AL COORDINAMENTO DEI COMITATI DELLA PIANA

 

         Legambiente Firenze intende comunicarvi le proprie idee principalmente sulla tematica rifiuti e si rende disponibile a collaborare con voi perché l’attuazione del Piano Provinciale assuma delle direttive diverse da quelle indicate. Vi illustriamo pertanto le nostra posizione sull’intera tematica ed oltre.

La Provincia  di Firenze in questi mesi discutendo con i Sindaci del Piano  Provinciale  ha presentato una strategia ( così trapela dalla stampa ) tutta rivolta ad individuare gli impianti necessari per l’ ATO 6 e la loro ubicazione. Questa impostazione ha creato nelle popolazioni ( mai coinvolte nelle scelte ) della Provincia la nascita di comitati contro perché anche gli impianti di compostaggio per ricavare compost di qualità ( che noi sosteniamo come indispensabili ) vengono vissuti come imposizioni arroganti e nocive per il territorio e le persone che ci vivono intorno.

Questo errore colossale che porterà nel breve periodo ad una vera emergenza rifiuti dipende dalla impostazione del Piano Provinciale che non rispetta la gerarchia del Piano Regionale che indica al primo posto la riduzione, il riuso, il riciclo ed infine il recupero.

Quindi il circolo di Legambiente Firenze in accordo con gli altri circoli della provincia propone che il Piano preveda:

-           un’analisi economico-ambientale di ogni merce che compone la frazione rifiuto (carta, plastica, 

vetro ed altri ) ed in base ai risultati valutare l’opportunità di ridurre, riusare, riciclare, di

utilizzare come frazione combustibile oppure non produrne più:

-           azioni incisive sul fronte della riduzione specialmente degli imballaggi per esempio ritornando

ai contenitori a rendere per le bevande, introducendo i dispenser  alla spina per detersivi e prodotti per l’igiene, estendere l’esperienza del  fontanello di acqua ad alta qualità già presente

presso l’ Aquedotto dell’Anconella a Firenze;

-           impianti di compostaggio con conferimento a monte delle singole frazioni per ottenere compost

di qualità;

-           modificare il funzionamento dell’impianto di selezione e compostaggio di Case Passerini per

ottenere dalle due linee di organico con un conferimento delle frazioni a monte compost di

qualità;

-           l’introduzione a regime  del sistema di raccolta differenziato integrato molto prima del 2006;

-           che la produzione di F.O.S. ( frazione  organica stabilizzata ) diminuisca gradualmente;

-           di rinunciare all’impianto di Selezione alle Sibille soprattutto se la tecnologia ricalcherà quella di Case Passerini;

-           di rinunciare agli impianti di selezione tradizionali ma si punti su impianti di valorizzazione delle singole merci visto il mercato esistente in Toscana di materie seconde come conferma ARRR;

-           di fissare una quota certa alla riduzione nella produzione dei rifiuti e non vaga come compare dal Piano dove si ipotizza  al 2005 o la riduzione del 6% o l’aumento del 15 %;

-           di non costruire ben quattro termovalorizzatori visto che l’impianto di Selvapiana rimane come capacità inferiore alle prescrizioni regionali , di alto costo di esercizio e che la vicinanza con la riva del fiume Sieve  sconsiglia di estendere in modo significativo l’area dell’impianto ed inoltre perchè si prevede nel Piano al 2007 una raccolta della frazione organica pari al 50%;

-           infine che se vogliamo riutilizzare le scorie e le ceneri degli impianti di termovalorizzazione facendo attenzione al loro stato fisico e chimico dovremo conoscere bene la composizione delle frazioni da bruciare e non avviare a termovalorizzazione considerevoli flussi con limitati pretrattamenti.

Purtroppo il ritardo cronico nell’applicazione del Piano Provinciale, la volontà di non  incidere pesantemente nella riduzione della produzione rifiuti fornendo ai Comuni anche degli esempi concreti come invece sono menzionati nel Piano Regionale, il mancato coinvolgimento delle popolazioni prima della individuazione dei siti aprendo un tavolo di concertazione fra cittadini ,operatori economici, aziende, amministratori. Inoltre la paura di affermare che siamo in piena emergenza:

-           impiantistica dato che la discarica di  Case Passerini fra tre anni chiuderà e che i nuovi

      impianti importanti inizieranno ad entrare in esercizio a partire dal luglio 2003 al giugno 2006;

-     economica con l’aumento costante della tassa sui RSU sostenuta dai cittadini dell’ATO  e con il

      costo sempre più insopportabile della discarica di Peccioli ( Pisa) dove i nostri rifiuti continuano

      ad andare.

Troviamo nel Piano anche qualche elemento positivo, come gli impianti di compost di qualità previsti, che devono però essere accompagnati da un miglior funzionamento dell’impianto di selezione e compostaggio di Case Passerini, per ottenere consistenti quantità di compost di qualità. Bene la riduzione nella produzione dei rifiuti del 6% al 2006 ma vogliamo conoscere come si raggiunge questo risultato  anche con verifiche periodiche. Noi quindi siamo per un Sistema integrato di gestione  che alla fine di tutti i passaggi preveda, per la parte residuale che no siamo riusciti a riutilizzare, un impianto di termovalorizzazione con recupero energetico in area idonea dell’ ATO 6 dopo un’adeguata VIA ed un reale coinvolgimento delle popolazioni

Ribadiamo il nostro NO alla ubicazione di un inceneritore nella piana.

Infatti già nel 1985 con un “ Dossier “ Legambiente  Firenze aveva ipotizzato per questa entità LA PIANA e confermiamo oggi l’idea di foresta periurbana o “ fasce forestali di protezione “, cioè di formazioni alberate ad andamento lineare e della profondità di decine e centinaia di metri, che separano i diversi insediamenti urbani. Purtroppo le idee delle amministrazioni comunali hanno agito in un’altra direzione. Nella piana agisce indisturbata l’urbanistica dell’erosione: erosione dei margini della piana ad opera dell’espansione incontrollata dei centri abitati circostanti: Firenze è dilagata lungo le direttrici stradali ; Sesto ha abbassato  il confine con la pianura a meridione strappando ulteriori fette di territorio ; Campi è cresciuta a macchia d’olio dilatandosi in ogni direzione; il filo esile di abitati lungo la Pistoiese si è ingrossato e saturato, occupando le aree tra il vecchio tracciato ed il fiume, e invadendo l’area interna attraverso diramazioni residenziali e commerciali. Le parti inedificate della pianura sono oggi territorio residuale, quello che era un sistema d’uso progettato e definito con fatica nel tempo è oggi semplicemente uno spazio rimasto, un resto. Raccatteranno alla fine quello che rimane e lo chiameranno “ Parco centrale metropolitano “. Una “ riserva indiana “, triste e mistificante di poveri e separati brandelli di “ ambiente naturale “, su cui far affacciare senza gioia una città più dissociata ancora di quella d’oggi dalle proprie radici ambientali, sociali e culturali.

 

 

                                                                                           Un cordiale saluto

 

 

Firenze li 20 giugno 2002                                _______________________________________

 

                                                                    ( MASSERELLI Paolo Responsabile Gruppo rifiuti )