LEGAMBIENTE

Circolo di Firenze

 

 

 

La qualità dell’aria nei centri  urbani:

le rilevazioni del benzene a firenze

Carrara 10 ottobre 2002

 

Legambiente

circolo di Firenze

 

 Vorrei partire dai dati del Treno Verde di Legambiente che ha stazionato a Firenze dal 15 al 19 febbraio 2002 rilevando  la situazione dell’inquinamento atmosferico ed acustico in città

Alla fine di gennaio 2002 Legambiente circolo di Firenze  ha effettuato    4  rilevazioni del benzene attraverso i radielli:

- una ambientale  presso la scuola media G.Carducci sul Viale Gramsci

- tre per otto ore su un bambino, un autista dell'Ataf, un edicolante (tutte il 25 gennaio).

 

Però, prima di tutto, occorre  ricordare che   il “valore obiettivo” del benzene (dm 25.11.94) è attualmente di 10 mg m3 (con previsione di abbassamento, entro breve,  da parte della Comunità Europea a 5 mg m3) , limite che a Firenze viene superato costantemente e consistentemente, in quanto i livelli, dopo un andamento in decrescita sino al 1998, da tale anno si sono attestati su uno  standard ben al di sopra del limite.

Ricordiamo che il benzene , presente sia nella benzina verde che nella super, è tra i componenti più pericolosi per la salute, al punto che viene classificato tra le sostanze a maggior rischio cancro; la Iarc Agency for Research on Cancer lo ha classificato come concerogeno primario

Uno studio realizzato dalla commissione tossicologica nazionale prevede che, alle attuali concentrazioni presenti in atmosfera urbana, il benzene  nei prossimi 75 anni potrà provocare da 1240 a 18240 nuovi casi di leucemia nel nostro paese.

 

Gli studi sino ad oggi effettuati forniscono elementi inconfutabili di una associazione tra effetti sulla salute e l'esposizione ad inquinamento urbano.La parte preponderante delle emissioni , stimata nell’80%, è da attribuire al traffico

La ricerca Misa metanalisi italiana degli studi sugli effetti a breve termine dell'inquinamento atmosferico sulla mortalità e i ricoveri ospedalieri a torino, milano, verona, ravenna, bologna, firenze, roma, palermo, ha scoperto che al salire di un inquinante aumenta la mortalità ed i ricoveri ospedalieri per malattie respiratorie e cardiocircolatorie nei giorni immediatamente successivi.

Ovviamente l'effetto è più evidente negli anziani, nei bambini, nei soggetti già affetti da malattie all'apparato respiratorio.

Lo studio Sidria su un campione di 40000 ragazzi di 1 e 2 elementare e 3 media ha evidenziato una segnificativa maggiore frequenza di malattie delle basse vie respiratorie nei primi anni di vita, nonchè tosse  e catarro in quei bambini che vivono in prossimità di strade ad elevato traffico pesante e nelle grandi città.

Ad ulteriore sostegno di uno stretto rapporto tra effetti sulla salute ed esposizione ad agenti inquinanti è  l’ultimo rapporto dell’OMS (settembre 2002):

- il 5% della mortalità globale è provocata dall’inquinamento atmosferico;

- tre milioni di persone muoiono ogni anno per lo smog di cui 100.000 in europa e 3.500 nelle 8 principali città italiane tra le quali firenze;

- l’inquinamento uccide tre volte di più degli incidenti stradali;

- i trasporti sono responsabili del 55 -70 % del danno complessivo-il resto è provocato da industrie e riscaldamento;

- il costo sociale è elevatissimo

 

Torniamo ai dati delle rilevazioni :

la rilevazione ambientale è stata effettuata nella settimana dal 22 al 29 gennaio2002, ponendo il radiello alla finestra di una classe posta sul lato di Viale Gramsci (zona piuttosto aperta).

Il dato, frutto di una media sulla quale ha influito al ribasso il giovedi' 24 gennaio che è stato un giorno completo di pioggia( la pioggia abbatte gli inquinanti), il fine settimana durante il quale il traffico cala notevolmente come durante le ore notturne, è stato di 8,2 mg / m3.   

