Crescere Insieme
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Riportiamo un recente dibattito con alcuni interventi di soci e di Marino Maglietta  sull'  "affidamento condiviso" tratti dal forum del: 

 

 Genitori e figli

Moderatore:
Fulvio Scaparro 
psicoterapeuta

Educazione, vita in famiglia, rapporti tra genitori e figli
Le vostre domande, ma anche le vostre riflessioni e le vostre ansie

Elio 3.1.03   23,31

affidamento condiviso: il moderatore cosa ne pensa? RISPOSTA I PARTE

Egregio prof. Scaparro,
mi rivolgo a lei con una domanda precisissima: cosa ne pensa della proposta di legge sull'affidamento condiviso?
Lo so che lei è il moderatore e quindi deve fare il moderatore, ma è altrettanto vero che lei è anche un'autorità in questo campo. Ricordo che lo scorso anno ci fu un congresso in una sala della Provincia a Milano, in cui l'on. Tarditi si trovò solo contro tutti. Prima tra tutti la solita avvocato Bernardini De Pace. Tutti sul palco erano contro la proposta di legge, e anche il pubblico era sostanzialmente composto (mi spiace dirlo...) da mamme arrabbiatissime.
Il suo atteggiamento in quell'occasione mi è sembrato un po' l'atteggiamento attendista di chi si guarda bene dal dare un parere preciso aspettando di vedere "chi vince".
Al punto in cui siamo sarebbe invece interessante che lei si schierasse in quanto senza dubbio lei ha una sua opinione che è autorevolissima. Grazie.

Risposta dr. Scaparro  4.1.03  11,26

Re: affidamento condiviso I parte

Prima di rispondere alla sua domanda ‘precisissima’, le chiedo pochi secondi di attenzione. Fare il moderatore non è il mio mestiere, ma nel momento in cui mi sono impegnato a moderare questo Forum lo farò secondo i miei criteri, cioè riducendo al minimo i miei interventi, regolando il traffico e dando il massimo spazio ai partecipanti CHE, COME SPESSO ACCADE, QUANDO DIALOGANO SENZA PREGIUDIZI TROVANO BUONE SOLUZIONI UTILIZZANDO GLI ESPERTI IN DOSI OMEOPATICHE. Mi occupo da circa trent’anni di gravi conflitti familiari e ho imparato che noi esseri umani diamo il peggio di noi quando siamo in guerra MA SIAMO ANCHE CAPACI DI DARE IL MEGLIO. Quindi, finché camperò, farò di tutto per aiutare i genitori a separarsi senza distruggersi. Per questo da molti anni rifiuto le richieste di perizie di parte, ho praticamente ridotto a zero quelle di ufficio, e dedico invece molto del mio tempo alla mediazione familiare e alla sensibilizzazione dei genitori e dell’opinione pubblica alla necessità, all’utilità e all’economicità di esplorare e praticare vie pacifiche alla separazione ANCHE E SOPRATTUTTO NEI CASI PIU’ DIFFICILI, che sono poi quelli di cui mi occupo. Quando lei mi offende, del tutto gratuitamente, dicendo che in un’occasione ho aspettato a esprimere il mio parere “aspettando di vedere chi vince”, sono del tutto disarmato nel risponderle. Vede, caro signore, io so già chi vince, lo so da tempo, e non solo in tema di separazione. Vince chi ha potere, vince chi ha accesso alla stanza dei bottoni, vince chi legifera e vince chi, all’ombra del potere ispira certe leggi. Perché non si chiede come mai non sono saltato sul carro del vincitore? Crede che mi sia molto difficile farlo, che non sarei accolto a braccia aperte? Non sono forse, come LEI dice, un’autorità nel campo della separazione e del divorzio? Ma come può definire ‘autorità’ un uomo che non è capace di esprimere le proprie idee e preferisce aspettare “di vedere chi vince”? Ma mi faccia il piacere, direbbe Totò.
Sulla legge Tarditi ho espresso più volte sia sul Corriere sia in convegni sia allo stesso interessato la mia opinione che, in estrema sintesi, è la seguente: 1) diffido di qualunque legge in materia di separazione che non sia il frutto di ampia e approfondita consultazione di tutti coloro che hanno maggiore esperienza in questo campo in Italia; 2) ovviamente, devono essere ascoltate le associazioni dei genitori separati, MA NON ACCETTERO’ MAI UNA LEGGE ISPIRATA SOLTANTO DAI PADRI SEPARATI O DALLE MADRI SEPARATE .La proposta Tarditi, e lei “Elio” lo sa benissimo, è ispirata da un’associazione di padri separati di cui recepisce in toto le richieste, alcune delle quali sono sacrosante; [CONTINUA]

