14 dicembre: l'Italia non è in vendita!

cemento selvaggio , beni storici all'asta, centrali inutili:

nel mirino di Legambiente ogni forma di aggressione al territorio

 

un centinaio di manifestazioni lungo tutto lo Stivale

LEGAMBIENTE ILLUSTRA LE INIZIATIVE IN TOSCANA

 

"Dal libero accesso alle doppiette nei Parchi alle centinai di progetti di nuove inutili centrali; dai nuovi limiti all'elettrosmog ai ripetuti tentativi di lanciare un nuovo condono edilizio fino all'alienazione del patrimonio storico-artistico per foraggiare faraoniche e discutibili opere pubbliche. Non sono certo mancate, negli ultimi mesi, le iniziative ai danni dell'ambiente,e il futuro non si annuncia roseo.

Non fa sperare niente di buono la recente approvazione della legge che delega il Governo ad affrontare tutta una serie di questioni, molte delle quali erano appena state oggetto di riordino normativo (rifiuti, inquinamento atmosferico, difesa del suolo, ecc).

 Per tutto questo, perché L'Italia non è in vendita, sabato prossimo scenderemo in un piazza, presidieremo monumenti minacciati, denunceremo progetti scellerati in un centinaio di appuntamenti lungo tutto il Paese".

, Ecco i programmi della Toscana e i beni pubblici inseriti nella “lista nera” del Governo che noi tenteremo di difendere

Firenze:  beni interessati: Archivio di Stato, Palazzo Bardini; l'intero Demanio Militare (Caserma Cavalli, Caserma Morandi, l'Istituto di Sanità Militare) iniziativa: manifestazione c/o palazzo in Oltrarno,  (da confermare)...

 

Arezzo: beni interessati:  Palazzo Albergotti, sede della Soprintendenza St.Artistica iniziativa: a Piazza S.Agostino

 

Livorno: beni interessati: Isola di Gorgona; Isola di Capraia (particelle); Fortezza Vecchia (particelle) iniziativa: volantinaggio

 

Grosseto:beni interessati: Isola di Giannutri (particelle) Iniziativa:in barca a Giannutri coi media

 

Versilia:: beni interessati :Ex Banco dei Pegni di Viareggio; Palazzo della Finanza, lungomolo; Piazza Statuto, Palazzo della Guardia di Finanza, Pietrasanta iniziativa: volantinaggio e presenza ad un convegno ambientalista

 

In particolare sottolineamo

 

Sarteano (Siena)

 

manifestazione in difesa del patrimonio faunistico italiano

 

 Il patrimonio faunistico non è in vendita!!

 

MANIFESTAZIONE NAZIONALE

 a cura di Nino Morabito( giornalista di “Nuova Ecologia”)

 

c/o Azienda Agrituristica di Nocetorta

...

 

 

 

UFFICIO STAMPA (055.6810330)

 

 

 

 

Legambiente accusa: il Belpaese al miglior offerente

 

con l'emendamento svendi spiagge il governo chiude il cerchio:

tra condoni, dismissione del patrimonio storico-artistico

e alienazione dei litorali, l'Italia va all'incanto

 

"Stanno svendendo l'Italia. Dopo i beni storico artistici, dopo le innumerevoli proposte di dare via porzioni di territorio sanando centinaia di migliaia di case abusive, adesso all'incanto vogliono mandarci le spiagge. Oggi Marzano ha detto, giustamente, che il patrimonio artistico e naturalistico rende gli italiani più ricchi. All'intero Governo chiediamo: procedendo così, chi potrà godere di queste ricchezze? C'è un motivo in più per scende in piazza il 14 dicembre e gridare che l'Italia non è in vendita." La reazione di Legambiente, per bocca del suo presidente Ermete Realacci, è indignata. "Non si fermeranno davanti a niente. Vogliono vendere il Paese al miglio offerente. Hanno cominciato già con la Finanziaria dell'anno passato e col famoso Art. 71 che consentiva di vendere spiagge pubbliche. Richiamato a furor di popolo quell'articolo, non si sono rassegnati. Non solo: fra Camera e Senato sono trenta le proposte di legge che, sotto vari titoli, chiedono di condonare le costruzioni abusive che deturpano il nostro paese. Il territorio, per la Maggioranza, non è che merce da barattare. Questo nonostante le alluvioni, le frane, i crolli."

