Niente palle rosse. Almeno per ora.
Niente palle rosse. Almeno per ora. Il sindaco ci ha ripensato. Ha deciso che era arrivato il momento di rivedere il sistema di pagamento della «sosta veloce» che, fra tariffe e multe salatissime ha iniettato di rosso sangue gli occhi di molti dei suoi concittadini. Detto e fatto. Il provvedimento è stato sospeso. Fino a quando la giunta non riuscirà a comporre la vertenza e a trovare nuove regole per la sosta. Intanto almeno fino a martedì, giorno della prossima riunione della giunta, i parchimetri saranno staccati, e i blocchetti delle multe resteranno chiusi. Sia quelli dei vigili urbani che quelli degli ausiliari del traffico di Firenze parcheggi. Non solo chi ha pagato il parcheggio «rosso» nella giornata di oggi conservi il suo tagliandino perchè sarà rimborsato e chi invece ha trovato l'odiata multa sul parabrezza stia tranquillo. La sanzione sarà annullata. Attenzione però: rimborsi e annulli riguarderanno solo i parcheggi contrassegnati con le palle rosse. Per chi ha parcheggiato nei regolari spazi a pagamento contrassegnati solo con le strisce blu non ci sono novità. Nè per la giornata di oggi, nè per i prossimi giorni. Così come restano rigorosamente riservati ai residenti gli spazi contrassegnati di bianco. La temporanea 'zona franca' insomma riguarda solo le palle rosse. Temporanea perchè entro pochi giorni il Palazzo emanerà le nuove regole e potrebbero capitare diverse cose. Dall'eliminazione definitiva delle palle rosse, alla loro riduzione numerica, o limitazione a certe zone. Oppure ancora alla differenziazione dei prezzi in base ai quartieri. Più care le più vicine al centro, più rispettose delle finanze dei cittadini nelle zone periferiche. Qualunque decisione, però, sarà «adeguata agli obiettivi generali di regolamentazione della sosta: tutela dei residenti, favorire la rotazione, difendere la ztl, evitare la sosta selvaggia». Insomma un dietrofront in piena regola, molto imbarazzante per l'assessore alla mobilità Vincenzo Bugliani avrebbe certo preferito avere qualche giorno in più a disposizione per una decisione così importante. Alla giunta di martedì e ai tecnici del traffico ora il compito di districare la sempre più intricata matassa. Ai fiorentini un'ultima indicazione: non leggere la news letters appena ricevuta per posta «per fare chiarezza» sul sistema parcheggi. Meglio cestinare.

di Paola Fichera

la Nazione 11-10-03

La rivolta di Ponte di Mezzo
batte i generali Cioni e Bugliani

Fino a quando le famigerate palle rosse sono state distribuite sui viali di circonvallazione o nei quartieri più vicini al centro, malumori, polemiche e proteste sono state contenibili. Quando il pianeta sosta salata è stato calato dall'alto in un quartiere ad alta densità popolare come quello del Ponte di Mezzo, la musica è decisamente cambiata. Se ne sono accorti giovedì sera l'assessore alla mobilità, il verde Vincenzo Bugliani, il suo collega di giunta nonchè titolare della delega sulla polizia municipale, Graziano Cioni e l'amministratore delegato di Firenze Parcheggi, Luigi Di Renzo. Tutti e tre seduti all'improvvisato tavolo degli 'imputati' della Casa della Cultura di via Forlanini. Per l'occasione affollatissima e ricca di toni vivaci e concitati.
Neppure Cioni, più che vaccinato contro le insurrezioni di popolo, ce l'ha fatta. Ha dovuto giocare il tutto per tutto. «Avete ragione, non vi abbiamo consultato prima, avremmo dovuto... però sospenderemo il provvedimentto, faremo delle modifiche e a gennaio ci sarà una nuova assemblea per verificare la situazione. Del resto sono arrivate proteste anche da altre parti della città». Bugliani in evidente imbarazzo ha tentato di correggere il tiro: «Non è detto che saranno tolte le palle rosse». L'insurrezione della sala lo ha convinto al silenzio: «Ma lo ha appena detto Cioni!!!». Bugliani ha preferito non replicare. Il giovane amministratore delegato di Firenze parcheggi, anche. Situazione incandescente e poco difendibile visto che l'Università non ha ancora attivato i suoi servizi e il quartiere e le zone limitrofe non hanno alcuna intenzione di pagare in anticipo un prezzo non dovuto.