cigno_giallo.gif (3234 byte)                                                                                                                      

COMITATO REGIONALE                                                                                                                                                         Autorità di Bacino

               TOSCANO                                                                                                                                                               del  Fiume Arno

PROGETTO ARNO

                                                                    ________________________________________________________

 

VALORIZZAZIONE  TERRITORIALE  E

COMUNICAZIONE  DEL  RISCHIO  IDRAULICO

Introduzione

 

 

Il fiume è stato il grande protagonista di tutte le fasi della civilizzazione umana: fonte di irrigazione, via di comunicazione, fonte di energia, luogo di lavoro e di incontro. Ma nella società contemporanea ha perso gran parte di questi ruoli. Il fiume è scomparso dalla vita dei cittadini. Questo è avvenuto ovunque, in  particolare nelle grandi città; non si va più al fiume per giocare, per passatempo, per pescare. I fiumi non si vedono, nascosti da muraglioni di cemento, scorrono per conto loro, come se non avessero nulla a che spartire con il territorio; sono scomparsi dall’immaginario collettivo, salvo irrompere prepotentemente quando le inondazioni creano vittime e danni.

All’interno di questo contesto, si cercherà di affrontare il problema, rapportandosi con tutte le dimensioni coinvolte: informazione, immaginario, consapevolezza, cultura,  relazione tra fiume territorio e popolazione, in vista di una auspicabile concezione della tutela ‘delle’ acque e non più ‘dalle’ acque.

 

 

Il progetto

 

Per costruire conoscenze occorre che il soggetto che apprende ricostruisca per sé quanto ha ascoltato, visto, appreso, in modo da rimettere in discussione precedenti acquisizioni che vanno ristrutturate alla luce delle nuove.

Questo percorso è tanto più profondo e radicale quanto più si lega ad esperienze dirette e personali, che lascino segni significativi.

Questo progetto si propone di costruire una esperienza nuova per i cittadini unendo le conoscenze soggettive ad una corretta informazione scientifica e stimolando, attraverso il contatto con situazioni concrete e problematiche, atteggiamenti e comportamenti sia individuali che collettivi così da:

Ø      modificare l’immagine che si ha del fiume;

Ø      far acquisire consapevolezza sul concetto di bacino;

Ø      capire le relazioni tra fiume, territorio e  vita quotidiana delle popolazioni;

Ø      costruire occasioni di incontro culturale ed affettivo con il fiume.

 

Per muoversi all’interno delle finalità e per raggiungere l’obiettivo, il progetto ha bisogno di attivare due processi distinti, anche se, ovviamente, connessi.

·         Il primo processo riguarda l’ambito cognitivo. Occorre capire il bacino idrografico, come organizzazione geografica, territoriale e sociale con le sue vulnerabilità e le sue valenze positive. Inoltre, occorre capire, i criteri scientifici da seguire per la salvaguardia del bacino, per il suo risanamento, per la soluzione delle principali emergenze che sconsiderati usi del territorio hanno oggi creato, oltre che conoscere le regole sociali, quelle formali e quelle implicite, che nel passato hanno consentito di tramandare una sana cultura del territorio e della sua risorsa idrica.

 

 

I due processi si intrecciano e convergono nell’organizzazione e realizzazione di percorsi   che avranno le seguenti fasi:

 

-          presentazione  alle Amministrazioni Comunali del progetto;

 

-          realizzazione una serie di incontri informativi con i cittadini sul tema della tutela del bacino dell’Arno;

 

-          realizzazione di seminari di formazione  per i docenti dell’area geografica interessata;

 

-          distribuzione alle scuole di due volumi, uno dedicato all’acqua come risorsa e l’altro al dissesto idrogeologico;

 

-          distribuzione alle scuole di una dispensa con l’illustrazione di percorsi didattici.          

 

Le suddette fasi, che nel loro insieme costituiscono il progetto, andranno ad integrare il lavoro di comunicazione e concertazione che l’Autorità di bacino del fiume Arno sta svolgendo sul territorio e saranno utili per creare consapevolezza, capacità di analisi, sensibilizzazione al fine di facilitare la comprensione dei Piani di intervento.

 

L’Autorità di Bacino e il Piano

 

L’Istituzione delle Autorità di Bacino è uno degli atti più incisivi della L.183/1989. Organo misto Stato-Regioni è l’Ente cui è affidata l’attività di pianificazione e programmazione in tema di difesa del suolo alla scala del bacino idrografico. Per quanto attiene l’Autorità di Bacino dell’Arno (di livello nazionale), il lavoro di pianificazione si è esplicato in una serie di stralci funzionali:

 

Ø      Riduzione del “Rischio Idraulico”, approvato dal consiglio dei Ministri nella seduta del 5 novembre 1999;

Ø      “Qualità delle Acque”, approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 marzo 1999;

Ø      Compatibilità delle “Attività estrattive” approvato dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 31 marzo 1999;

Ø      Piano straordinario per il rischio idrogeologico (legge 267/1998 e 225/1999) e le relative misure di salvaguardia, con la perimetrazione delle aree a rischio elevato e molto elevato interessate da movimenti franosi e soggette ad inondazioni.