 

 Il bambino di circa 10 anni che ha indossato per 8 ore il radiello, in zona Oltrarno, ha passato la maggior parte del suo tempo in luoghi chiusi: l'intera mattina a scuola, pranzo a casa, le rimanenti ore del pomeriggio a fare la spesa con la madre; il dato si può definire  un semi indoor quindi più basso di una esposizione esterna, ma nonostante ciò sono stati rilevati 16.6 mg/m3

 

L'autista dell'Ataf  è stato monitorato durante un suo normale turno e percorso di lavoro: dalle 12,45 alle 15,14 ha guidato la linea 17, pausa a Porta a Prato, dalle 15.54 alle 17.17 linea 26, pausa a Piazza Stazione, dalle 18,31 alle 22,29 linea 28.

Anche questa che può essere definita una rilevazione semi indoor  ha registrato livelli preoccupanti:  17,00 mg/m3

 

Il giornalaio con edicola posta su via pistoiese(altezza via Osteria) nell'orario 7,30/16,30 e 13,00/19,30 ha rilevato 23,1 mg/m3.

Considerando che via Pistoiese è una strada di scorrimento, ma con spazi piuttosto ampi che permettono un certo ricambio dell'aria, il dato è allarmante.

 

Come ci dimostra la relazione annuale sulla qualità dell'aria (anno 2000) dell'Arpat per il Comune di Firenze il 42%del benzene è prodotto dai ciclomotori, il 37% dalle auto non catalizzate, il 18% dalle auto catalizzate e il 3% dai motocicli.

E mentre prosegue il ricambio del parco circolante delle autovetture a favore di mezzi catalizzati, permane un parco ciclomotori e motocicli ad alto impatto ambientale, soprattutto per le emissioni di benzene, che costituisce all'interno dell'intero parco veicolare la quota di emissione più significativa per tale inquinante; ciclomotori e motocicli per i quali si ipotizza anche un contributo per gli inquinanti IPA e PM10.

Precedentemente  ai dati del Treno Verde  2002, nell’ottobre e nel novembe 2001, grazie alla collaborazione tra Legambiente Firenze e la S.M.S. tassisti fiorentini, erano state effettuate delle rilevazioni con i radielli per monitorare alcuni agenti inquinanti, in particolare modo il benzene.

Le rilevazioni effettuate dai soci della S.M.S. furono distinte in due gruppi, in quanto tre furono di tipo ambientale su un arco di tempo di una settimana, mentre 10 furono eseguite direttamente in auto   durante un turno medio lavorativo di 12 ore.

Le dieci campionature furono divise a loro volta in due ulteriori gruppi in base alle fasce orarie di rilevazione che corrispondono ai normali turni di lavoro:

 

1  fascia di turni di lavoro 8/20  7/19  13/1  9/24  9/21

2  fascia del turno 5/15

 

1  campione 1 (30 ottobre) orario 8/20, traffico poco/medio, pioggia                         BENZENE 72

    campione 7 (26 ottobre) orario 9/24, pioggia                                                             BENZENE 101

    campione 8 (26 ottobre) orario 7/19, traffico medio, pioggia                                     BENZENE 76

    campione 9 (26 ottobre) orario 7/19, molto traffico, pioggia                                     BENZENE 81

    campione 10 (28 ottobre) orario 9/21, traffico medio                                     BENZENE 104

    campione 11 (27 ottobre) orario 8/20, pioggia                                                             BENZENE 139

    campione 12 (27 ottobre) orario 13/1, traffico medio, pioggia                                     BENZENE 107

    campione 16 (27 ottobre) orario 8/20, traffico medio, pioggia                                     BENZENE 142

 

2  campione 13 (27 ottobre) orario 5/15                                                                  BENZENE  68

    campione 14 (27 ottobre) orario 5/15                                                                  BENZENE  66                                  

 

Il gruppo 1 presentò livelli altissimi di benzene, nonostante la pioggia ed il traffico non particolarmente caotico, ma sempre presente, considerando che le 7 campionature coprirono dalle 7 di mattina alle 1 di notte, momenti della giornata in cui il traffico non è mai assente.

