Crescere Insieme
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 Da      domenica 10 agosto 2003

Domenica 10 agosto il Corriere della Sera ha pubblicato la seguente intervista a Marino Maglietta e il box allegato. A dispetto dei severissimi tagli di montaggio, la disponibilità della giornalista ha permesso di costruire un messaggio chiaro e corretto, che può essere utile come sintesi del punto di vista delle associazioni.

 

intervista a Marino Maglietta di Alessandra Mangiarotti

 

 I due progetti di riforma (box)

IL TESTO TARDITI Prevede che, se i genitori sono entrambi idonei, l’affidamento è sempre ad entrambi, ma con modalità completamente diverse in base alle circostanze. Se si mettono d’accordo, le regole sono quelle da essi stabilite e l’esercizio della potestà è congiunto. Se l’accordo non viene raggiunto, la potestà è comunque esercitata da entrambi i genitori, ma è il giudice che stabilisce tempi e modalità di frequentazione, utilizzando tutte le possibilità, comprese quelle che oggi corrispondono all’affidamento esclusivo
IL TESTO PANIZ 2
Introduce il «modello del consenso» dei genitori: un genitore per poter compiere il suo dovere costituzionale nei confronti dei figli deve chiedere il permesso all’altro. Se il consenso viene negato, il giudice sceglie tra imporre l’affidamento esclusivo a uno dei due o imporre ugualmente l’esercizio congiunto della potestà

 

 

 

Marino Maglietta, presidente dell’associazione «Crescere insieme» e sostenitore della riforma

 

«Affidamento condiviso dei figli per tutelare anche i genitori»

MILANO - Il 15 settembre riprendono i lavori parlamentari. Il 16 scadono i termini per la presentazione degli emendamenti alla proposta di legge sull’affido condiviso dei figli ai genitori separati. «Aggiustamenti» che stanno arrivando a pioggia da maggioranza e opposizione. E le associazioni di genitori separati entrano in agitazione. «Il nuovo testo di riforma, la Paniz 2 (dal nome del relatore, un deputato di Forza Italia, ndr ), stravolge l’originale del collega Tarditi e di fatto rinnega l’affidamento condiviso», afferma Marino Maglietta, presidente dell’associazione nazionale «Crescere insieme», ideatore dell’affidamento condiviso e portavoce del gruppo Associazioni per la riforma.
In che senso?
«Conserva, contraddittoriamente, anche la norma attuale. Con il modello del consenso, aggiunto nel nuovo testo, si stabilisce che per fare il proprio dovere di genitore si deve chiedere il permesso all’altro. Altrimenti il giudice sceglie uno dei due o impone l’affidamento congiunto coatto».
Cosa prevedeva il primo testo?
«Che se i genitori sono entrambi idonei l’affidamento è sempre a tutti e due, ma con modalità diverse in base alle circostanze. Nel caso in cui i genitori non raggiungano l’accordo, i figli sono comunque affidati a entrambi, ma l’esercizio della potestà non è congiunto. Interviene il giudice che stabilisce caso per caso tempi e modalità di frequentazione, fino alle condizioni dell’affidamento esclusivo. La conflittualità così è ridotta. Nessun genitore resta emarginato e deresponsabilizzato, nessuno resta solo a portare tutto il peso della cura e dell’educazione dei figli».
E per i figli cosa cambia?

«Con l’affidamento condiviso ai due genitori è dovuto lo stesso rispetto e ad essi ci si può riferire con le stesse opportunità. Il figlio torna protagonista della sua vita».
Ma al nuovo testo si è giunti perché la Tarditi non aveva maggioranza.
«Mancavano i numeri, ma perché il condiviso è stato ed è fatto passare da chi non lo vuole come un affidamento congiunto obbligatorio. Una soluzione unica per tutte le situazioni».
E se dovesse passare il modello del consenso?
«Chi lo appoggerà perderà popolarità. Le associazioni attiveranno tutte le forme istituzionali di lotta: dal ricorso alle Corti di giustizia al referendum».

Alessandra Mangiarotti


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