Roma, 20 novembre 2002Comunicato stampa
PETROLIERA PRESTIGE
REALACCI ALLA CAMERA:
"CHE FINE HA FATTO L'ACCORDO
VOLONTARIO
CONTRO IL RISCHIO PETROLIERE?"
ANTICIPAVA L'ELIMINAZIONE DELLE CISTERNE
SENZA DOPPIO SCAFO
ERA UN ESEMPIO DA ESPORTARE MA E' RIMASTO
NEL CASSETTO
"Che cosa intende fare il nostro governo per evitare che si verifichino nei
nostri mari incidenti simili a quello della petroliera Prestige?". Lo chiede oggi
alla Camera, prima dell'apertura dei lavori, il presidente di Legambiente Ermete Realacci.
"E soprattutto, che fine ha fatto l'accordo siglato a giugno 2001 tra i
ministeri dell'Ambiente e dei Trasporti insieme a Confindustria, sindacati, Assoporti, WWF
e Legambiente ?". Questo accordo volontario conciliava gli interessi di
istituzioni, imprenditoria, sindacati e associazioni ambientaliste e anticipava di ben
4 anni le scadenze fissate dall'Unione europea e dall'IMO (International Maritime
Organization), perché è rimasto lettera morta?
L'accordo prevedeva sostanzialmente l'eliminazione progressiva delle cisterne senza doppio scafo. Tra i vari punti cruciali stabiliti, infatti, vi era l'impegno da parte di armatori e utilizzatori di bandire entro il 31 dicembre 2003 le navi preMarpol per il trasporto di greggio e entro il 31 dicembre 2005 quelle adibite al trasporto di sostanze pericolose. Il provvedimento prevedeva inoltre che i firmatari studiassero interventi di livello ancora superiore per il miglioramento della qualità ambientale in quei porti situati nelle cosiddette aree sensibili e bloccava il transito delle petroliere nelle Bocche di Bonifacio.
La Commissaria europea ai trasporti, Loyola de Palacio, ha chiesto ieri che i governi
nazionali anticipassero le misure previste dal pacchetto Erica 1. "L'Italia ha da
tempo questa possibilità - prosegue Realacci - perché ha lasciato sepolto in un cassetto
un documento assolutamente all'avanguardia per quanto riguarda la tutela del mare dai
danni delle "carrette"?
"Quando la petroliera Prestige
navigava in acque statunitensi veniva controllata una volta ogni due mesi. Quando si è
spostata nei nostri mari una sola volta in tre anni. Il fatto la dice lunga sulle carenze
della nostra normativa rispetto a quella Usa e sulla necessità di adottare al più presto
controlli più severi e efficaci".
Legambiente che ricorda che tra i mesi di febbraio '97 e di giugno '99 la petroliera Prestige è stata sottoposta a 10 controlli, durante ognuno dei quali sono state riscontrate deficienze. Sei deficienze gravi erano state rilevate, in particolare, durante il controllo di giugno '98. Dopo lo stesso mese dell'anno successivo, quando la Prestige ha modificato le sue rotte, è stata invece sottoposta a un unico controllo, a Rotterdam. Furono allora riscontrate 3 deficienze ma la petroliera lasciò il porto senza averle risolte.
"E' facile pensare che gli armatori di una tale carretta fossero più che stufi di dover far fronte a controlli così frequenti e abbiano deciso di risolvere il problema spostandosi dove i controlli non si fanno - denuncia Sebastiano Venneri, responsabile mare di Legambiente. E' chiaro che se i controlli vengono praticati soltanto dagli Usa, i ferrivecchi arrivano nelle nostre acque". A quando l'applicazione di verifiche più rigorose