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Anche sul sito della Sezione di Brescia http://www.forzanini.it/castelli.htm Il Guardasigilli: "A Palazzo Madama e Montecitorio uno schieramento trasversale di legali blocca le riforme" Lettera del ministro alla commissione Giustizia della Camera per sollecitare il voto su minori e processo civile ROMA. "In Parlamento esiste una lobby degli avvocati che spesso tende a bloccare le riforme". Parola del Ministro della Giustizia, Roberto Castelli, che dalle colonne di "Famiglia Cristiana" per una volta non se la prende con i magistrati ma con gli onorevoli-avvocati, accusati di affossare le riforme sulla Giustizia del governo. Una polemica che, con parole e toni più istituzionali, si coglie anche nella lettera che il ministro ha fatto recapitare lunedì mattina al Presidente della commissione Giustizia della Camera, l'avvocato forzista Gaetano Pecorella, con cui sollecita, "per ragioni di carattere politico", l'approvazione di due "sue" riforme: la mini-riforma del processo civile e la riforma della giustizia minorile. "Purtroppo il problema della lobby degli avvocati in Parlamento esiste", dice Castelli, rispondendo a una domanda sulla presenza di 76 onorevoli avvocati, tra cui molti impegnati in processi a carico di Silvio Berlusconi e Cesare Previti. Una lobby "forte e trasversale", che però non agisce, assicura il ministro, per fare leggi a favore di Berlusconi, come scrive certa stampa di sinistra, bensì per bloccare le riforme sulla giustizia, "perché porterebbero a una diminuzione dei loro interessi. Ve ne sono alcuni -chi siano Castelli non lo dice- che vogliono difendere il loro status". Alcuni avvocati, rivela il ministro, non vogliono la revisione delle circoscrizioni giudiziarie (cioè il taglio o lo spostamento di Tribunali) e neanche la riforma sulla giustizia minorile, che "cambierà radicalmente le questioni del diritto di famiglia". Le accuse di Castelli arrivano nel pieno della polemica con Pecorella sullo sciopero dei magistrati. Il presidente della commissione Giustizia aveva puntato il dito contro il ministro accusandolo, ha ricordato ieri lo stesso Castelli conversando con i giornalisti, di aver scritto a quattro mani con l' Anm il testo di riforma dell' Ordinamento giudiziario e, ciò nonostante, di aver ottenuto come risultato uno sciopero generale dei magistrati, peraltro riuscito. Il ministro gli aveva risposto, stizzito, di preoccuparsi di far andare avanti le riforma del Governo, ferme in Parlamento. Un invito messo nero su bianco nella lettera giunta a Montecitorio lunedì, dove Castelli ricorda a Pecorella che "il Governo è stato accusato di inerzia dall' Anm " mentre ha presentato "numerosi provvedimenti", ancora all' esame del Parlamento. Difficile, dunque, non leggere nell' intervista di Castelli una coda della polemica con Pecorella. "E' una gaffe grossa come una casa -commenta il vicepresidente della Camera Alfredo Biondi, anch' egli avvocato di FI -. Un'affermazione a cavallo tra l' irresponsabilità e l' offensività. Dispiace che un ministro che ha subito uno sciopero della magistratura provi a riequilibrare lo smacco ricevuto prendendosela con gli avvocati, non si sa come categoria o come parlamentari". In serata, Castelli invita Biondi "a leggere attentamente" l 'intervista, sottolineando di aver parlato "di alcuni avvocati" . "Escludo che si possa riferire a me o ad altri nella maggioranza e comunque agli avvocati di Berlusconi -osserva Niccolò Ghedini, deputato e avvocato di Berlusconi -. Sarebbe una barzelletta." Per Vincenzo Siniscalchi, avvocato e deputato DS , "Castelli è fuori della realtà". D.St. |
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