IL
CHIANTI NON SI TOCCA
CONTRO LA CEMENTIFICAZIONE DELLA
CAMPAGNA SENESE
Per bloccare costruzioni e tangenziali a Gaiole in Chianti
LEGAMBIENTE, WWF e la FONDAZIONE PER LA TUTELA DEL CHIANTI
CLASSICO
si schierano in difesa dellambiente,
del paesaggio e delle vocazioni produttive locali
43 aziende agricole bocciano il Regolamento Urbanistico di
Gaiole in Chianti
Un'area industriale, due tangenziali, case, negozi: la campagna
senese rischia di cambiare faccia, grazie al Regolamento Urbanistico deliberato dalla
Giunta del Comune di Gaiole in Chianti.
Tra i più impattanti progetti previsti dal documento vi è la
creazione di una zona artigianale-industriale in una vasta area verde situata ai margini
della frazione di Pianella, la cosiddetta porta meridionale del Chianti. Tale
disegno prevede la cementificazione di 24 ettari di territorio, per un totale di 300 mila
metri cubi di fabbricati.
Il progetto, così come presentato, condanna a morte un paesaggio
caratteristico ed unico come quello senese: boschi, vigne ed uliveti sostituiti da ettari
di cemento, aree fabbricabili, industriali e commerciali. A completamento, sono previste
anche due tangenziali stradali per aggirare gli antichi borghi di Lecchi e di Monti.
Il Regolamento Urbanistico di Gaiole non solo costituisce una
grave minaccia dimpatto ambientale, ma rischia altresì di compromettere, dal punto
di vista turistico, limmagine della Toscana nel mondo.
Coralmente si solo alzate numerose proteste che hanno coinvolto
Comuni, aziende agricole associazioni, esponenti politici, giornalisti e cittadini,
incentivando la costituzione di comitati e la realizzazione di petizioni volte a fermare
la cementificazione del Chianti.
In particolare, ben 43 aziende agricole del distretto rurale
chiantigiano hanno sottoscritto ufficialmente la proposta di una seria revisione del
Regolamento in questione.
Anche il Cda della Fondazione per la Tutela del Chianti Classico
(presidente il barone Giovanni Ricasoli Firidolfi) esaminando il Regolamento Urbanistico
di Gaiole lo ha bollato come non idoneo a garantire al territorio una doverosa
salvaguardia ambientale ed una sostenibile crescita economica.
La Fondazione per la Tutela del Chianti Classico, Legambiente e
WWF hanno stilato 89 osservazioni sul Regolamento Urbanistico, che, insieme allaccordo
raggiunto tra lAmministrazione Provinciale di Siena e i Comuni di Gaiole e
Castellina, hanno prodotto alcuni importanti risultati. Larea edificabile a Pianella
prevederà la costruzione della metà delle fabbriche
previste dal progetto e con esclusivo riferimento allartigianato e ai servizi per la
filiera agroalimentare; inoltre la tangenziale di Monti sarà ridotta ad una modesta
variante di circa 400 metri.
Ma tutto questo non è sufficiente.
La Fondazione per la Tutela del Chianti Classico, Legambiente e
WWF chiedono il totale annullamento del progetto.
Le prime vittorie sono state ottenute, ma esiste ancora il
pericolo che progetti di pianificazione economica e territoriale non incentrati su
politiche di sviluppo sostenibile possano mettere in pericolo il Chianti.
La localizzazione industriale in unarea così peculiare
costituisce un pericolo per lo sviluppo sostenibile della campagna senese, la cui economia
è da sempre trainata dalla viticoltura e da un turismo di qualità, attività che, oltre
ad essere strettamente correlate, fondano la propria forza competitiva sulla qualità
ambientale e paesaggistica del territorio.
Se uno dei più rari fondovalle del Chianti come quello di
Pianella venisse edificato e coperto di cemento anche per solo la metà della sua
estensione, questo provocherebbe, oltre allindiscutibile danno ambientale e
paesaggistico, anche perversi effetti a catena, dichiara Piero Baronti, presidente
di Legambiente Toscana.
Fabbriche, strade, nuove abitazioni produrrebbero, infatti,
laumento dei flussi, umani e non, con conseguente incremento della pressione
demografica nella zona e tragici risvolti in termini dimpatto ambientale, di
qualità dellaria, delle acque, di vivibilità.
Il nostro Chianti verrebbe trasformato comunque, per questo il Regolamento
Urbanistico del sindaco Morini va cambiato, e
non solo con revisioni di facciata, continua Baronti.
Un bene dellumanità che tutto il mondo ci
chiede di salvaguardare, richiede una pianificazione territoriale ed economica che tenga
conto dello sviluppo armonico dellintero territorio provinciale, perseguendo il
giusto equilibrio tra sviluppo e sostenibilità ambientale.
Di questi tempi la tutela dellambiente e di quei beni
considerati beni di tutti, e quindi pubblici, è stata più volte minacciata
da stravaganti, quanto oltraggiose, strategie di svendita del nostro territorio; basti
guardare alla finanziaria del governo Berlusconi per renderci conto dei reali pericoli per
il nostro paese, conclude Baronti.
Ci preme anche
sottolineare, dichiara il WWF Siena, che gran parte degli interventi previsti
dal Regolamento Urbanistico ricadono o farebbero sentire i propri effetti sul territorio
di un Sito di Interesse Comunitario, nonché Sito di Interesse Regionale (pSIC/SIR dei
Monti del Chianti), andando pertanto a rappresentare una seria minaccia per la tutela di
quegli habitat e di quelle specie che lUnione Europea ha in questarea
individuato come elementi da salvaguardare. Sebbene le linee guida per la gestione dei
pSIC della Regione Toscana non siano ancora state emesse, esistono già ad oggi alcuni
strumenti di tutela per queste importanti aree (la stessa Direttiva Habitat emanata dallUnione
Europea e la legge regionale 56/2000), che le nostre amministrazioni comunali non mostrano
di aver ancora recepito.
In un territorio con
simili emergenze ambientali e paesaggistiche come quello in questione, la progettazione
deve essere vista in modo complessivo e integrato, estendendo lanalisi ben oltre i
meri confini amministrativi.
La Fondazione per la Tutela del Chianti Classico, Legambiente e
WWF non vogliono che un altro importante pezzo della nostra identità e del nostro paese
vadano perduti.
I nostri figli dovranno avere la possibilità di vivere il nostro
territorio e noi abbiamo il dovere di preservarlo.
Ufficio stampa 349 2588489