LEGAMBIENTE

Firenze, 15 ottobre 2002                                                                        oggetto: comunicato stampa

 

 

L’acqua è un diritto di tutti e come tale va garantito.

Legambiente Toscana, con l’appoggio di alcuni sindaci dell’ATO n°3, propone l’istituzione di un “curriculum etico”che indirizzi la scelta del partner privato nella quota di gestione della risorsa.

Le prerogative devono essere:

·                 competenze settoriali congiunte all’assenza di sfruttamento di risorse nei paesi del Sud del mondo.

·                 Disponibilità ad aiutare la cooperazione internazionale nel settore.

Inoltre, al fine di aumentare il rispetto dei diritti sociali legati alla fruizione dell’acqua, si ritiene necessario potenziare le capacità d’intervento e di monitoraggio gestionale delle pubbliche amministrazioni , attraverso una componente di azionariato diffuso all’interno della S.p.A ( Publiacqua S.p.A, nel caso specifico).

Anche la Regione dovrà istituire altre forme di controllo dal basso, attraverso la creazione di un osservatorio regionale sulla risorsa idrica tra le cui componenti vi siano le associazioni di consumatori, ambientaliste e cittadine.

 

Obiettivi delle proposte :

Vista  l’importanza sociale della risorsa di cui si tratta Legambiente Toscana ritiene che l’intero sistema di gestione debba essere tarato in modo da garantire ai cittadini utenti il rispetto di quei principi generali che hanno ispirato la legge Galli del 1994 :

·                 acqua risorsa pubblica e patrimonio ambientale da conservare per le generazioni future

·                  uso della risorsa secondo criteri solidaristici,( in pratica soddisfare le necessità altrui senza corrispettivi)

·                  risparmio della risorsa idrica.

Proprio per i meccanismi di un ente di diritto privato quale una S.p.A non abbiamo certezze a priori che i principi elencati sopra vengano rispettati nel tempo, anche in una società per azioni a maggioranza pubblica come Publiacque questo pericolo esiste, spece  se il partner privato è al 40% e magari costituito da una grossa multinazionale.

Di qui la necessità di aumentare il peso dell’ente pubblico quale unico garante del diritto umano e sociale che l’acqua costituisce.

Comitato Regionale Toscano

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