 

Inoltre è in fase di approvazione da parte del Comitato tecnico il Piano stralcio per l’assetto Idrogeologico (ex lege 267/1998, 225/1999, 365/00), e in fase di elaborazione il piano stralcio per l’assetto del litorale.  

L’Arno, 8228 kmq di bacino imbrifero, è un fiume con regime torrentizio caratterizzato da portate che, nella sezione di Firenze, possono variare da valori minimi di 3-4 mc/sec nel periodo luglio – settembre (valori quindi inferiori al minimo deflusso vitale valutato in 8 mc/sec), a valori massimi quantificabili in 2500 mc/sec, per superare, in occasione di piene disastrose come quelle del 1966, i 4000 mc/sec. Per far fronte a questa situazione il Piano di bacino si articola in interventi strutturali e non strutturali.

 

Ø      I primi sono orientati a contenere l’eccesso di pioggia che il reticolo non è in grado di smaltire, in apposite aree destinate (occasionalmente) alla laminazione delle piene. Si tratta di porzioni di territorio già soggette  ad inondazioni storiche, nelle quali la vita è compatibile con la temporanea e sporadica occupazione da parte delle acque di piena. Attraverso l’ottimizzazione dell’allagamento di queste aree è possibile tutelare le altre, nelle quali l’alluvione determinerebbe certamente la perdita di vite umane, di case, della struttura produttiva, di infrastrutture .

 

Ø      I secondi sono orientati all’abbattimento della vulnerabilità del territorio diminuendone l’esposizione al rischio. Sono tra questi i sistemi di monitoraggio, preannuncio ed allarme, le procedure di protezione civile, la sensibilizzazione della popolazione alla partecipazione del rischio e ad un rapporto con il territorio adeguato ai fini della sicurezza idrogeologica.  I sistemi di preannuncio di piena, assieme alle procedure di protezione civile, costituiscono un tassello essenziale nella politica di mitigazione del rischio idraulico sul territorio. L’adozione, in via sperimentale, di un modello unico, da svilupparsi alla scala dell’intero bacino idrografico, è indicata dal Piano di Bacino come uno dei compiti prioritari per l’Autorità. La sperimentazione è iniziata ufficialmente il 22 dicembre 2000 e terminerà con la trasmissione del modello agli Enti competenti.

 

Esiste un forte problema di sostenibilità legato alla rilevanza dell’opera pubblica da attuare, unica nella finalità ma oggettivamente parcellizzata in una serie di opere sull’intero territorio del bacino. L’autorità ha individuato cinque punti di attenzione che devono informare la progettazione e che si traducono nella compatibilità idraulica con il Piano, con la tutela dell’ambiente, del paesaggio, della struttura  economica e sociale del territorio.

L’insieme delle opere previste costituisce un’immensa opera pubblica che impegnerà oltre 200 kmq del territorio di Toscana e Umbria, e che si articolerà su decine di siti, ognuno con una sua storia, una sua vocazione, una struttura paesaggistica, ambientale, economica e sociale che fa caso a sé. L’Autorità di Bacino si è impegnata mettendo  a punto le Linee guida per la progettazione, presentate il 22 dicembre 2000. Il volume rappresenta una prima ricognizione complessiva sulle tecnologie e sulle procedure ad oggi reperibili in letteratura e vuole essere un contributo essenziale al lavoro dei progettisti.

 

Con il DL 180/98 si è chiesto alle Autorità di Bacino di operare, attraverso la loro perimetrazione, una grande operazione di presa di coscienza collettiva sull’assetto idrogeologico del Paese. Ne è nata la produzione dei piani straordinari. Questi devono adesso essere sviluppati e perfezionati e, a tutti gli effetti, recepiti nella Pianificazione ordinaria di Bacino. Si tratta di una vasta operazione culturale, tecnica e scientifica che vedrà l’intero territorio del Bacino ripartito in aree omogenee rispetto alle pericolosità e al rischio, secondo una progressiva graduazione in termini di gravità. Tale perimetrazione è strettamente correlata all’apposizione di direttive, norme e misure di salvaguardia atte a tutelare l’incolumità di persone e cose. La problematica in esame è assai articolata e comporta importanti riflessi sul territorio. Il contributo dell’Autorità di Bacino, in questo contesto è soprattutto di indirizzo metodologico, oltre che operativo. E’ fondamentale il fatto che le procedure adottate per la individuazione e la perimetrazione risultino chiare, affidabili e riproducibili affinché gli Enti interessati possano valutare essi stessi, sulla traccia indicata nel Piano, l’efficacia di eventuali interventi tesi alla riduzione del rischio.

