Controlli sugli animali sinantropici
Se
il mio gatto sta male lo porto dal veterinario.
Questo non vale per un gatto che vive in libertà
o per un piccione torraiolo che ha il mal di pancia.
Cosa succede in questi casi?
Bisogna accettare, come regolarmente avviene per
gli animali selvatici (chi si preoccupa se in questo momento un
cinghiale selvatico ha mal di denti?) le conseguenze negative che
lo stato di animale libero produce: una vita media molto ridotta
rispetto alla cattività, la possibilità di essere
preda per altri animali, la vulnerabilità nei confronti di
comportamenti scorretti se non addirittura di veri e propri reati
(errori di gestione e avvelenamenti). Trattandosi di animali non
sottoposti a costante controllo da parte di un proprietario la tutela
della salute dell'uomo e di altri animali che vivono in città
è forzatamente limitata ad alcune malattie trasmissibili
più importanti che possono colpire i sinantropici.
Ecco allora la esecuzione di monitoraggi sanitari
delle popolazioni di colombi cittadini, l'esecuzione di interventi
di controllo delle popolazioni di ratti e topi e così via.
Fortunatamente le diverse specie animali provvedono da sole a regolare
il numero di soggetti presenti in un'area sempre a patto che
non intervenga l'uomo. In questo caso, come abbiamo già
visto, le cose si complicano.
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