Da     " Il Tirreno"  27 agosto 02

 
L'avv. Giorgio Vaccaro, autore della pdl 2344 (Mussolini et al.), ha attivato a Porto S. Stefano (Argentario) uno Sportello per assistere il genitore "estivo" nell'unico periodo dell'anno in cui diventa significativa la sua esistenza, nella evidente previsione che le cose siano destinate a restare così, in accordo con il suo progetto. Sull'iniziativa Marino Maglietta ha scritto un commento (vedi) che il Tirreno ha pubblicato.  

Genitori del quotidiano e genitori estivi

 Marino Maglietta Pres. ass. Crescere Insieme

 Indubbiamente con la normativa vigente è vero che le vacanze costituiscono l'unica occasione in cui il genitore non affidatario sperimenta una qualche partecipazione alla vita dei figli; pertanto, nell'ottica dell'immediato, l'iniziativa appare lodevole.

   Il fatto è, tuttavia, che ormai da 10 anni e quattro legislature si sta tentando di superare anche in Italia la perversa distinzione tra genitori del quotidiano e genitori del tempo libero, naturale conseguenza dell'affidamento eclusivo, così come è già avvenuto in quasi tutti i paesi d'Europa. In questo senso la proposta di un affidamento condiviso da entrambi i genitori - ideata da "Crescere Insieme" e sostenuta da tutte le associazioni italiane di genitori separati - ha trovato in Parlamento positiva accoglienza in forma del tutto trasversale. Rammento l'appassionato sostegno delle onorevoli Chiavacci, Jervolino e Melandri, come quello di Cellai, Tortoli e Lucchese.  Al momento è all'esame della Commissione Giustizia della Camera, con buone probabilità di passare, un testo unificato che si basa essenzialmente sulle proposte di Tarditi (FI) e Cento (Verdi). Idea fondante della riforma è che si possano privare i figli dell'apporto educativo e affettivo di uno dei genitori non sulla base del loro disaccordo (quasi sempre presente), ma solo se uno di essi risulti inidoneo, se dal contatto con lui possa derivare loro un qualche pregiudizio. Quindi affidamento a entrambi i genitori come regola, salvo eccezioni che il giudice deve motivare con precise imputazioni a carico del genitore escluso. I tempi di permanenza dei figli presso l'uno e l'altro vengono fissati caso per caso, in funzione delle esigenze della prole e in conformità delle precedenti abitudini familiari. Quindi nessun "automatismo", nessun 50% garantito, ma pari dignità per i due genitori e flessibilità per i figli di adattare la frequentazione alle proprie mutevoli necessità, senza bisogno di nuove sentenze, né di mortificanti - e mai osservati - mutamenti del "genitore affidatario". Le modalità del nuovo assetto familiare vengono costruite dai genitori stessi, con l'aiuto, se necessario, di centri di mediazione familiare. Se l'accordo non viene raggiunto non viene - come sostengono alcuni non bene informati - "imposta per legge la collaborazione", ma il giudice divide in sentenza - sulla base delle abitudini familiari che a lui risultano dalle singole relazioni - i principali ambiti di competenza, stabilendo quale genitore avrà l'ultima parola su specifiche questioni. Il che non impedisce la partecipazione dell'altro, ma serve a prevenire discussioni (non avere scelto la piscina non impedisce di accompagnarvi il figlio!). Insomma, non "obbligo di andare d'accordo", ma di gestire civilmente il proprio disaccordo. 

   Questa è la riforma che padri e madri, per motivi diversi, attendono ansiosamente da anni e che pare che stia per compiersi, a dispetto di alcune resistenze.  Ora, tra i principali avversari della riforma si colloca proprio l'ideatore dello Sportello, avv. Giorgio Vaccaro, estensore della pdl 2344 depositata dall'on. Mussolini e altri, che si propone invece di mantenere l'innaturale, odiosa e altamente conflittuale discriminazione tra i genitori, illudendosi di poter risolvere gli attuali problemi semplicemente con una maggiore tutela del "diritto di visita", altra abominevole espressione, bagaglio dell'attuale cultura. Si legge infatti nell'introduzione: 

"Si è ritenuto ... di operare nel senso di mantenere nell'impianto normativo la previsione dell'esercizio dell'affidamento in capo al genitore che verrà ritenuto, dal prudente apprezzamento del magistrato, più idoneo, senza scivolare nel malinteso tranello della modifica del regime oggi in vigore." Un pensiero che  spiega ampiamente il senso dell’iniziativa: si vuole continuare a considerare l’estate un momento del tutto eccezionale nella vita dei figli dei separati

  Ritengo dunque, e concludo, che i genitori che si rivolgeranno allo Sportello ora attivato abbiano il diritto di sapere quale tipo di filosofia animi gli operatori che ci lavorano.  

(Da “Il Tirreno”, Grosseto, 27 agosto 2002)


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