2 parte 4.1.03  11.35

affidamento condiviso, il moderatore cosa ne pensa? RISPOSTA II PARTE

3) sull’affidamento condiviso non ho alcuna obiezione perché credo che dovrebbe essere l’obiettivo di tutti i genitori nell’interesse dei figli. HO INVECE MOLTE OBIEZIONI, ANZI NON CREDO AFFATTO, CHE POSSA E DEBBA ESSERE PER COSÌ DIRE IMPOSTO PER LEGGE. In psicologia, questo tipo di imposizione si chiama ‘ingiunzione paradossale’ (esempio: “siate felici, è un ordine!”). La condivisione è il risultato del rispetto reciproco tra genitori anche separati, della convinzione della pari necessità di padre e madre nell’educazione e nella crescita dei figli, della necessità di non confondere la fine del rapporto coniugale con quella della relazione parentale. Tutto questo non si ottiene per legge ma attraverso un lungo, talvolta molto difficile e laborioso, processo di maturazione dei genitori. L’affidamento condiviso è la meta, una meta alta e degna di essere raggiunta, ma non può essere data per scontata perché altrimenti si trasformerebbe in un boomerang di fronte al persistere dell’ostilità tra i genitori; 4) la proposta Tarditi è dunque condivisibile per la parte che attiene all’importanza di un affidamento condiviso, ma inadeguata sul piano della realizzazione pratica di questo obiettivo, perché prevede appesantimenti e complicazioni burocratiche che aumenteranno i costi psicologici ed economici delle separazioni senza ridurre quella conflittualità che è tanto nociva per i figli e per gli stessi genitori; 5) la proposta Tarditi non è l’unica che è stata avanzata in materia, ma è senz’altro quella che ha avuto più risonanza, sia perché proveniente dalle forze politiche attualmente al potere, sia perché sostenuta con energia dai padri separati. Per quanto ne so, tuttavia, (ma lei, “Elio”, è certamente meglio informato di me) al momento lo stesso Tarditi e i proponenti dei diversi progetti di legge si incontrano per tentare di concordare un testo unico. Questo spiega perché, come lei dice, io non mi schiero. Posso però anticiparle che continuerò a battermi perché i padri E le madri separate lavorino insieme per orientare al meglio i legislatori, perché i conflitti familiari non divengano ancora di più un ‘business’ per tutti coloro che lucrano sull’ostilità tra i cittadini, perché abbiano voce in capitolo anche i (veri) esperti di psicologia dell’età evolutiva che hanno davvero molto da dire e proporre in materia di sepazrazione.
Questa è la mia opinione al momento e a costo di non essere più considerato da lei, caro signore, un’autorità le dico che non so proprio chi vincerà. Di certo so che finora hanno perso i figli e i loro genitori e temo che così sarà ancora se perdureranno le strumentalizzazioni politiche, le guerre tra associazioni di padri e di madri e le speculazioni di chi si arricchisce sui conflitti.

dr. Giovanni Benedetto  6.1.03  13,02  

Replica al moderatore

Egr.Prof.Scaparro,
premetto che nutro da sempre la massima considerazione per gli esperti dell'età evolutiva, psicologi, psicopedagogisti, neuropsichiatri infantili, che molto hanno da dire anche e soprattutto sul tema delle separazioni con affidamento di figli minorenni.
Personalmente non mi annovero tra costoro, pur avendo sostenuto esami di Psicologia nel corso del curriculum di studi medici e di specializzazione.
Mi permetto tuttavia di dissentire in alcuni punti dal Suo pensiero.
Perchè "la proposta Tarditi è dunque condivisibile...ma inadeguata sul piano della realizzazione pratica...perchè prevede appesantimenti e complicazioni burocratiche..." ?
Io sono convinto del contrario per due motivi : 1) perchè ce lo dice l'esperienza di altri paesi, uno per tutti la Francia 2) perchè quanto Lei paventa è quanto avviene oggi abitualmente, allorchè l'affidamentro esclusivo è IMPOSTO PER LEGGE SENZA/CONTRO IL CONSENSO dell'altro genitore, innescando -come Lei m'insegna-meccanismi psicodinamici ad alta conflittualità. Il risultato: rancori insanabili,controversie giudiziarie che si trascinano anche per più di 10 anni!
Voglio solo sorvolare su aspetti ancor più deleteri, quali l'alta incidenza di denunce penali (con sovraccarico dei tribunali): ingiurie, percosse, abbandono di minore, ecc...ecc...
Ricordo anche l'allarme lanciato pubblicamente da un noto magistrato bresciano, sulla escalation di FALSE DENUNCE DI ABUSI SESSUALI SU MINORI, finalizzate al mero scopo di vincere la battaglia per l'affidamento esclusivo.

