Il benessere e i diritti degli animali
Se all'uomo riconosciamo ormai il primato intellettivo
tra tutte le specie presenti sulla terra, e la sua totale affermazione
sull'intero pianeta, proprio per questo motivo spetta a lui,
e solo a lui, la responsabilità ed il compito di creare una
società armonica con tutti gli altri abitanti di questo stesso
pianeta: gli animali non umani. Tale dovere corrisponde a
un ineludibile fondamento etico-morale, da cui peraltro dipende
la stessa sopravvivenza della specie umana. Diffondere la cultura
dell'attenzione per la biodiversità e del rispetto per tutti
gli esseri senzienti è quindi un dovere di tutti. Purtroppo
è un dovere rispetto al quale tutte le società sono
in forte ritardo.
Se ci chiedessimo se un cane o un gatto, o una rana
o un passero, o un elefante o un rettile, possono da soli affermare
il sacrosanto ed elementare diritto a esistere, a vivere secondo
leggi proprie della loro natura etologica, e quindi a essere rispettati
quali esseri senzienti, la risposta sarebbe: no! Purtroppo gli animali
non possono in proprio garantirsi queste prerogative poiché
sono creature senza voce (solo per chi non vuole ascoltarli), prive
ormai di autodifesa, per le quali troppo spesso vengono negati i
più elementari diritti.
Allo stato attuale, anche se molte specie domesticate
hanno avuto il riconoscimento da parte delle nazioni più
evolute di qualche diritto a tutela dello loro sopravvivenza, per
lo più gli esseri umani nei confronti degli animali del pianeta
affermano ancora la legge del più forte: caratteristica
più di una società selvaggia che di una civile. Per
questo motivo risulta tragicamente curioso il contrasto tra la capacità
intellettiva di una specie evoluta come la nostra e l'ottusa prevaricazione
che impone ancora agli esseri viventi più deboli.
L'uomo non solo dispone degli altri animali a proprio
piacimento per fini diversi, ma inquina e distrugge sia il proprio
habitat che quello di migliaia e migliaia di specie. In poche parole
esercita un'azione sistematica di sfruttamento, manipolazione e
spesso annientamento di ogni altra vita.
Condannando questo atteggiamento autodistruttivo,
partiamo dalla consapevolezza di dover riconoscere agli animali
questi diritti, in modo da realizzare sempre più una convivenza
armonica dell'uomo con le altre specie del pianeta, per arrivare
così a parlare dei doveri che l'uomo deve rispettare.
Difatti, noi tutti, nessuno escluso, siamo chiamati a un impegno
concreto e ineludibile circa i diritti che dobbiamo riservare agli
altri animali, dunque chiari devono essere i nostri doveri nei loro
confronti.
- Ai politici e ai legislatori spetta il
compito di realizzare leggi e normative applicabili in tema di
rispetto, tutela degli animali e conservazione dell'ecosistema.
- Agli amministratori il dovere di applicarle
integrandole, se necessario, con regolamenti locali.
- Agli Organi di Polizia Giudiziaria (Vigili
Urbani, Polizia, Carabinieri, Guardie Forestali, Vigili del Fuoco,
Guardie Venatorie e Zoofile ecc.) l'obbligo di rilevare, controllare,
e perseguire perché siano assicurate a tutti gli animali
condizioni adeguate di benessere.
- Alla Autorità Giudiziaria quello
di applicare le pene previste per i reati di maltrattamento.
- Alla società civile e pertanto a ciascuno di noi, di
formare una coscienza individuale e collettiva di corretta convivenza
tra uomo e animali nel solo pianeta disponibile.
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