 

 

Legambiente

 

Oltre vent’anni di attività, 120.000 Sostenitori, 1.500 Gruppi locali, 3.000 Bande del Cigno: Legambiente è oggi la principale associazione ambientalista italiana, impegnata su tutti i fronti tradizionali della battaglia contro l’inquinamento, in difesa dell’ambiente e protagonista di azioni originali ed innovative come le campagne di educazione ambientale o la lotta all’ecomafia e all’abusivismo edilizio. Con Goletta Verde, Treno Verde, Fiumi Informa abbiamo raccolto migliaia di dati sull’inquinamento del mare, delle città e delle acque. Con Puliamo il Mondo, Spiagge Pulite, Lavori in Corso, Mal’Aria abbiamo aperto la strada a un forte e combattivo volontariato ambientale.

Con 100 Strade per Giocare e la Caccia ai Tesori d’Italia, abbiamo posto all’attenzione generale l’esigenza di restituire qualità e vivibilità alle nostre città. Con Salvalarte ci impegniamo per la tutela e il recupero del patrimonio culturale. Con Progetto Cernobyl promuoviamo la solidarietà (ospitando in Italia migliaia di bambini bielorussi) e la cooperazione allo sviluppo raccogliendo fondi e medicinali da inviare nelle zone colpite dall’incidente. Inoltre siamo presenti in molti Paesi, dall’Albania al Brasile sino a Cuba, con progetti di tutela ambientale e cooperazione decentrata. Con la Nuova Ecologia, Legambiente Notizie, La Nuova Ecologia Junior, Rifiuti Oggi, Formazione Ambiente, svolgiamo un’opera quotidiana di informazione e sensibilizzazione sui temi grandi e piccoli della qualità ambientale. Inoltre, ci battiamo con proposte e sperimentazioni concrete per promuovere la riconversione ecologica dell’economia, la valorizzazione del ruolo anche economico delle aree protette per uno sviluppo dell’Italia e in particolare del Mezzogiorno che metta a frutto lo straordinario valore aggiunto rappresentato dai tesori di natura e cultura che custodiamo.

 

Ai temi della difesa del suolo e della tutela della risorsa idrica, Legambiente Toscana ha posto sempre particolare attenzione, con approfondimenti riguardo alle problematiche del bacino dell’Arno.

Nello specifico sono da ricordare le iniziative del 1996 svolte per il trentennale dell’alluvione dell’Arno, le campagne di monitoraggio effettuate in collaborazione con ARPAT nel 1996 e 1997, nelle quali sono state messe in evidenza le cause del peggioramento della  qualità delle acque del fiume in relazione alla situazione di scarichi e depuratori. I dati sono stati presentati durante il Convegno “Il Risanamento dell’Arno nell’Ambito del Piano di Risanamento delle Acque” con la partecipazione di Ian Adams (Regional Water Quality Manager Enviroment Agency - Londra)   che ha illustrato le strategie seguite per il risanamento del Tamigi.

Parte dei risultati delle due campagne sono stati pubblicati da “Ambiente Italia” nel 1998.

Recentemente (2001), Legambiente  Toscana si è posta come capofila nell’ideazione e nella promozione della petizione nazionale “Acqua Pulita” presentata insieme all’Editoriale Olimpia, con le sue riviste Pescare, Pescare Mare, Mondo Sommerso e Il Pescatore. All’iniziativa rivolta alla Regione Toscana e a tutte le altre regioni, alle Autorità di Bacino, alle Province, ai Comuni, hanno aderito le associazioni dei pescatori e stanno mostrando attenzione, attraverso le loro firme, migliaia di cittadini.

La campagna Fiumi Informa 2002, per la Toscana, ha visto Legambiente Toscana collaborare con ARPAT e con “ambiente” scrl per il monitoraggio di alcuni affluenti dell’Arno (Archiano, Ciuffenna, Mugnone, Pesa, Egola, Chiecina) e di altri importanti corsi d’acqua della nostra Regione come Cecina, Merse e Lima. I dati della campagna saranno presentati pubblicamente durante un convegno il prossimo ottobre.

Infine, su questi temi è stata particolarmente importante ed incisiva l’azione sul fronte della formazione e dell’educazione ambientale. Negli anni scolastici 1999/2000 e 2000/01, ancora in collaborazione con l’ARPAT, abbiamo realizzato un progetto educativo dal titolo Amico Fiume, nel quale si proponeva una lettura della complessità ecosistemica del territorio attraverso il fiume, il suo bacino idrografico e lo studio della ‘risorsa acqua’.

La metodologia utilizzata in questo percorso formativo ha affrontato i problemi in una dimensione di ricerca aperta, lungo percorsi trasversali che richiedevano spirito esplorativo e una certa qual modifica dei ruoli tradizionali di insegnamento/apprendimento. Questa metodologia era tesa alla costruzione di Agende 21 in ambito scolastico, nelle quali far convogliare il lavoro svolto dai ragazzi.

 

 

 

Segreteria organizzativa a cura di:

 

LEGAMBIENTE TOSCANA

o.n.l.u.s.

Via G. Orsini, 44 – 50126  Firenze

Tel. 055 6810330 – Fax 055 6811620

Sito web: www.legambientetoscana.it

E-mail: cignotoscano@tin.it