
LEGAMBIENTE
OGNI
20 MINUTI UNA PERSONA DENUNCIATA PER REATI AMBIENTALI,
14.255
MILIONI DI EURO IL POTENZIALE BUSINESS DELLE ECOMAFIE
I CONDONI
MASCHERATI DANNO NUOVA LINFA AL CEMENTO FUORILEGGE
PRESENTATO
A ROMA IL RAPPORTO ECOMAFIA 2002 DI LEGAMBIENTE
SU
CRIMINALITA ORGANIZZATA E ILLEGALITA AMBIENTALE
Cè un dato numerico: nel 2001 gli illeciti ambientali sono stati 31.201, esattamente 600 a settimana, nei settori più diversi: traffico illegale di rifiuti, commercio clandestino di opere darte e di animali, gestione delle discariche abusive, mattone fuorilegge.
Cè
un dato economico: nello stesso periodo il giro daffari potenziale delle ecomafie è
pari a 14.255 milioni di euro.
Cè
un dato di tendenza: le vittorie di
Legambiente nella battaglia contro gli ecomostri dalla demolizione del Fuenti in
poi avevano per la prima volta determinato una brusca frenata del mattone fuorilegge (nel 2000
cera stato un calo del 13,8% rispetto allanno precedente); oggi, prima le
notizie sulla sanatoria siciliana poi lo sciagurato balletto dellarticolo 71 o
ancora ipotesi condonatorie più o meno mascherate, interrompono questo ciclo virtuoso e
le case abusive toccano in un anno quota 28.276.
Cè
un dato globale: con le archeomafie
soprattutto, ma anche con il traffico della fauna protetta e con quello di rifiuti lecomafia conquista la scena internazionale.
Cè un dato politico. Lazione di contrasto delle forze di polizia è notevolmente cresciuta (anche a questo è addebitabile laumento del numero di persone denunciate, 25.980 rispetto alle 21.506 del 2000, e dei sequestri effettuati: 8.273 nel 2001, 7.201 nel 2000) ma il Governo con la deregulation insita nella Legge Obiettivo o con il condono dei reati ambientali inserito di fatto nella legge sullemersione del lavoro nero, riapre con forza la strada ad appaltopoli e concede troppe scappatoie allillegalità.
Per quanto sia difficile sintetizzare le migliaia di numeri, fatti, statistiche che compongono il libro bianco sulle ecomafie realizzato da Legambiente queste sono le principali chiavi di lettura proposte dal dettagliato lavoro di ricerca e analisi dellassociazione.
Ecomafia
2002 di Legambiente
- settimo Rapporto sulla criminalità organizzata e lillegalità ambientale - è
stato presentato oggi a Roma in un incontro che ha visto la partecipazione di Ermete Realacci (presidente nazionale
Legambiente), Altero Matteoli (ministro
dellAmbiente), Alfredo Mantovano
(sottosegretario agli Interni), Roberto Centaro
(presidente Commissione antimafia), Paolo Russo
(presidente Commissione parlamentare dinchiesta sui rifiuti), Piero Luigi Vigna (procuratore nazionale
antimafia), Enzo Bianco (presidente comitato
parlamentare di controllo sui servizi di sicurezza), Enrico Fontana, Nunzio Cirino Groccia e Stefano Ciafani (settore ambiente e legalità di
Legambiente) e numerosi rappresentanti delle forze dellordine.
Ecomafia 2002 di Legambiente traccia un bilancio dei forti interessi criminali che minano il territorio, mettono a rischio la salute dei cittadini, sottraggono risorse a una imprenditoria sana e pulita. Ecco le cifre del fenomeno. Nel 2001 gli illeciti ambientali accertati dalle forze dellordine sono stati 31.201; le persone denunciate sono 25.980 e i sequestri effettuati 8.273. Il 50,3% di questi illeciti si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia).
