|
comunicato stampa AIAF
giu 02
replica tecnica Il Comitato Direttivo Centrale dell'AIAF ha pubblicato sull'ultimo numero di AIAF Osservatorio un importante Comunicato Stampa. COMUNICATO STAMPA L'AIAF - Associazione Italiana degli Avvocati per la Famiglia e per i Minori, ritiene di dover esprimere il proprio fermo dissenso sul contenuto dei progetti di legge n° 66 a firma dell'On.Tarditi, n° 453 a firma dell'On.Cento, n° 643 a firma dell'On.Lucchese e n° 1558 a firma degli On.Vitali e Marras, sul cosiddetto affidamento condiviso. L'AIAF, pur
ritenendo che l'affidamento congiunto costituisca l'obiettivo cui si deve
tendere al fine di conservare appieno al minore entrambe le figure
genitoriali, rileva come i predetti progetti,al di là degli slogan
suggestivi con i quali sono stati propagandati, siano assolutamente
inidonei a raggiungere gli scopi proclamati, tanto per il loro reale
contenuto, che per l'evidente non conoscenza dei concreti problemi che si
pongono ai coniugi separandi, sia per l'incredibile
confusione tra diritto sostanziale e processuale. Ciò in particolare, laddove: - consentono al giudice, all'esito del fallimento del tentativo di conciliazione, di disporre l'affidamento del minore ad entrambi i genitori, attribuendo a ciascuno "spicchi" di potestà genitoriale per sfere di competenza separate, in realtà rischiano di scaricare sul minore l'intera conflittualità che ha determinato la separazione dei genitori, rendendo quest'ultima assai più gravosa e traumatica per il suo sviluppo equilibrato; - consentono al giudice di disporre che ciascuno dei genitori provveda al mantenimento diretto dei figli per capitoli di spesa, proporzionalmente al proprio reddito, eliminando l'assegno di mantenimento, in verità privilegiano il coniuge economicamente più forte, cui viene dato un enorme potere di decisione, e sviliscono la figura ed il ruolo del coniuge meno abbiente, quasi sempre la moglie,che è spesso quello più dedito alla crescita ed all'educazione del minore, sia nel corso del matrimonio che dopo la separazione; - di fatto impongono l'intervento dei cd. Centri polifunzionali familiari o strutture similari e lasciano al giudice il controllo del piano educativo, delle sue modalità di attuazione, addirittura della idoneità del luogo abitativo scelto (spesso per necessità) dal genitore che si trasferisce, in verità mirano a sostituire all'autonomia ed alla responsabilità personale dei coniugi, ovvero di soggetti adulti, evidentemente ritenuti incapaci di risolvere i propri problemi, l'azione impositiva del giudice, cui viene assegnato un eccessivo potere di interferenza nella vita delle persone; - impongono al genitore con il quale il minore vive il divieto di allontanarsi dalla zona dove abita l'altro genitore, limitando così la libertà delle persone; infine ipotizzando soluzioni confuse ed irrealizzabili sul piano tecnico-operativo, rischiano di esasperare anziché attenuare il conflitto coniugale, snaturando altresì la funzione della attuale mediazione familiare, effettivo strumento di aiuto per i genitori, se praticato con il loro consenso, e non certo reso obbligatorio come proposto nei progetti. L'AIAF invita tutti i Parlamentari a valutare le gravissime conseguenze dei progetti in discussione, e ad intervenire con emendamenti che tengano conto della realtà della famiglia italiana, dei diritti dei minori e dei genitori, con la salvaguardia della garanzie costituzionali e dei principi processuali. L'AIAF richiama altresì l'attenzione di tutti i cittadini sulle proposte di legge che, ove approvate incideranno pesantemente nella loro vita, affinché possano pretendere ed ottenere la dovuta e corretta informazione e possano far sentire la loro opinione. Roma, 7 febbraio 2OO2 Comitato Direttivo Centrale AIAF
|