28-11-02

 

Legambiente: "l'eventuale ingresso in Europa

di Ucraina e Bielorussia

passa inevitabilmente attraverso la risoluzione

delle drammatiche emergenze ambientali e sociali di questi paesi"

 

Ferrante (Legambiente):

"sistemazione immediata della centrale di Cernobyl

e liberta' di espressione le condizioni necessarie

per avviare rapporti internazionali con i due paesi"

 

"Prima di pensare all'ingresso di Ucraina e Bielorussia in Europa, chiediamo che vengano poste delle condizioni precise per la risoluzione delle drammatiche emergenze ambientali e sociali in questi paesi." Francesco Ferrante, Direttore nazionale di Legambiente, accoglie con stupore i commenti del Presidente del Consiglio dei Ministri Silvio Berlusconi, che nei giorni scorsi ha più volte ricordato la necessità per l'Europa e per la Nato, di "aprire" ai due paesi ex sovietici. Da Praga infatti, durante il vertice NATO, Berlusconi aveva ricordato, "in una visione della grande Europa", la necessità di stringere legami con l'Ucraina. Ed è proprio su questo punto che Legambiente interviene, in occasione della presenza del Presidente Ucraino Leonid Kuchma, in questi giorni in visita di Stato in Italia, lanciando un appello a Silvio Berlusconi per chiedere che il processo di "avvicinamento" con l'Europa sia accompagnato da condizioni ben precise da porre al presidente Kuchma.

"Innanzitutto è necessario che il Governo Ucraino metta definitivamente in sicurezza la centrale nucleare di Cernobyl, - ha ricordato Francesco Ferrante - che pur dimenticata costituisce ancora oggi un pericolo per l'Europa intera, ed intervenire sulla drammatica emergenza sanitaria che l'incidente del 1986 ha creato in Ucraina e Bielorussia." Secondo un recente studio delle Nazioni Unite, "Le conseguenze umane dell'incidente di Cernobyl" pubblicato quest'anno, sono infatti ancora 5 milioni le persone che vivono nelle zone contaminate dall'incidente alla centrale ucraina, di cui 1.140.813 nella sola Ucraina, dove le conseguenze di Cernobyl sono più drammatiche. Una tragedia senza precedenti che vede sommata all'emergenza sanitaria anche quella economica, che per i paesi più colpiti, Russia Bielorussia e Ucraina, dopo la disgregazione dell'Unione Sovietica ed il crollo delle rispettive economie, impedisce un intervento serio sulla popolazione, spesso abbandonata a se stessa per l'incapacità delle strutture sanitarie di far fronte all'emergenza.

"Ma accanto all'intervento per Cernobyl e per tutte le obsolete centrali nucleari ucraine - ha concluso Francesco Ferrante - chiediamo che prima di essere ammessa tra i paesi Europei l'Ucraina diventi una vera democrazia moderna, che garantisca la liberà di stampa e di espressione, ed a oltre 10 anni dalla disgregazione dell'Unione Sovietica superi i metodi autoritari che hanno caratterizzato il Governo di Leonid Kuchma." Sempre secondo fonti ONU infatti, la mancanza di libertà di stampa, di libera espressione e la tortura per gli oppositori politici sono i tratti predominanti di un paese che aspira a relazioni commerciali ed a una cooperazione con l'Europa sempre più stretta.