Crescere Insieme
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 Da     domenica 15 giugno 2003

 

http://www.altoadige.quotidianiespresso.it/altoadige/arch_15/bolzano/lettere/azl99.htm

 

Un intervento di nonna Irene

Troppo vaga e imprecisa la legge sulle separazioni

L'Associazione Nazionale Magistrati ha portato alla luce, attraverso una indagine nei vari tribunali italiani, la varietà delle interpretazioni, da parte dei magistrati, di una legge sulle separazioni imprecisa e vaga. Due sono i punti che l'ANM ritiene importanti per evitare discriminazioni ed ingiustizie: 1) la bigenitorialità cioè, secondo l'art. 30 della Costituzione il minore deve essere mantenuto ed educato da entrambi i genitori. Tale concetto esclude l'affido esclusivo e dà l'avvio ad un affido condiviso dei figli a padre e madre, lasciando flessibilità di tempi e modalità caso per caso e se entrambi i genitori sono idonei.
2) La base minima economica per il mantenimento di un figlio (oscillante tra 51 e 400 euro al mese). Grazie all'ANM i politici di destra e di sinistra possono avere un quadro preciso della situazione e tenerne conto prima della approvazione della nuova legge sulle separazioni. A questo punto sono i politici che non devono sbagliare e non possono dimostrare incertezze: le indicazioni date dall'ANM sono preziosissime e i politici devono seriamente tenerne conto.
La pdl. 66 dell'on.le Tarditi è la base su cui lavorare. La legge deve essere chiara ed omogenea, dare alcuni principi basilari e deve evitare di offrire privilegi a padri e madri, che devono essere posti sullo stesso piano sono genitori per la gestione dei figli, ai cui sentimenti e bisogni va data la priorità.
Di fronte alla perdita della "proprietà" del figlio, padri e madri valuteranno il loro rapporto con maggiore serietà e impareranno finalmente a dire NOI invece che IO.
Irene Rinaldi


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