Invece il gruppo 2, pur abbondantemente fuori dal limite dei 10 mg m3, risultò inferiore al gruppo 1, in quanto la fascia 5/15 copre l’unico momento della giornata in cui il traffico cala notevolmente, cioè le prime ore della mattina.

La rilevazione effettuata da Legambiente per Mal’aria 2000 in Via Martelli, presso l’edicola, portò al risultato eclatante di 71,4 mg m3, mentre nel 1999 il vigile urbano che portò il radiello subì un’esposizione pari a 37,1 mg m3; ma questi nuovi dati superano in maniera drammatica le più pessimistiche aspettative.

 

Le tre postazioni ambientali furono collocate in:

 

a)          Via Ricasoli angolo Via de’ Pucci (dal 24 al 30 novembre);

b)          Via della Scala angolo Via S.Caterina da Siena(dal 24 al 30 noembre);

c)          Piazza Beccaria al parcheggio dei taxi (dal 18 al 24 novembre).

 

postazione a)               con due giorni di pioggia                        BENZENE 23 mg m3

postazione b)               con due giorni di pioggia                       BENZENE 26 mg m3

postazione c)               con 4 giorni di pioggia                         BENZENE 12 mg m3.

 

Le prime due rilevazioni presentarono livelli piu alti di benzene in quanto fatte in strade strette con pochissima ventilazione. E ribadirono il risultato della campagna di Legambiente Mal’aria effettuata nel novembre 2000, quandi i radielli posti in Via S.Egidio(strada del cenro storico) registrarano 14,4 e 19,5 mg m3.

Legambiente chiese una immediata e drastica riduzione del traffico per emergenza sanitaria.

 

La terza rilevazione, complice anche la pioggia che notoriamente abbatte gli inquinanti, ma soprattutto la posizione in un luogo molto aperto quale Piazza Beccaria, presentò un dato inferiore alle precedenti, ma sempre al di sopra della soglia dei 10mg m3.

 

 

Il dott. Gaetano Marchese della asl u.o. igiene e sanità pubblica zona Firenze asserisce che”l’evidenza della cancerogenità del benzene si basa su studi di epidemiologia occupazionale, che hanno correlato l’esposizione lavorativa ad un aumento di casi di leucemia, soprattutto leucemia mieloide acuta”.Gli autori di questi studi, adottando un criterio il più cautelativo possibile, hanno individuato in 32 mg m3 il valore limite, per un tempo di vita lavorativa di 40 anni, al di sotto del quale non si registra un significativo aumento del rischio di contrarre leucemia

 

Da ciò dobbiamo dedurre che la categoria dei tassisti è ad assoluto rischio leucemie o comunque di malattie attribuibili all’inquinamento , come tutte le persone che abitano o lavorano in strade ad intenso traffico o che usano molto l’auto.

Occorre precisare che i monitoraggi sia del Treno Verde che della altre campagne sono dei monitoraggi spot che registrano i picchi del benzene;

Quali quindi le strategie per fronteggiare questa preoccupante situazione:

creazione di una rete integrata di corsie preferenziali, anzichè degli improduttivi interventi a

macchia di leopardo

 

 

-rafforzamento e  riorganizzazione della rete di trasporto pubblico, anche durante le ore notturne, attraverso un servizio efficiente e non inquinante

 

-realizzazione della rete integrata  tranviaria e ferroviaria

 

-- creazione e messa in funzione di parcheggi scambiatori posti ai capolinea del servizio pubblico sia esso su rotaia che su gomma

 

-sostituzione con mezzi a basso impatto ambientale  ( dal metano al Gecam passando per l‘elettrico)

 

- attivazione di porte e/o controlli telematici

 

- adozione di  piani dei motorini.

Sempre la relazione sulla qualità dell'aria ci dice chiaramente  che l'effetto della catalizzazione sul benzene è modesto sui motori a 4 tempi (riduzione dell'ordine del 20%) e quasi trascurabile sui motori a due tempi (circa il 4%).