La regione in cui si registra il maggior numero di infrazioni accertate è, ancora una volta, la Campania, con 4.878 illeciti, seguita, questanno, dalla Sicilia e dalla Calabria; la Campania è di nuovo la prima regione per quanto riguarda le infrazioni relative al ciclo del cemento, mentre la Sicilia occupa il primo posto per quanto riguarda gli illeciti riscontrati nel ciclo dei rifiuti. Nel 2001, secondo i dati forniti dal Comando tutela patrimonio culturale dellArma dei carabinieri, sono stati 1.829 i furti di opere darte e reperti archeologici denunciati in Italia; 21.738 gli oggetti trafugati, 1.135 le persone indagate e 147 quelle arrestate (il numero complessivo delle persone indagate o arrestate sale a 1.552 se si tiene conto delle attività svolte in questo settore dalle altre forze dellordine, in particolare dalla Guardia di finanza). Le case abusive realizzate nel corso del 2001 sono state 28.276, per una superficie complessiva di oltre 3,8 milioni di metri quadrati e un valore immobiliare stimabile in 1.785 milioni di euro. Il 53,6% delle nuove abitazioni illegali si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa; la Campania, con 4.985 case abusive, conferma, purtroppo, il suo poco invidiabile primato anche in questo settore. Il business potenziale dellecomafia stimato da Legambiente per lanno 2001 è di 14.255 milioni di euro, pari a 27.601 miliardi di lire.
Il
confronto con i dati relativi allanno 2000 offre diversi spunti di riflessione. Cresce in maniera davvero significativa il numero
delle persone denunciate (sono 4.474 in più, il 20,8% in più rispetto al 2000) e
quello dei sequestri effettuati (che aumentano di oltre il 21% tra il 2000 e il 2001 e
quasi raddoppiano rispetto al 1999); resta sostanzialmente stabile, invece, il numero di
infrazioni accertate (con una flessione di appena l1,5% rispetto al 2000); è la
conferma di una tendenza già segnalata nei precedenti Rapporti: lattività delle
forze dellordine è sempre più orientata verso il controllo e la repressione di
attività illecite con un maggiore impatto ambientale (dalla lavanderia e dalla piccola
officina si è passati alla cava e alla discarica abusiva, solo per fare un esempio), che
vedono coinvolte, in genere, più persone e comportano atti giudiziari di particolare
rilievo, come i sequestri. Crescono ancora sia il business
potenziale dellecomafia (con un incremento del 4,5% rispetto al 2000), sia il numero
di clan, che passano da 143 a 151: è la conferma dellinteresse delle
organizzazioni criminali verso i settori tradizionali dellecomafia (cemento,
rifiuti, racket degli animali) e della loro capacità di sfruttare nuove opportunità,
dallarcheomafia al caviale clandestino. Più che tradizionale è invece linquinamento degli appalti da parte della
mafia: secondo Angelo Siino, lex ministro dei lavori pubblici di Totò Riina, cosa nostra
continua a controllare gli appalti.
Nel
bilancio tracciato da Ecomafia 2002 di Legambiente ha spiegato Ermete Realacci - si alternano legittimi motivi di
soddisfazione e preoccupazioni fortissime: la consapevolezza di aver fornito, nei nostri
limiti, un contributo di conoscenza dei fenomeni di criminalità ambientale e di avere sul
campo operato per contrastare queste azioni di ecoillegalità unita alla forte delusione
che siano scomparse dallagenda del Governo e del Parlamento sia lintroduzione
dei delitti contro lambiente nel Codice penale sia nuovi e più efficaci strumenti
di lotta contro labusivismo edilizio di cui il nostro Paese ha urgente bisogno. In
questi anni è sicuramente cresciuto limpegno delle forze dellordine. E
cambiata anche la percezione della gravità di questi fenomeni da parte dellopinione
pubblica, come dimostra il vero e proprio tracollo di consensi intorno alle ipotesi
condonatorie. Alcune vertenze della nostra associazione si sono concluse con la vittoria
della legalità: labbattimento del Villaggio Sindona sullisola di Lampedusa,
ad esempio, o degli scheletri di Montecorice nel Parco del Cilento. Ma in Sicilia si
continua a parlare di sanatoria ed ecco allora che labusivismo si rifà sotto. Più
in generale poi, sul fronte delle grandi opere pubbliche, non si può non evidenziare
linganno della Lunardi, che non realizza opere utili ma apre tante strade ad
appaltopoli. Diventano meno vincolanti e trasparenti le procedure che portano alla
realizzazione di un progetto, è fissata ampia libertà nellaffidamento dei lavori,
senza limiti ai subappalti, alle varianti e agli aumenti di prezzo in corso dopera,
senza obblighi di gara per le autostrade. Ora, è bene ribadirlo, è dovere delle
istituzioni arginare lillegalità a opera di una criminalità sempre più insidiosa
attraverso una efficace politica di prevenzione e una corretta gestione del territorio con
strumenti normativi efficaci. In una frase: non
dobbiamo convivere con la mafia.
