Legambiente
Firenze intende comunicarvi le proprie idee principalmente sulla tematica rifiuti e si
rende disponibile a collaborare con voi perché lattuazione del Piano Provinciale
assuma delle direttive diverse da quelle indicate. Vi illustriamo pertanto le nostra
posizione sullintera tematica ed oltre.
Questo errore colossale che porterà
nel breve periodo ad una vera emergenza rifiuti dipende dalla impostazione del Piano
Provinciale che non rispetta la gerarchia del Piano Regionale che indica al primo posto la
riduzione, il riuso, il riciclo ed infine il recupero.
Quindi il circolo di Legambiente Firenze in accordo con gli altri circoli della provincia propone che il Piano preveda:
-
unanalisi
economico-ambientale di ogni merce che compone la frazione rifiuto (carta, plastica,
vetro ed altri ) ed in base ai
risultati valutare lopportunità di ridurre, riusare, riciclare, di
utilizzare come frazione combustibile
oppure non produrne più:
-
azioni incisive sul fronte
della riduzione specialmente degli imballaggi per esempio ritornando
ai contenitori a rendere per le
bevande, introducendo i dispenser alla spina
per detersivi e prodotti per ligiene, estendere lesperienza del fontanello di acqua ad alta qualità già
presente
presso l Aquedotto
dellAnconella a Firenze;
-
impianti di compostaggio con
conferimento a monte delle singole frazioni per ottenere compost
di qualità;
-
modificare il funzionamento
dellimpianto di selezione e compostaggio di Case Passerini per
ottenere dalle due linee di organico
con un conferimento delle frazioni a monte compost di
qualità;
-
lintroduzione a regime del sistema di raccolta differenziato integrato
molto prima del 2006;
-
che la produzione di F.O.S.
( frazione organica stabilizzata ) diminuisca
gradualmente;
-
di rinunciare
allimpianto di Selezione alle Sibille
soprattutto se la tecnologia ricalcherà quella di Case Passerini;
-
di rinunciare agli impianti
di selezione tradizionali ma si punti su impianti di valorizzazione delle singole merci
visto il mercato esistente in Toscana di materie seconde come conferma ARRR;
-
di fissare una quota certa
alla riduzione nella produzione dei rifiuti e non vaga come compare dal Piano dove si
ipotizza al 2005 o la riduzione del 6% o
laumento del 15 %;
-
di non costruire ben quattro
termovalorizzatori visto che limpianto di Selvapiana rimane come capacità inferiore
alle prescrizioni regionali , di alto costo di esercizio e che la vicinanza con la riva
del fiume Sieve sconsiglia di estendere in
modo significativo larea dellimpianto ed inoltre perchè si prevede nel Piano
al 2007 una raccolta della frazione organica pari al 50%;
-
infine che se vogliamo
riutilizzare le scorie e le ceneri degli impianti di termovalorizzazione facendo
attenzione al loro stato fisico e chimico dovremo conoscere bene la composizione delle
frazioni da bruciare e non avviare a termovalorizzazione considerevoli flussi con limitati
pretrattamenti.
Purtroppo il ritardo cronico
nellapplicazione del Piano Provinciale, la volontà di non incidere pesantemente nella riduzione della
produzione rifiuti fornendo ai Comuni anche degli esempi concreti come invece sono
menzionati nel Piano Regionale, il mancato coinvolgimento delle popolazioni prima della
individuazione dei siti aprendo un tavolo di concertazione fra cittadini ,operatori
economici, aziende, amministratori. Inoltre la paura di affermare che siamo in piena
emergenza:
-
impiantistica dato che la
discarica di Case Passerini fra tre anni
chiuderà e che i nuovi
impianti importanti inizieranno ad entrare in esercizio a partire dal luglio 2003
al giugno 2006;
-
economica con laumento costante della tassa sui RSU
sostenuta dai cittadini dellATO e con
il
costo sempre più insopportabile della discarica di Peccioli ( Pisa) dove i nostri
rifiuti continuano
ad andare.
Troviamo nel Piano anche qualche
elemento positivo, come gli impianti di compost di qualità previsti, che devono però
essere accompagnati da un miglior funzionamento dellimpianto di selezione e
compostaggio di Case Passerini, per ottenere consistenti quantità di compost di qualità.
Bene la riduzione nella produzione dei rifiuti del 6% al 2006 ma vogliamo conoscere come
si raggiunge questo risultato anche con
verifiche periodiche. Noi quindi siamo per un Sistema
integrato di gestione che alla fine di
tutti i passaggi preveda, per la parte residuale che no siamo riusciti a riutilizzare, un
impianto di termovalorizzazione con recupero energetico in area idonea dell ATO 6
dopo unadeguata VIA ed un reale
coinvolgimento delle popolazioni
Ribadiamo il nostro NO alla ubicazione di un inceneritore nella
piana.
Infatti già nel 1985 con un
Dossier Legambiente Firenze aveva
ipotizzato per questa entità LA
PIANA e confermiamo oggi lidea di foresta periurbana o fasce forestali di
protezione , cioè di formazioni alberate ad andamento lineare e della profondità
di decine e centinaia di metri, che separano i diversi insediamenti urbani. Purtroppo le
idee delle amministrazioni comunali hanno agito in unaltra direzione. Nella piana
agisce indisturbata lurbanistica dellerosione: erosione dei margini della
piana ad opera dellespansione incontrollata dei centri abitati circostanti: Firenze
è dilagata lungo le direttrici stradali ; Sesto ha abbassato il confine con la pianura a meridione strappando
ulteriori fette di territorio ; Campi è cresciuta a macchia dolio dilatandosi in
ogni direzione; il filo esile di abitati lungo la Pistoiese si è ingrossato e saturato,
occupando le aree tra il vecchio tracciato ed il fiume, e invadendo larea interna
attraverso diramazioni residenziali e commerciali. Le parti inedificate della pianura sono
oggi territorio residuale, quello che era un sistema duso progettato e definito con
fatica nel tempo è oggi semplicemente uno spazio rimasto, un resto. Raccatteranno alla
fine quello che rimane e lo chiameranno Parco centrale metropolitano . Una
riserva indiana , triste e mistificante di poveri e separati brandelli di
ambiente naturale , su cui far affacciare senza gioia una città più
dissociata ancora di quella doggi dalle proprie radici ambientali, sociali e
culturali.
Un
cordiale saluto
Firenze li 20 giugno 2002
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( MASSERELLI Paolo Responsabile Gruppo rifiuti )