VIA ALL'ANALISI SULL'ESPOSIZIONE PERSONALE ALLE POLVERI FINI, BUGLIANI E CIONI:"UN PROGRAMMA PILOTA E SPERIMENTALE UNICO IN ITALIA"
Un indagine sull'esposizione personale alle polveri fini. O meglio: quanto danno riceve
un vigile urbano o qualunque altra persona che stazioni per più di cinque ore al giorno e
per cinque giorni alla settimana nel traffico cittadino. Sull'argomento è stato appena
siglato un protocollo d'intesa fra il Comune, l'Asl e l'Arpat col preciso scopo di mettere
a punto uno specifico programma di lavoro triennale finalizzato alla conoscenza
dell'esposizione personale alle polveri fini e per avviare un progetto sull'esposizione
professionale dei vigili urbani. L'intesa è stata firmata dall'assessore all'ambiente
Vincenzo Bugliani, dall'assessore alla sanità e polizia municipale Graziano Cioni, dal
responsabile del Dipartimento della Prevenzione della ASL 10 Giuseppe Petrioli e dal
responsabile del Dipartimento provinciale dell'Arpat di Firenze Roberto Gori. "Si
tratta di un programma pilota e sperimentale unico in Italia - affermano gli assessori
Bugliani e Cioni - importante per approfondire le conoscenze relative al benzene e alle
polveri, in particolare alle polveri fini ed ultrafini, che sembrano essere le principali
responsabili di alcuni effetti dannosi per la salute. Visto che in Italia gli studi mirati
a capire l'entità dell'esposizione a particolato fine sono scarsi - aggiungono Bugliani e
Cioni - diventa fondamentale ricercare e acquisire delle prime informazioni relative
all'esposizione della popolazione e di specifiche categorie professionali come i vigili
urbani".
Con la firma del protocollo viene perciò avviata una indagine preliminare
sull'esposizione professionale alle polveri fini e al benzene dei vigili urbani di
Firenze, per ottenere una stima dell'esposizione di soggetti che stazionano per almeno 5
ore giornaliere e per cinque giorni settimanali nel traffico urbano. L'indagine viene
condotta dal Laboratorio di Sanità Pubblica della Asl 10 utilizzando specifici strumenti
per i campionamenti personali e prevede la collaborazione dell'Arpat per un confronto dei
dati ambientali sulle concentrazioni degli inquinanti nell'aria. Il progetto, avviato in
questi giorni, prevede di utilizzare due campionatori delle polveri fini (delle specie di
pompe) che verranno indossati per ogni giorno per la settimana lavorativa (da lunedì a
venerdì) da due vigili urbani, i quali eseguiranno un turno giornaliero di almeno 5 ore
nel traffico cittadino. Questi campionamenti saranno effettuati per tre settimane (massimo
trenta soggetti diversi) nel periodo invernale ed estivo. Il programma verrà poi
sviluppato nell'ambito di un triennio, partendo dalla definizione della migliore strategia
di campionamento delle polveri fini, per giungere poi alle polveri ultrafini, PM 2.5 e PM
1.0, più specifiche delle esposizioni agli inquinanti di origine antropica e direttamente
coinvolte negli effetti sulla salute. (lb)