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Diritti e sfruttamento degli animali

Entriamo ora più nei particolari del discorso dei diritti degli animali e dei doveri dell'uomo, citando ovviamente il principale decreto giuridico internazionale emesso a tutela dei diritti animali e riferimento fondamentale per denunciare i tanti e diversi gradi di sfruttamento degli animali. L'articolo n.1 della Dichiarazione Universale dei Diritti degli Animali, elaborata dall'Unesco nel 1978, recita: "Tutti gli animali nascono uguali davanti alla vita e hanno gli stessi diritti all'esistenza"

E' triste constatare come spesso questo enunciato sia disatteso.

Ripartendo dalla semplice considerazione delle necessità naturali proprie di ogni specie, in termini di spazio, alimentazione, socialità tra gli individui, comunicazione e habitat, a volte appare difficile considerare compatibili gli ambienti e i trattamenti riservati a buona parte degli animali da noi detenuti.

Il maltrattamento di un animale è considerato in Italia un reato. Un comportamento cioè non accettato dalla società e considerato tanto grave da dovere essere valutato da un magistrato. L'articolo che contempla questo reato è il 727 del Codice Penale. La pena che viene applicata al colpevole consiste in una ammenda (una multa che viene iscritta nella nostra scheda di cittadini) che varia dai 2 ai 10 milioni di lire.

In casi più gravi (spettacoli cruenti) è prevista la sospensione fino ad un anno di eventuali licenze amministrative (locali pubblici ecc.)

Il testo di questo articolo è stato riscritto nel 1993 (il precedente risaliva al 1942) ed è quindi moderno. Tiene conto di molti possibili casi di maltrattamento (abbandono di animale, detenzione in condizioni non compatibili con l'etologia della specie, liberazione di animali che hanno acquisito abitudini di cattività ecc.) non determinando però con certezza le corrette regole da seguire per assicurare condizioni di benessere a tutte le specie animali. C'è quindi un po' di confusione quando si devono valutare alcune situazioni.

Alcuni esempi.

Uccidere un cane giovane e sano è maltrattamento.

Uccidere animali giovani e sani appartenenti ad altre specie per poi mangiarli è invece una pratica accettata.

Non dare da mangiare a sufficienza ad un animale è sicuramente sbagliato ed è, nei casi più gravi, un reato.

Dare da mangiare ad un animale fino a farlo diventare obeso è altrettanto sbagliato (accorciamo la vita al nostro cane anche del 30%) ma non è considerato un reato.

Se tagliassi senza motivo la zampa ad un cane mi renderei colpevole di vivisezione. Se taglio le orecchie ad un cucciolo di cane senza alcuna ragione se non per conferire un aspetto più aggressivo non sono altrettanto colpevole?

Ci vuole ancora tempo e, soprattutto, impegno da parte di noi tutti perché si possano definire e far condividere a tutti le azioni considerate come maltrattamento di animale.

Non facciamoci scoraggiare...

Le ultime leggi sulla tutela di alcune specie sono molto precise (vitelli a carne bianca, suini, galline ovaiole, animali da esperimento, trasporto di animali) e vengono fatte applicare ma... non basta.

Devono comunque cambiare alcuni comportamenti che forse appartenevano a ragione all'uomo primitivo, ma che purtroppo sono ancora incoraggiati da molti organi di informazione.

Esempio: l'istinto di addomesticamento che ci fa sentire attratti dai cuccioli di qualunque specie. I cuccioli stanno meglio con i loro genitori...

L'istinto della caccia come fonte di alimento. Se proprio non c'è altro da mangiare...

Il desiderio di possedere animali insoliti da mostrare agli altri. ("Vieni ti faccio vedere il coccodrillo che ha mangiato mia nonna...").

Cambiare il cane di razza come si fa con le automobili e i vestiti seguendo le mode.