NASCONO O NON NASCERANNO MAI A FIRENZE I FONTANELLI AD ALTA QUALITA’?

 

Per sollecitazione di Legambiente La Provincia di Firenze, rende concreta  una proposta sulla riduzione degli imballaggi finanziando sei fontanelli “di acqua ad alta qualità “ da attivare in città e in due comuni della Provincia.

La storia inizia nel 1977 dall’idea del responsabile rifiuti di Legambiente che suggerisce al Sindaco  ed al direttore dell’Acquedotto Comunale di collocare alcuni fontanelli  di acqua di buona qualità all’esterno dell’acquedotto. Questo perchè  per una riflessione sui consumi di acqua minerale a Firenze, vengono vendute in un anno circa 15 milioni di bottiglie di acqua minerale e  la Toscana risulta una delle Regioni con il maggior consumo di acqua minerale (67,6%), evidentemente per il mancato gradimento, da parte degli utenti del sapore dell’acqua potabile proveniente dall’acquedotto. L’iniziativa viene recepita dagli amministratori ed attraverso numerosi incontri fra i responsabili di Legambiente  del Comune e dell’ Acquedotto si arriva a conferire un incarico per realizzare un fontanello ad alta qualità. Dopo molte sollecitazione ed incontri per stabilire la tecnologia più opportuna finalmente il 13 Marzo 1999 viene inaugurato in un giardino pubblico vicino alla Direzione dell’Acquedotto Comunale dell’Anconella il primo “fontanello ad alta qualità “.L’impianto completo rientra nel volume di un container, si alimenta con acqua potabile addizionata con il cloro e fornisce acqua ad “alta qualità “.Come avviene questo processo? Non si aggiunge niente all’acqua ma si opera un intervento “sottrattivo” cioè di filtrazione: con il carbone attivo granulare vengono sottratti il cloro ,gli odori, i sapori e buona parte della sostanza organica residua. Perciò  l’acqua mantiene il suo patrimonio salino. L’acqua diventata gradevole di sapore ,deve diventare sicura per  poterla conservare in bottiglia e per far questo è necessario eseguire  una sterilizzazione senza mutare il patrimonio salino e operare a bassi costi energetici. L’acqua in uscita dal carbone attivo, quindi viene fatta passare attraverso una membrana dove si opera una “ microfiltrazione ” cioè tutta la materia che ha dimensioni maggiori o uguali a 0,05 micron viene trattenuta : batteri ,virus ed altri microrganismi vengono bloccati  mentre si lascia passare i sali. Il terzo passaggio è l’erogazione del “ fontanello” il quale al suo interno è dotato di un” microfiltro “ assoluto sterilizzante. Questo microfiltro, installato a pochi centimetri a monte dei rubinetti, garantisce il mantenimento delle condizioni di sterilità che potrebbero essere mutate nel percorso che la tubazione compie dall’impianto di microfiltrazione al punto di erogazione. Le dimensioni dei pori di questa membrana sono questa volta di 0,02 micron tali da assicurare il trattenimento del più piccolo microrganismo conosciuto. In questo modo l’acqua è idonea ad essere conservata in appositi contenitori adibiti allo scopo.

Lo studio e la realizzazione di tutto l’impianto hanno avuto un costo di circa 130 milioni e può servire due utenze utilizzando quattro cannelle . La produzione di acqua ad alta qualità è di 3000 litri/ora ed il costo supplettivo è di una lira il litro. Giova ricordare che questa tecnologia risulta conveniente anche per condomini di almeno venti famiglie. Grande è stata la soddisfazione della popolazione il giorno dell’inaugurazione anche se lo scopo principale della proposta di Legambiente è la collocazione di questi fontanelli nelle principali piazze di Firenze e poi nei comuni limitrofi . Se il progetto venisse realizzato completamente avremmo i seguenti vantaggi :

1)      riduzione degli imballaggi di plastica ( una riduzione di appena il 10% significherebbe 1,5 milioni  in meno di bottiglie );

2)      riduzione dei camion che percorrono l’autostrada ( buona parte dell’acqua bevuta a Firenze proviene da fuori regione );

3)      distribuzione gratuita  ai cittadini di acqua potabile ad alta qualità ( migliore dell’acqua minerale ).

L’iniziale entusiasmo degli amministratori, pur notando l’apprezzamento dei cittadini e l’utilizzo sempre più crescente del fontanello, si è smorzato facendo notare poca voglia di estendere l’esperienza e di rendere operativo tutto il progetto di Legambiente. Va ricordata comunque l’azione incisiva di sostegno all’iniziativa di un consigliere comunale che nel novembre 1999 e dicembre 2000 ha presentato due interrogazioni al Sindaco di Firenze facendo da portavoce alle richieste di Legambiente. Alla seconda interrogazione l’assessore competente ( Goggiola )  ha dovuto ammettere che la fase sperimentale del fontanello era conclusa e che la realizzazione di moduli funzionali ( fontanelli ) per singole zone era possibile. Mancava solo un dettaglio: trovare i finanziamenti .In questo periodo la Provincia di Firenze ha approvato il Piano Provinciale Gestione Rifiuti .

Legambiente già nelle osservazioni presentate al Piano Provinciale aveva sottolineato  la priorità della riduzione dei rifiuti ed in particolare degli imballaggi e grazie ad una serie di incontri con i responsabili tecnici della Provincia ( a cui ha fornito tutto il materiale relativo al fontanello già realizzato corredato dalle due interrogazioni comunali ) , La Provincia ha stanziato, per il capitolo riduzione, 600 milioni da destinare in parte al finanziamento della realizzazione di fontanelli ad alta qualità. Con il primo bando il finanziamento ha riguardato sei impianti, quattro ubicati nei quartieri di Firenze, uno nel comune di Pontassieve e l’altro nel comune di Figline. Adesso tocca a Publiacqua che, dietro sollecitazione di Legambiente, ha richiesto il finanziamento alla Provincia di Firenze per realizzare i fontanelli  passare dalle parole ai fatti. Infatti sono passati alcuni mesi dalla data di assegnazione a Pubbliacqua dei contributi ma da contatti che abbiamo avuto con i quartieri a tutt’oggi nessun segnale concreto è arrivato.

Domandiamo quindi al presidente di Publiacqua le ragioni di questo ritardo e se anche questa volta i cittadini e Legambiente rimarranno delusi dall’incapacità di un ente a concretizzare dei progetti che sono rivolti a migliorare la qualità della vita di tutti noi.

Per una Firenze che pensa al futuro, queste sono realizzazioni da completare rapidamente.

 

 

 Firenze lì 27 giugno2002                                                          Paolo MASSERELLI

                                                                                 ( Responsabile settore rifiuti Legambiente Firenze )

 

 

Articolo uscito sul “Corriere di Firenze” il 28 giugno 2002.