Per una giornata nazionale per la scuola pubblica.

Le associazioni fiorentine,impegnate a livello locale per la qualificazione della scuola pubblica contro la politica eversiva di questa maggioranza governativa,in questa fase conclusiva dell’anno scolastico intendono sviluppare ulteriormente   nelle scuole un ampio dibattito sui gravi danni  arrecati alla scuola pubblica da questo Governo ed organizzare per il 25 maggio una giornata  per coinvolgere su questi temi anche  la cittadinanza ( “la scuola in piazza” );nel contempo però ritengono necessario che queste ed altre analoghe iniziative delle altre realtà locali possano avere uno sbocco a livello nazionale con una manifestazione nazionale volta a definire obiettivi comuni e le forme di lotta più opportune ai diversi livelli,istituzionali e sociali.

Il 2 giugno che è la festa della Repubblica , può essere la giornata per la scuola pubblica.

E necesasario difatti dare una risposta forte ed unitaria alla politica scolastica dell’’attuale governo che sta avviando un processo di dequalificazione del sistema scolastico pubblico; lo smantellamento della scuola pubblica è iniziato già con la finanziaria, di cui si stanno misurando le prime conseguenze sul servizio degli operatori e sull’occupazione; Governo e Regioni dirottano senza più inibizioni denaro dal pubblico al privato; l’esame di Stato è stato stravolto con due righe nella finanziaria, aprendo la strada ai diplomifici. I fondi per i laboratori ed il tempo pieno sono stati ridimensionati; si prevede una limitazione della democrazia collegiale; si propone un’anticipazione che sfigura la scuola dell’infanzia; nel contempo con l’anticipo della scelta tra istruzione scolastica e formazione professionale si propone un’inaccettabile discriminazione classista,ecc.

A questa politica, volta a ridimensionare il ruolo istituzionale della scuola pubblica,è necessario contrapporre con un forte schieramento unitario una politica che riaffermi la centralità della scuola pubblica  ed il suo ruolo insostituibile per lo sviluppo democratico della nostra società.

E’ necessario difatti che, invertendo le scelte dell’ultima finanziaria, siano fortemente incrementate le risorse finanziarie per la scuola statale al fine di garantirne il necessario sviluppo e la qualificazione a livello europeo; in questo contesto deve essere anzitutto garantita a tutti la scuola per l’infanzia statale; il principio di sussidiarietà non può essere applicato all’istruzione scolastica; la Repubblica deve garantire scuole statali di ogni ordine e grado per tutti; in tal senso devono subito impegnarsi le regioni governate dalle forze democratiche che giustamente si oppongono alla politica di privatizzazione dell’istruzione portata avanti da questo Governo.

La democrazia scolastica è la precondizione di una scuola effettivamente pluralista ed autonoma; il governo della scuola deve essere affidata agli organi collegiali, rappresentativi di tutte le componenti e, nel rispetto della libertà di insegnamento, con poteri effettivamente decisionali e definiti in modo inequivocabile.

In questo contesto è inammissibile la proposta di immissione nei ruoli statali degli insegnanti di religione, nominati sulla base di un giudizio di idoneità rilasciato dall’autorità ecclesiastica e ad essa subordinati.

Deve essere riaffermata la necessità dell’elevazione dell’obbligo scolastico almeno fino a sedici anni con un percorso scolastico omogeneo per tutti; l’istruzione e la formazione professionale non possono pertanto sostituire l’obbligo scolastico e devono riguardare attività formative post-scolastiche.

Queste scelte di carattere generale, che si richiamano ai principi costituzionali, impongono una ferma contestazione dei provvedimenti già adottati dall’attuale maggioranza e di quelli all’esame del Parlamento; deve pertanto svilupparsi un forte impegno a tutti i livelli ed ovviamente anche a livello parlamentare per bloccare, anche ricorrendo, ove necessario, all’ostruzionismo, la legge delega sulla scuola ed il ddl sugli organi collegiali.

Invitiamo pertanto le Associazioni culturali e professionali nazionali ed il mondo della cultura e della scuola a farsi carico di tali esigenze ed a  promuovere prima della fine dell’anno scolastico,se possibile per il 2 giugno ,una giornata nazionale per la scuola pubblica.