Carissimi,

 

la manifestazione del 15 febbraio a Roma, straordinaria per l’adesione e per l’entusiasmo registrati, oltre ad una grande dimostrazione contro la guerra, è stata anche un significativo evento politico.

Intorno al tema della Pace, una Pace fondata sulla giustizia e sui diritti umani, si è consolidata un’alleanza tra soggetti sociali e civili, anche molto diversi, ma che condividono alcuni valori fondamentali, che mobilitano milioni di persone.

E’ l’espressione della  costituzione di un’ “opinione pubblica” continentale, oltre che mondiale, che si qualifica come fattore globale di pace, democrazia,  coesione sociale e che intende costruire dal basso l’Unione Europea, intesa come unione di popoli, prima che di governi o mercati.

Non sono solo testimonianze, ma vere e proprie esperienze militanti, finalizzate a incidere sulle dinamiche reali.

E’ l’ultima tappa di un processo emerso in varie occasioni, dai cortei per il G8 a Genova, alla manifestazione della CGIL al Circo Massimo, dal Social Forum di Porto Alegre, al Social Forum Europeo di Firenze.

 

In questo solco si colloca l’iniziativa con Sergio Cofferati del 10 gennaio al Palazzetto dello Sport di Firenze, dove alcune espressioni di movimenti, associazioni e partiti si sono incontrate per una comune ricerca di inedite pratiche politiche.

Moltissime persone hanno espresso una straordinaria voglia di partecipare, discutere e dare il proprio personale apporto alla politica: una platea animata da una forte vocazione unitaria, per la quale l’unità non deve essere acritica ma costruita con il dialogo tra tutti coloro che si oppongono al governo Berlusconi; una platea che vuole concorrere in prima persona e con le proprie idee a questo processo di confronto e ricomposizione.

Da quella serata è emersa la comune volontà di costruire una “rete” tra tutte le molteplici istanze di movimento per permettere un proficuo e serrato confronto su un piano prettamente programmatico.

 

La “rete” non è un nuovo soggetto, ma un tentativo di articolazione tra politica e movimenti; essa non è nemmeno un coordinamento verticistico, con l’intento di semplificare le differenze e le molteplici sensibilità, soffocandole all’interno di una rappresentanza unica.

 

La “rete” è uno strumento di dialogo e collaborazione tra esperienze diverse e pienamente autonome, ma che intendono costruire fertili sinergie, sapendo di condividere alcuni valori fondamentali; essa è rispettosa delle tante forme di collegamento che già ci sono, con le quali collabora senza alcuna sovrapposizione, poiché la sua peculiarità non sta nel riassumerle in un unico luogo ma nel proporsi come il terreno di confronto per una progettualità programmatica comune

 

Ci riconosciamo nella visione di una società aperta, solidale, democratica, libera, che rivendica il primato della società e della politica sul mercato, che assume il valore delle differenze, che mette al centro il tema della distribuzione in modo equo delle risorse tra le persone e tra i popoli, che afferma il valore assoluto della Pace, che rispetta l’ambiente, che assicura a tutti diritti e garanzie, che si fa carico della qualità della vita delle persone, contro ogni discriminazione.

 

E’ inoltre evidente che un lavoro comune può agevolare il confronto con i partiti, assicurando che esso avvenga in modo trasparente e partecipato, che si sviluppi intorno ai contenuti e che permetta il pieno coinvolgimento nella definizione di progetti e programmi alternativi al centrodestra di tutti coloro che oggi sono all’opposizione del governo e che nei movimenti hanno una pratica unitaria ben più solida di quella presente nelle rappresentanze istituzionali.

 

E’ su queste basi che proponiamo a tutte le realtà del tessuto civile fiorentino, senza nessuna esclusione, di incontrarsi per definire un comune piano di lavoro, attraverso cui coniugare progettualità e partecipazione, prevedendo occasioni di confronto ed elaborazione programmatica, sui temi che più ci caratterizzano e che dovremo individuare insieme.

 

Tra questi ci sono la Pace e le questioni internazionali, perché in questa fase particolarmente drammatica l’impegno per un mondo fondato sulla Democrazia e sulla Pace deve essere uno dei caratteri distintivi della sinistra e del centrosinistra italiano ma anche dell’Europa nel suo complesso.

In questa ottica potremmo, ad esempio, promuovere una comune campagna perché nella Costituzione Europea sia inserito il rifiuto della guerra come strumento per risolvere le controversie internazionali: ci fa ben sperare la straordinaria mobilitazione del 15 febbraio, composita ma coesa, sia nel metodo inclusivo della sua organizzazione sia nella chiarezza e nettezza del suo messaggio contro la guerra in Iraq, qualsiasi forma essa assuma.

Un tema ineludibile è il rapporto tra Pubblico e Privato da un lato e la tutela dei diritti dall’altro: una nuova politica deve interrogarsi sul ruolo e il campo di intervento del Pubblico nella società contemporanea e su come si battono l’insicurezza e la precarietà odierne.

Crediamo inoltre che i movimenti non debbano perdere le loro peculiarità di elaborazione mentre intrecciano i loro percorsi con quelli della politica: per questo riteniamo giusto non trascurare temi, su cui moltissimi hanno lavorato, come quelli del consumo critico e degli stili di vita e che riguardano proprio la definizione di una cittadinanza responsabile.

Un altro aspetto rilevante è il tema della democrazia e della partecipazione. è importante sia individuare nuove forme di partecipazione attiva, sia estendere l’accesso alla cittadinanza a quei soggetti oggi esclusi, come gli immigrati, ma è anche urgente difendere i più elementari principi democratici, previsti dalla Costituzione e oggi aggrediti dalla destra.

 

La “rete” può anche essere uno strumento interessante per affrontare in modo partecipato e inclusivo alcuni aspetti strutturali di una rinnovata idea di città, con un confronto e un’elaborazione programmatica di carattere locale.

 

Sono solo esempi, convinti che dal confronto tra i diversi “nodi” della “rete” emergeranno molti altri argomenti, anche di carattere locale, nel tentativo di definire una nuova identità e progettualità della politica.

 

 

Aprile, ARCI, Laboratorio per la Democrazia