"Continuiamo - dice Realacci - a chiedere che il Governo censuri con forza queste proposte sconsiderate e i parlamentari che le avanzano. Altrimenti dovremo pensare che sotto prese di posizione formali si nasconda una sostanziale condivisione d'intenti. "

 

 

 

 

 

 

 

 

 

grandi opere:

il Paese cresce mettendosi all'asta

 

contro il paradosso del 'cantiere-italia'

Legambiente annuncia una giornata di mobilitazione nazionale:

"L'Italia non è in vendita"

 

"Berlusconi parte in quarta con le grandi opere: ponti inutili e pericolosi, strade costosissime e senza senso. Per denunciare questa politica inadeguata che per fare cassa è capace solo di mettere all'asta i beni più preziosi del Paese o svendere il territorio a speculatori ed abusivi scenderemo in piazza per gridare al Governo che l'Italia non è in vendita". Così in una nota Ermete Realacci, presidente di Legambiente, annuncia la mobilitazione nazionale dell'associazione prevista per il 14 dicembre. "La crescita del Paese, secondo Berlusconi che di fatto ha assunto l'interim alla Infrastrutture, passerebbe per la realizzazione di grandi opere pubbliche che costeranno al Paese cento e più miliardi di euro. Troppo spesso sono opere sterili e dannose per il territorio e l'economia, la cui sola utilità consiste, appunto, nell'aprire dei cantieri. Ma oltre al danno c'è la beffa: tutti quei miliardi di euro necessari a fare dell'Italia un cantiere non ci sono. Le casse dello Stato, è sotto gli occhi di tutti, sono in rosso; i privati non si arrischiano più di tanto in opere di dubbia utilità e di ancor più dubbio profitto. E allora? Lo Stato aliena. Ma L'Italia non è in vendita. E il 14 saremo nelle piazze di tutt'Italia per dirlo al Governo."

Il Governo Berlusconi si sta caratterizzando per un vero e proprio salto di qualità nell'attacco nei confronti dell'Ambiente. "Non si può più parlare semplicemente di disattenzione nei confronti delle tematiche ambientali: si tratta ormai di un vero e proprio affronto", di un tenace perseguire priorità che confliggono vistosamente col rispetto e la valorizzazione del territorio. La furia asfaltatrice del Ministro Lunardi fa il paio con le scellerate decisioni in materia energetica che preludono alla realizzazione di decine di centrali inquinanti, ma anche con lo scientifico smantellamento della struttura della Via e con le necessità di cassa del Ministro Tremonti che metterà sul mercato i gioielli del nostro Belpaese. Né va dimenticato il progetto di riforma della scuola e le iniziative messe a punto dal Ministro Moratti che ci stanno restituendo condizioni di lavoro e di studio sensibilmente peggiorate ed una drammatica riduzione degli spazi d'autonomia degli istituti. "Porteremo questi temi e la nostra indignazione sulle piazze italiane: vogliamo dare un segnale forte contro la dismissione del Paese."

 

 

 

 

GRANDI OPERE

LEGAMBIENTE: "E' PROPRIO GIUNTO IL MOMENTO

DI VENDERE IL COLOSSEO!"

 

"Il governo realizzerà tutte le grandi opere annunciate? E con quali soldi? Dove li prendono 346mila miliardi? Forse la patrimonio Spa è davvero nata per vendere il Colosseo!". Le odierne dichiarazioni di Silvio Berlusconi in materia di grandi opere preoccupano seriamente Legambiente. "A questo punto, non c'è più niente da scherzare - dichiara Roberto Della Seta, portavoce dell'associazione ambientalista - anche le battute più ridicole sulla vendita del nostro patrimonio pubblico rischiano di trasformarsi in tristi realtà. Il rischio nato con l'approvazione della Patrimonio Spa pare sul punto di concretizzarsi. Per realizzare il piano delle grandi opere, a detta del premier Silvio Berlusconi, occorreranno circa 35mila miliardi di vecchie lire all'anno, per dieci anni: soldi che non ci sono e che - temiamo - si faranno entrare nelle casse dello Stato tramite la vendita del patrimonio pubblico".

Tanti soldi da spendere quasi esclusivamente in opere inutili e di scarsa redditività. Tanti soldi da trasformare in asfalto o in opere ferroviarie di dubbia utilità. Tanti soldi per l'alta velocità del Nord, per i tunnel del Frejus e del Brennero o per il ponte sullo Stretto. Ma quasi nulla per tutto quello che serve davvero per assicurare al Paese una viabilità fluida e sicura, nessun intervento sui nodi e sulle aree urbane o sull'adeguamento di una rete ferroviaria in molti tratti obsoleta.