LA NAZIONE FIRENZE 24/10/03

«Colpa di una filosofia sbagliata che risale agli anni Ottanta»

Anni '80. Il traffico in piazza Puccini e vie limitrofe è organizzato secondo criteri che i tecnici di venti anni fa consideravano i migliori. «Oggi abbiamo ampiamente dimostrato che tutte quelle convinzioni sono sbagliate». Lo ammette, non senza un certo imbarazzo, la dirigente dell'ufficio mobilità, Carla Guerrini. E, del resto lo stesso assessore Graziano Cioni, in transito dalla delega al traffico a quella alla sanità, relazionò in consiglio comunale sette o otto mesi fa dimostrando, dati dei vigili urbani alla mano, che le corsie riservate al transito dei bus con direzione contraria rispetto al traffico dei veicoli privati sono pericolose. L'osservazione faceva parte della stessa relazione che esaltava i successi delle rotonde 'alla francese' nella riduzione di tutti i tipi di incidenti e di quelli mortali in particolare.
Ma a quella relazione non fece seguito nessun intervento particolare. «Lo ripeto l'organizzazione del traffico in piazza Puccini e strade limitrofe — sostiene Guerrini — risale agli anni '80. Allora si pensava che le busvie in senso contrario rispetto alle auto private sarebbero state più rispettate dagli automobilisti e che costringere il traffico privato in assurdi giri dell'oca avrebbe avuto come conseguenza la disincentivazione all'uso delle auto». Tutte previsioni rivelatesi sbagliate. «Un errore dietro l'altro — continua Guerrini — perchè le intersezioni a novanta gradi diventano rischiosissime e i giri dell'oca in auto non diminuiscono il numero delle auto. Le rallentano e basta». Morale: tutto da rifare. «Prima però dobbiamo mettere d'accordo comitati cittadini e commercianti — sospira Guerrini — perchè sono divisi su opinioni diverse».
Pa.Fi.

LA NAZIONE FIRENZE 25/10/03

Giani contro i tecnici «Siate più coerenti»

L'assessore lancia la tranvia sotterranea

PIAZZA PUCCINI / Le busvie sono datate fine anni '90

«Ma quali anni '80. Le busvie di piazza Puccini, via Ponte alle Mosse e via Toselli sono datate 1996». E' la risposta dell'attuale assessore allo sport e tradizioni Eugenio Giani, ex titolare della delega al traffico, ma anche di quella all'urbanistica, all'architetto Carla Guerrini, dirigente del settore mobilità. «Che le decisioni degli assessori siano figlie di consigli dei tecnici mi pare lapalissiano, ma correttezza e coerenza vorrebbero che i tecnici non cambiassero idea ogni settimana». Accusa pesante quella dell'assessore. Stanco di continui 'cambi' di carreggiata in materia di traffico. Subito dopo l'incidente costato la vita a una giovane di 26 anni in piazza Puccini, la dirigente dell'ufficio mobilità Carla Guerrini ha dichiarato che «le busvie in senso contrario al senso di marcia delle vetture, sono figlie di una filosofia datata anni '80. Sono state consigliate dai tecnici che credevano che per velocizzare il traffico pubblico fosse necessario rallentare le auto private costringendole a giri dell'oca infiniti e favorendo autobus e pullman con corsie che sarebbero state più facilmente rispettate a rischio di uno scontro frontale con un mezzo pesante». Dichiarazioni che hanno mandato in bestia l'assessore Giani. «Vorrei ricordare alla dirigente del settore — insiste — che il piano generale del traffico urbano datato 2002 e da lei progettato e coordinato prevede diverse busvie protette in senso contrario a quello di marcia delle vetture private. Se si tratta di una filosofia anni '80 come da lei dichiarato, perchè l'architetto Guerrini continua ad applicarla?».
E l'assessore va avanti. «E non era forse la stessa dirigente a consigliare di realizzare una busvia contromano in via Paganini, fra via di Novoli e di via Baracca. Ricordo ancora la lite che ho sostenuto con l'assessore Bugliani in giunta per evitare quello che continuo a considerare un errore».
In realtà Giani non ha alcuna intenzione di dare il via a qualche particolare crociata. «Non sono nè assolutamente pro, nè assolutamete contro le busvie — dichiara — vorrei solo che i tecnici che fanno certe dichiarazioni e poi le rivoltano come niente fosse dovrebbero essere più coerenti e muoversi con maggiore equilibrio nel rispetto, prima di ogni altra cosa, della città e di chi ci vive».
Insomma busvie sì o no? «Per tutti gli anni '80 — ricorda Giani — pensavamo che le busvie fossero propedeutiche alle future tramvie, era la nostra scelta alternativa alla metropolitana. Furono introdotti i cordoli solo perchè i vigili urbani fecero osservare che, in mancanza di riferimenti precisi le sanzioni erano quasi impossibili. Oggi credo che dovremmo uscire da questo errore e pensare seriamente alla possibilità di utilizzare il sottosuolo per la realizzazione della tramvia nel centro storico. In fondo si tratta di meno di due chilometri e mezzo di percorso». Un'idea che Giani accarezza da tempo. «Non è nulla di trascendentale — spiega — per vederla realizzata basta andare a Strasburgo. Tramvia di superficie fino alle porte del centro e poi percorso sotterraneo».