Questo significa che anche gli Euro 1 producono benzene e che comunque i motori a due tempi hanno una capacità inquinante, nel caso specifico del benzene, 20/30 volte superiori ai 4 tempi.

Dall'allegato D della relazione sulla qualità dell'aria si evince che un provvedimento generalizzato di divieto della circolazione relativo ai ciclomotori potrebbe produrre all'interno della ZTL una riduzione delle emissioni totali annue pari al 60% se attuato nell'orario di vigenza della ztl e superiore al 70% se esteso all'intera giornata e ai giorni festivi

Quindi occorre una forte ed incisiva regolamentazione della circolazione dei ciclomotori.

 

-aumento delle isole pedonali in tutti i quartieri

 

- progetti che impediscano l’attraversamento dei quartiere lungo gli assi di penetrazione da parte del traffico privato

 

-regolamentazione e controllo della sosta diurna e notturna correlata ad un potenziamento del servizio pubblico ad essa dedicato

 

-realizzazione e manutenzione di piste ciclabili nonchè installazione e manutenzione di rastrelliere

 

- attenzione  car sharing, car pooling, nonchè alla figura del mobility manager

 

- studio approfondito  che porti a modificare ed incidere su gli orari della città

 

-  piano del trasporto delle merci. I maggiori responsabili dell'emissione di polveri fini, PM10, sono i motori diesel e che il 74% delle polveri fini è prodotto dai diesel commerciali, il 18% dai diesel pesanti 

Risulta quindi evidente   la necessità di una urgente e prioritaria riorganizzazione del trasporto merci a Firenze. Allo stato attuale la movimentazione delle merci  è attuata in una forma estremamente polverizzata  e frammentata, con una miriade di  mezzi diesel che viaggiano mediamente al 70% della loro capacità di carico.

Questo porta ad osservare che un piano di ottimizzazione di carichi e percorsi porterebbe ad un notevole abbattimento dell’inquinamento.

Ad un altro livello sarebbe opportuno anche attivare modalità organizzate per il recapito degli acquisti ai clienti, nonchè  mirare alla conversione delle flotte commerciali attuali con veicoli a basso impatto ambientale  e ad  emissione zero.

E comunque le città hanno bisogno di  piani che non si limitino a tentare di gestire solo l’emergenza senza creare niente di strutturale.

A tale proposito è importante spendere qualche parola sui P.U.T.

I piani urbani del traffico, nati per razionalizzare i flussi di auto nelle aree urbane, a 10 anni dall’introduzione non decollano e comunque spesso sono limitati a circolazione e sosta senza guardare a progetti più globali.

Secondo le stime del 2002 solo il 35% degli 800 comuni con più di 30mila abitanti si è meso in regola.

In Toscana (data aprile 2000) su 38 comuni obbligati 15 hanno adottato il Put.

Non solo è necessario che questo strumento  sia adottato da tutti i comuni, nel caso specifico, toscani, ma soprattutto che si incentri su  chiare linee guida improntate ad una progettualità mirata  ad ottenere una mobilità più sostenibile, anzichè solo a gestire emergenze di sosta e traffico. 

 

Tutto  quello di cui sopra a patto di un rigoroso rispetto delle regole.

Il tema del rispetto delle regole non riguarda unicamente la  repressione di comportamenti perseguibili a norma di legge, ma assume un'importanza ancor più rilevante andando ad interessare:

     

DIRITTO ALLA SALUTE.

E’ soprattutto il diritto alla salute dei più deboli che il traffico caotico infrange.

     

DIRITTO ALLA SICUREZZA, dato che numerose infrazioni mettono in pericolo la sicurezza di

chi le compie e degli altri cittadini, in particolare pedoni e ciclisti.

 

FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI, dato che la delegittimazione nasce in buona parte dalla percepita incapacità delle autorità di garantire il rispetto del bene pubblico.

     

PACIFICA CONVIVENZA, dato che sono sempre più frequenti le reazioni individuali esasperate contro l’arroganza di chi si comporta da “padrone della strada”

 

 

 

 

 

 

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