Con i sensi della mia stima.
Dr. Giovanni Benedetto

Risposta dr. Scaparro 6.1.03 17,33

Re: Replica al moderatore

Grazie per avere espresso il suo dissenso esprimendo le sue opinioni senza inutile aggressività. Tra l'altro, ho denunciato per iscritto e pubblicamente i pericoli delle false accuse di abuso sessuale strumentalizzate nelle battaglie legali tra genitori molti anni fa, quando ancora nessuno, ripeto, nessuno, ne parlava se non i poveri malcapitati che ci andavano di mezzo. Quindi, almeno su alcuni punti siamo d'accordo. Su altri no ma spero che continueremo a confrontarci.

MM 6.1.03 13,14

REPLICA AL MODERATORE

Egregio Prof. Scaparro,

mi sono state inviate da un iscritto a Crescere Insieme le considerazioni che esprime sul Forum del Corsera in merito all'affidamento condiviso (purtroppo non ho il tempo di seguire di persona i vari gruppi di discussione) e non posso che esprimerle la mia profonda delusione. Essa non si deve certo alla sua ostilità alla riforma: le dò anzi atto di avere tenuto in merito un atteggiamento coerente e costante (ero anch'io presente a Milano e non ho assolutamente trovato "attendista" il suo atteggiamento, bensì chiaramente schierato con gli altri). Le rimprovero, invece, quanto segue, con molto rammarico:
- alludere continuamente senza nominare: sia più esplicito, non ci sono problemi!
- indicare Crescere Insieme (vedi sopra) come associazione di padri separati a dispetto del suo nome, del suo statuto e della sua composizione, riscontrabile con il minimo sforzo nel nostro sito;
- aderire al diffuso e patetico tentativo di contrapporre padri a madri, capovolgendo disinvoltamente le posizioni assunte da tutti i più noti gruppi femminili di non professioniste che si occupano specificamente del problema: ADS, Libera ADDES, Mamme Separate, Madri Separate e CIF;
- confondere (intenzionalmente, data la sua statura intelletuale) l' "affidamento condiviso" - che è un termine giuridico - con la condivisione dell'affidamento, intesa come armonia e collaborazione tra ex coniugi. E' evidente che le seconda è solo un punto di arrivo: anche per noi, stia tranquillo. Ma dovrebbe esserle altrettanto evidente che il primo indica semplicemente un affidamento dei figli che è sempre a entrambi i genitori - se entrambi idonei - a prescindere dalla bontà dei loro rapporti, che non possono certo modificare il diritto-dovere di ciascuno di essi (individualmente considerato) nei confronti dei figli, costituzionalmente definito e garantito, da attuare con modalità e tempi da stabilire caso per caso. Si vuole lamentare - anche qui in larga, ma pessima, compagnia - della "imposizione" di un dovere? I "sentimenti" non c'entrano, stiamo parlando di "comportamenti". Certo che i doveri vengono imposti. La solidarietà, l'assistenza, la frequentazione di corsi scolastici di prima fascia, il pagamento delle tasse e via dicendo sono doveri sociali del cittadino che la legge impone, gli siano o no graditi. Analogamente, non è ammissibile che la scarsa voglia di avere contatti (di natura logistica!) con l'aborrito ex possa giustificare che ai figli si tolga un genitore. La sua tesi, indulgente e arrendevole verso i peggiori istinti - ma direi semplicemente verso la maleducazione - è altamente antisociale. E poi, scusi, nel momento in cui esclude il condiviso in caso di disaccordo, motivando con la necessità che il provvedimento del giudice non forzi la volontà, che non sia intrusivo e coercitivo, che cosa gli sostituisce? Lei si guarda bene dal dirlo, ma sappiamo tutti che l'alternativa è l'affidamento esclusivo, che evidentemente non si fa scrupolo di far imporre dal giudice senza discuterne il gradimento! E perché? Le rammento che in Germania (art. 1671) si fa esattamente (e correttamente) il contrario: è l'affidamento esclusivo che può essere disposto solo consensualmente.

Concludo con un personale rammarico. Ci siamo incontrati in numerosi convegni; ho avuto, appena tre mesi fa, l'occasione di spiegare le stesse cose per venti minuti in sua presenza. Mi dispiace che sia così poco disposto all'ascolto, almeno per quanto riguarda le informazioni e non le opinioni.

Cordialmente

Marino Maglietta (pres. ass. Crescere Insieme).

