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Distinzione delle diverse tipologie di animali in relazione all'uomo

Animali selvatici

Riconosciamo come animali selvatici tutte quelle specie che non si sono assoggettate all'uomo, né l'uomo è riuscito o ha trovato conveniente assoggettare. Tali animali dovrebbero quindi essere tutti quelli che sottostanno esclusivamente alle leggi della selvatica natura, se la selvatica natura non soggiacesse ormai ai capricci delle nostre civilissime società.

Animali domestici e da compagnia

L'aggettivo domestico abbinato ad un animale ci fa subito venire in mente qualcosa di peloso e remissivo, che ama tutto il genere umano, poiché da questo riceve vitto, alloggio e tante tante coccole...

Se però fossimo meno antropocentrici forse faremmo meglio a ritenere l'animale domestico un essere da cui siamo noi a trarre i maggiori benefici: basti solo pensare alla loro capacità a vincere la nostra solitudine e a mantenere vivi i nostri sentimenti più spontanei.

L'animale domestico è quindi quella presenza che non s'aggira unicamente tra le nostre mura di casa, ma in quella parte di noi che ha bisogno di ospitare un soggetto con cui instaurare un rapporto più istintivo che razionale. Infatti, superata (ma è veramente superata?) la fase in cui l'uomo ha domesticato certi animali per pura convenienza, oggi si sceglie di condividere con loro i nostri spazi e il nostro tempo, per esigenze tutt'altro che materiali. Pertanto sarebbe giusto definire domestici tutti quegli animali la cui semplice compagnia migliora la qualità della nostra vita.

Specie protette

Ma da chi mai dovrebbero essere protette certe specie animali se non dalla incoscienza degli umani?

Già, perché con la definizione specie protette, s'indicano tutte quelle specie minacciate d'estinzione proprio a causa dell'uomo. Nostra infatti è la colpa se si è dovuti arrivare al punto di salvaguardare panda, tigri, elefanti e quanti altri, per non vederli sparire definitivamente dalla faccia della terra, in seguito ad inquinamento, attività venatorie a dir poco dissennate e a distruzioni di habitat naturali con relativa fauna.

Pertanto con il triste binomio "specie protette" si segnalano tutte quelle categorie d'animali la cui sopravvivenza è in serio pericolo e, solo in certi casi, è garantita grazie all'emissione di leggi che ne vietano gli abbattimenti e la cattura, e tutelano i loro territori.

A difesa di tali specie si sono costituite da alcuni anni associazioni protezionistiche ed animaliste, ed anche veri e propri corpi di polizia; ove i primi s'impegnano costantemente in lunghe battaglie e campagne di sensibilizzazione, mentre i secondi nel controllo delle aree in cui vive la fauna da proteggere. Mantenere in vita le specie in via d'estinzione non ha soltanto un valore emotivo o affettivo. Il patrimonio genetico di ogni specie animale(e vegetale) è una ricchezza enorme che non può essere dispersa solo per la stupidità di una o più generazioni di esseri umani. Le differenze che esistono tra diverse specie sono patrimonio del mondo intero ed è anche nostro preciso dovere contribuire a salvaguardarle.

Animali esotici

Dicesi esotici tutti quegli animali che non dovremmo mai vedere dal vivo nei nostri paesi. Già, sarebbe bello se una simile definizione accompagnasse sempre questo termine che profuma di terre lontane! Peccato che le cose non stiano così e gli animali esotici vengano visti ancora da troppe persone come oggetti d'arredamento dei propri giardini e salotti. "Ma cosa c'è di sbagliato nel tenere in casa questi animali?" è la domanda che spesso fanno gli "estimatori" di tali specie. "Tutto!" è la risposta che bisognerebbe sempre dar loro. E i motivi principali sono i seguenti:

- a parte l'immoralità del ritenere qualsiasi animale una cosa a nostro uso e consumo, quelli esotici non vengono neppure allevati, ma catturati nei loro ambienti naturali, quindi sottratti ad un habitat spesso troppo diverso da quello a cui vengono destinati.

