merc 27 nov. O2
ricerca
"Il ministro Moratti è bravissima e puntualissima nelle dichiarazioni d'intenti: già l'anno passato, per rendere meno indigesti i tagli alla ricerca contenuti nella Finaziaria, diceva che il Governo avrebbe potenziato gli investimenti pubblici arrivando all'1% del Pil e azzerando così le distanze che separano l'Italia dal resto dei paesi industrializzati. Ma i fatti ci raccontano una realtà che non potrebbe essere più lontana da queste parole". Replica così Roberto Della Seta, portavoce nazionale di Legambiente, alle affermazioni odierne del Ministro Moratti durante la prima giornata della ricerca organizzata da Confindustria. "Il Ministro se la prende con gli ultimi dieci anni di investimenti in calo. Ma nella Finanziaria dell'anno scorso la ricerca e l'Università venivano nominate solo per togliere fondi". Veniva tagliato di 100 miliardi di lire il fondo della Legge 204/98 che alimenta gli Enti e gli Istituti di ricerca, mentre il finanziamento ordinario delle Università restava pressoché intoccato. Per la ricerca di base il finanziamento veniva ridotto di oltre la metà mentre venivano bloccate tutte le assunzioni per il 2002, perfino quelle per i concorsi già in corso di svolgimento. "Nuovamente quest'anno la Moratti annuncia svolte, ma la musica non cambia". La Finanziaria 2003 infatti riduce, rispetto a quanto previsto da quella del 2002, i finanziamenti al Miur di ben 208mln (- 2,5%). Queste cifre fissano la spesa pubblica per la ricerca ad un misero 0,6% del Pil, contro l'1,2% delle media europea (esattamente il doppio). Ridotto il di 5.823.000 euro Fondo per la ricerca Applicata (e se ne lamenta pure il nucleo Ricerca e innovazione e Net Economy della Confindustria) e continua il blocco delle assunzioni. "Ma la crisi della ricerca nel nostro Paese non si esaurisce in questi dati. E' infatti la stessa indipendenza degli studi scientifici ad essere minacciata, e di questo la responsabilità è tutta del Ministro. Il decreto sul "Riordino della rete di ricerca e del Consiglio nazionale per le ricerche, che porta la firma della Moratti, getta le basi per la lottizzazione politica del Cnr, facendo subentrare ai principi di competenza e merito quelli dell'appartenenza politica". C'è poi lo strapotere assegnato al marketing: è tanto grave quanto indicativo dell'orientamento del Governo la scelta di escludere dall'elaborazione della riforma la comunità scientifica e coinvolgere invece una società privata di consulenza, la Ernst & Young, esperta nella ristrutturazione di aziende in crisi.
"La politica intrapresa da questa maggioranza dunque, nonostante i proclami del Governo, rappresenta una seria ipoteca allo sviluppo. Non a caso ben 400 fra docenti universitari, uomini politici, ricercatori (con la firme illustre di Rita Levi Montalcini) hanno aderito dell'appello di Legambiente e Ambiente e Lavoro per l'autonomia della ricerca scientifica".