Il
lavoro di ricerca di Legambiente questanno analizza a fondo i nuovi scenari
ecomafiosi: il racket degli animali e la cosiddetta
archeomafia. Per quanto riguarda il patrimonio archeologico e
storico-culturale si può citare, a mo di esempio, la cosiddetta Operazione
Pandora condotta dal Comando tutela patrimonio artistico dei carabinieri (37 persone
arrestate e beni sequestrati per 35 milioni di euro) che conferma lesistenza di
organizzazioni criminali specializzate in traffici internazionali di reperti archeologici
che, trafugati in Italia, raggiungono attraverso la Svizzera Inghilterra, Giappone e Usa.
Ma anche i business storici dellecomafia sono imponenti: nel nostro Paese spariscono ogni anno almeno 11,6
milioni di tonnellate di rifiuti speciali, dagli inerti a quelli pericolosi. Una montagna di monnezza, con una base
di 30.000 metri quadrati (più o meno tre campi di calcio uno accanto allaltro),
alta ben 1.150 metri.
Se
in Italia la situazione è questa, conforta fortunatamente lorientamento assunto in
Europa ha sottolineato Enrico Fontana,
responsabile settore ambiente e legalità di Legambiente il prossimo mese il
Parlamento europeo comincerà lesame della proposta di Decisione quadro del
Consiglio e della proposta di direttiva della Commissione, che prevedono entrambe
lintroduzione dei delitti contro lambiente nel sistema penale dellUnione
(crimini peraltro già inseriti nel cosiddetto mandato di cattura europeo).
Lauspicio è che questo orizzonte comunitario induca le forze politiche italiane, a
cominciare da quelle dellattuale maggioranza, ad approvare in tempi rapidi quella
riforma che è stata, purtroppo, affossata nella scorsa legislatura: una riforma grazie
alla quale lItalia avrebbe potuto già oggi sanzionare, come meritano, i delitti
contro lambiente.
LILLEGALITA
AMBIENTALE IN ITALIA NEL 2001 TOTALE NAZIONALE
|
Cta-Cc |
GdF |
C. di P. |
CFS |
CFR |
PS |
TOTALE |
Infrazioni accertate |
5.876 |
1.547 |
7.369 |
12.732 |
3.646 |
31 |
31.201 |
Persone denunciate o arrestate |
7.819 |
2.783 |
7.369 |
6.826 |
1.143 |
40 |
25.980 |
Sequestri effettuati |
1.532 |
1.547 |
2.919 |
2.113 |
591 |
21 |
8.723 |
Fonte: Ecomafia 2002 di Legambiente, elaborazione su dati delle forze dellordine
LA CLASSIFICA DELLILLEGALITÀ
AMBIENTALE IN ITALIA NEL 2001
Fonte:
Ecomafia 2002 di Legambiente, elaborazione su dati delle forze dellordine
?
in diminuzione rispetto al 2000
?
stabili rispetto al 2000
? in aumento rispetto al 2000