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Animali da affezione, randagismo e umanità
Le
regole di convivenza tra cani gatti e uomini sono state riscritte
nel 1991 dalla Legge n° 281 pubblicata
il 14 agosto 1991.
Come sempre le regole stabilite in un certo periodo
della storia devono essere modificate per renderle più gradite
alla società che le esprime. Pensate che fino al 1991 i cani
catturati perché vaganti, se non venivano reclamati entro
3 giorni dal proprietario, dovevano (e non solo potevano) essere
soppressi. Perché una regola così dura e violenta?
Perché fino al 1963 in Italia erano stati
registrati casi di rabbia, una malattia che i mammiferi trasmettono
all'uomo con la saliva e quindi il morso, e la paura di contrarla
ad opera di un cane randagio era più forte del senso di pietà
per questi animali. Scomparsa questa malattia finalmente nel 1991
sono state stabilite nuove regole.
La legge 281/91 ha proibito la soppressione dei cani
catturati per le strade (questo divieto non è molto diffuso
in altri Stati europei come poco diffuso è il fenomeno del
randagismo) introducendo una nuova variabile nella lotta a questo
fenomeno: l'umanità.
Umanità dimostrata da coloro i quali adottano
i cani al termine di un periodo di soggiorno in canile. Umanità
dimostrata nel consentire ai cani di avere la dignità di
individuo con un sistema certo di identificazione (anagrafe canina).
Umanità che, collegando ogni cane ad una famiglia, garantisce
la prevenzione di nascite indesiderate. Umanità che assegna
al gatto che vive in libertà uno stato molto simile all'immunità
parlamentare. La Legge 281/91 ha stabilito i principi fondamentali
in materia di lotta al randagismo canino e controllo delle popolazioni
dei gatti che vivono in libertà delegando alle Regioni il
compito di definire più specifiche modalità di attuazione.
La Regione Toscana vi ha provveduto con due leggi
la L.R. 43/95 e la L.R.
90/98 con le quali sono stabilite le modalità di
realizzazione dell'anagrafe canina, le caratteristiche costruttive
dei canili (sanitario e rifugio), la ripartizione delle competenze
tra le varie amministrazioni, le sanzioni da applicare a chi non
rispetta le regole la realizzazione di programmi di educazione e
informazione proprio come quello che stiamo facendo in questo momento
e che è finanziato dalla Regione Toscana...
Esaminare le leggi è a volte un po' noioso.
Quelle che sono state citate le potete trovare cliccando sui link,
mentre qui di seguito trovate un riassunto per argomenti.
Anagrafe canina
Chi la gestisce: le Aziende UU.SS.LL. con i propri
veterinari.
Quali cani devono essere iscritti: tutti quelli di
età superiore a 6 mesi (prossimamente quelli di età
superiore a 60 giorni quando verrà adottato il microchip).
Come si effettua l'identificazione: il veterinario (della
Usl o professionista libero) scrive sulla pelle del cane (di norma
sulla coscia destra) un codice attribuito al proprietario dalla
Ausl competente per territorio.
Il codice riporta due cifre del codice Istat del
comune di residenza del proprietario/detentore, la sigla della provincia
ed un numero progressivo. Non è un marchio a fuoco né
un timbro ma un semplice ed indolore tatuaggio. (Sarà sostituito
dall'applicazione del microchip un piccolissimo apparecchio
elettronico che si mette sotto la pelle del cane ed emette un segnale
radio corrispondente al numero di identificazione dell'animale).
Sono validi i tatuaggi dei cani di razza?
No, dal 25 dicembre del 1998 i cani di razza non
ancora iscritti devono essere tatuati con il codice regionale.
Tatuare il proprio cane è obbligatorio?
Sì, è obbligatorio per tutti i cittadini
toscani e per coloro che risiedono nella nostra regione da più
di 90 giorni.
Se io fossi un cane vorrei stare certo di tornare
sempre dal mio branco/famiglia anche se mi fossi imprudentemente
allontanato. Fino al giorno in cui l'uomo non comprenderà
il linguaggio canino, tatuaggio o microchip sono l'unico metodo
sicuro per ricondurre ogni cane al suo padrone (e prevenire gli
abbandoni).
Chi non provvede a far tatuare il proprio cane paga
una multa salata (£ 400.000). Ogni variazione (cambio di abitazione,
cessione, scomparsa, morte dell'animale) deve essere segnalata
al servizio veterinario della Asl di residenza.
E se non posso più tenere con me il mio cane?
Nei casi di necessità il proprietario di un
cane iscritto alla Anagrafe Canina può chiedere al Sindaco
di conferire l'animale al canile dove starà in attesa
di un nuovo proprietario.
I gatti che vivono in libertà
I gatti che vivono in libertà in gruppi più
o meno numerosi (le cosiddette colonie) non devono essere allontanati
dal loro territorio. Unica misura di controllo prevista è
l'intervento di sterilizzazione che viene eseguito a cura
dei veterinari della Asl. Il censimento delle colonie di gatti e
la cattura sono attività svolte dalle amministrazioni comunali
che le realizzano in maniere diverse a seconda delle realtà
locali. I gatti sterilizzati, resi incapaci di riprodursi, vengono
poi riportati nel loro gruppo di origine.
I canili pubblici
Sono distinti Canile Sanitario e Canile Rifugio.
Il Canile Sanitario o di prima accoglienza serve
prevalentemente per osservare le condizioni sanitarie e il comportamento
dei nuovi arrivati e decidere se sono necessari interventi sanitari.
Tutti i cani che entrano in un canile sanitario devono
essere sottoposti a trattamenti antielmintici, a vaccinazioni e
identificati (tatuaggio o microchip). Questi interventi sono eseguiti
a cura della Asl.
Dopo 60 giorni di permanenza nel canile sanitario
il cane che non sia stato ancora reclamato dal proprietario o ceduto
in affidamento ad una nuova famiglia viene introdotto nel canile
rifugio.
Il Canile Rifugio è una struttura che ha dotazioni
più gradevoli per i cani (maggiori spazi, zone di sgambatura
ecc.) anche perché per alcuni cani (quelli non adottati)
questi canili divengono la casa definitiva.
L'adozione
E' il magnifico gesto di chi decide di acquistare
un nuovo amico e di avere la pazienza necessaria per dare modo ad
un cane ospite di un canile di recuperare completamente dignità
ed autocontrollo e diventare l'indispensabile amico a quattro
zampe.
Adottare un cane del canile è completamente
gratuito. Se si preferisce non dovere preoccuparsi dei problemi
collegati alla riproduzione basta richiedere all'atto dell'adozione
la sterilizzazione del cane. Anche questo intervento è gratuito
e viene eseguito a cura della Asl.
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