 

Risposta dr. Scaparro  6.1.03  18,06

Re: REPLICA AL MODERATORE

Caro Sig. Maglietta, liberi io e lei di pensarla come ci aggrada, MA:
1. non parta lancia in resta contro chiunque non la pensa come lei. Vedere nemici dappertutto non è sano e, soprattutto, non è giusto. Si legga la civilissima mail che il Presidente di Crescere Insieme di Milano mi ha inviato il 4 gennaio 2003 presso questo Forum. Lo so, lei non ha tempo per seguire tutti i gruppi di discussione, ma allora perché intervenire senza nemmeno informarsi proprio da un membro di Crescere Insieme che ha espresso il proprio dissenso sulle mie posizioni, ringraziandomi comunque per avergli dato una risposta chiara anche se non condivisibile?

2.Dove, come e quando me la sono presa con 'Crescere Insieme'. Quando io parlo e scrivere di 'crescere insieme' mi riferisco a uno degli obiettivi della mia vita e non certo a un'associazione. Lei è molto più giovane di me e non è tenuto a sapere che quando ancora non si occupava di questa delicata materia per ragioni di età(sto parlando degli anni immediatamente successivi all'introduzione del divorzio in Italia), mi sono schierato, pagando di persona, contro le procedure bellicose di separazione vigenti in Italia.
3. Io non 'confondo intenzionalmente'alcunché. Posso confondermi e sbagliare, ma senza secondi fini. Quello che ho scritto e detto è quello che io penso, che confermo in toto e per cui mi batto, molto spesso da solo. Altro che le 'pessime compagnie' che mi rimprovera. Io viaggio in proprio, caro signor Maglietta, non so lei. Si risparmi dunque il veleno per altri obiettivi perché con me casca davvero male.
4. Non mi era mai capitato, mi creda, che qualcuno mi scrivesse una frase del genere: "La sua tesi, indulgente e arrendevole verso i peggiori istinti - ma direi semplicemente verso la maleducazione - è altamente antisociale". Che cosa vuole che le risponda quando mi accusa di connivenza verso i peggiori istinti? Devo risponderle da Mr Jeckill o da Mr Hide? Mentre le sto rispondendo, è vero, avverto la pressione di Hide ma mi rifiuto, e spero di poterlo fare sempre, di trasformare un confronto in una rissa.
5. Secondo lei io non sarei disponibile all'ascolto. A parte il fatto che la predica arriva da un pulpito discutibile (basta leggere la sua mail), le assicuro che sarò sempre disponibile a confrontarmi con lei sui temi che ci interessano, ma per favore prima deponga le armi. Stia tranquillo che non mi fa paura lei né chiunque usa un linguaggio intollerante, aggressivo e inutilmente violento.
Per quanto le sembri improbabile, la saluto cordialmente e chiudo, da parte mia, questa polemica perché questo non è il mio, ma il nostro Forum

 

MM 1.8.03  22,52  

Caro Professore

Caro Professore
non ho alcun problema a darle il 100% della palma sul piano del confronto personale: siano miei tutti i difetti caratteriali e suoi tutti i pregi. Mi creda, non mi importa nulla di questo genere di considerazioni. Le nostre persone non c'entrano. Glielo provo. Lei ha scritto, rispondendo a Tagliabue:

"La proposta Tarditi, e lei ?Elio? lo sa benissimo, è ispirata da un?associazione di padri separati"
"vince chi, all?ombra del potere ispira certe leggi"
"lei, ?Elio?, è certamente meglio informato di me"
"guerre tra associazioni di padri e di madri "
e in più una serie di considerazioni sull'affidamento condiviso.
Ora, le sue affermazioni sono in parte non corrette e in parte visibilmente insinuanti e offensive per il signor Tagliabue e per chi secondo lei, si celerebbe al suo posto, con quelle virgolette che stanno a indicare che si tratta di altra persona che scrive sotto falso nome perché non ha il coraggio delle proprie opinioni. Se voleva riferirsi a me è cascato proprio male. Ma, come ha visto, per quanto rissoso sia, ho ignorato la cosa. Davvero, il problema non è dei miei o suoi difetti, ma della bontà delle mie o sue tesi. Ribadisco, ad es., che trovo altamente diseducativo arrendersi di fronte alla conflittualità, come se fosse un male incurabile, e sacrificarle i diritti dei bambini, ma con questo condanno la tesi e basta (legga bene!), non lei o chiunque altro la sposi. Questi sono affari vostri. Insomma, è in discussione il peccato, non il peccatore. A questo serve un forum. Le ho mosso, nel mio lungo intervento ( e la ringrazio dell'ospitalità) una serie di obiezioni tecniche. Lei invece mi invia 37 righe in cui parla solo di se stesso ("Lei non sa chi sono io!" avrebbe detto Totò) e della mia aggressività. Del problema in discussione si limita a dire che non cambierà idea. Mi sembra un po' poco.
Quando avrà voglia di parlare della riforma si faccia vivo. Davvero.
Cordialmente

Marino Maglietta

 


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