contestuale.
L'arco temporale che contiene tali 'epifanie' testuali disegna una curva quasi ininterrotta da Dante al Novecento, ma l'immagine della malmonacata, seppure riconoscibile attraverso i secoli letterari, si screzia e si alimenta di nuovi materiali formando una rete di relazioni intertestuali immediate o indirette. Sono proprio la coerenza e, insieme, la screziatura iconografica ad accordare anche un'indagine di tipo semiotico, cioè del progressivo mutare della relazione tra la componente linguistica e lessicale e il 'significato', disposto in falde concatenate, della modulazione, rappresentazione, lettura dell'immagine della malmonacata. L'intento complessivo è, dunque, quello di ricomporre la scrittura specifica di ciascun autore, il suo stile e registro, nel quadro variegato (sebbene talvolta disatteso e, necessariamente, transitorio) di una lettura storica, stilistica e semiologica. L'inesauribile invenzione linguistica tratteggia la vitalità del tema e rappresenta una componente rilevante. A livello della lingua si verifica, per esempio, una conferma della costante tracimazione di sacralità e profana infrazione, misticismo e peccato, castità ed erotismo. L'impiego di un linguaggio liturgico e mistico si manifesta secondo una visuale terrena e straniante e connota la malmonacata nella sua inquietante, ma viva, con-fusione di anima e corpo.