- essendo vietata per legge l'importazione di molte specie esotiche, ed essendo la richiesta di mercato rivolta soprattutto a queste (il solito motivo: proibito uguale ambìto) il commercio che ne viene fatto è tanto illecito, quanto sempre più florido. Quindi il trasferimento da un paese all'altro di tali esemplari è realizzato di straforo, da individui senza scrupoli, e con sistemi a dir poco criminali: pappagalli nascosti in doppifondi di casse cariche di altre merci, serpenti stipati in ridottissimi astucci, cuccioli di scimmie, ocelot, caimani, nascosti in borse e zaini per sfuggire ai controlli doganali, e così via. Inadeguatezza dei contenitori e difficoltà del viaggio fanno sì che la maggior parte degli animali arrivi a destinazione morta, mentre la restante rimane a lungo traumatizzata.

- anche gli animali esotici che troviamo in bella mostra in certi negozi, e la cui vendita è, malgrado tutto, legale, sono prelevati direttamente dai loro habitat e trasportati da un continente all'altro in condizioni "bestiali". Trasporto, sradicamento, detenzione in cattività danno frequentemente un solo risultato: la morte dell'innocente animale esotico.

E se non muoiono... è assai frequente che i compratori di animali esotici, dopo un certo periodo, si stufino dei loro "acquisti" per i motivi più svariati e li abbandonino in un ambiente che non è adatto ad ospitarli.

Risultato: squilibri all'eco-sistema che non riesce ad accogliere specie animali a volte troppo prolifiche che non trovano predatori specializzati a cacciarli o, al contrario, predatori che, imbattendosi in una fauna impreparata a sostenere i loro attacchi, operano delle vere e proprie carneficine indiscriminate.

Allora siamo d'accordo: gli animali esotici lasciamoli a casa loro. Accontentiamoci di vederli in televisione dove non mancano filmati bellissimi.

Animali sinantropici

Nonostante la parola difficile, "sinantropico" indica semplicemente una specie animale che vive negli stessi territori in cui s'è insediato l'uomo, senza per questo dipendere direttamente da lui e spesso, straordinario ma vero, lo sfrutta!

Sono sinantropici quindi tutti i selvatici che si sono, per così dire, civilizzati.

A questa categoria di animali possono appartenere le specie più svariate. Se in Italia una delle specie sinantropiche più diffuse è il ratto (e non si accetterebbe mai che una mucca passeggiasse per la strada di una città) in India sia topi che bovini sono decisamente sinantropici.

Dato l'espandersi degli insediamenti umani e la distruzione degli habitat naturali, si assiste oggi ad un crescente fenomeno di "sinantropizzazione". Difatti vi sono sempre più animali selvatici che, non trovando più nulla da mangiare nei loro territori (anzi, non trovando proprio più i loro territori), si spingono verso i centri urbani alla ricerca di cibo. Spesso vi s'insediano persino, occupando scantinati, garage e costruzioni abbandonate, ove restano nascosti tutto il giorno per poi uscire la notte a rimediare qualcosa con cui riempirsi la pancia tra i bidoni della spazzatura o nelle discariche.

Molti procioni, ad esempio, vivono ormai in pianta stabile in molte città del nord America, e così fanno certi orsi in alcuni paesi del Canada, dove a volte si vedono aggirasi per le strade addirittura alci, cervi e volpi.

Tra i sinantropici si possono anche annoverare alcuni animali esotici, poiché, come abbiamo già detto, fin troppo sovente vengono abbandonati dai loro compratori. Purtroppo, in molte nostre città, ci si sta abituando a vedere colonie di pappagallini stazionare sugli alberi dei viali, oppure pesci tropicali nelle fontane di giardinetti e piazze, se non addirittura pitoni, varani e soprattutto furetti.