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FAMILIARI DELLE VITTIME: RESTITUIREMO
LE MEDAGLIE Questa la sintesi dell’odierno
Comunicato della Associazione Familiari delle
vittime del terrorismo: “Abbiamo letto il
resoconto parlamentare relativo alla seduta del 25
febbraio 2003 in cui si è discusso della proposta
di legge 2725 unificata con la proposta 3105, nel
testo adottato dal relatore Mongiello come testo
base. Dire che siamo esterrefatti è dir poco! Sono
ormai quasi due anni che altalenanti pareri,
altalenanti situazioni politiche, promesse non
mantenute e neppure troppo nascosti giochi di potere
e di interessi diversi fanno sì che noi, familiari
delle 132 vittime del terrorismo tra le Forze
dell’ Ordine e i Magistrati, si sia legati ad una
speranza: che il citato Progetto di legge diventi
realtà. A questo punto abbiamo capito che non
abbiamo proprio nessuno in cui credere: la sinistra
ci usa per attaccare la maggioranza di Governo e
tacciarla di incapacità di fare; il Governo dice
che vuole fare e non fa e ci usa per mercanteggiare
chissà che cosa, chissà con chi e perché!
………….Le medaglie d’ oro che ci sono state
date per noi per più di 25 anni hanno avuto un
enorme significato: rappresentavano l’ attenzione
dello Stato, quello Stato e quelle Istituzioni per
cui i nostri cari sono arrivati al sacrificio
estremo. Quelle medaglie per i figli, le mogli, i
genitori, i fratelli e le sorelle erano la presenza
della persone care, erano la certezza che il
sacrificio estremo era valso a mantenere il nostro
Stato libero e in legalità. Le restituiremo perché
ormai abbiamo capito che sono prive di quei
significati. I valori morali dei nostri cari, le
loro certezze istituzionali sono però l’ unico
vero “risarcimento” che ci è stato dato di
avere in tutti questi anni. Invece molti tra gli
uomini politici, uomini di cultura e dell’ arte,
uomini delle associazioni umanitarie, uomini dei
mass-media si sono preoccupati di andare a vedere
come stavano i poveri terroristi per aiutarli e
soccorrerli. Mai nessuno di loro si è sognato di
andare a vedere come stavano crescendo quei bimbi
nati senza un padre e che muovevano i primi passi
nella vita senza una mano alla quale stringersi e
dalla quale chiedere e ricevere affetto. Sono adulti
adesso, non hanno ricevuto né borse di studio né
aiuti, ma sono cresciuti con le stesse certezze e
gli stessi valori morali dei loro padri. E si
sentono spesso umiliati. Questo il risarcimento che
lo Stato ci ha offerto in questi anni. Abbiamo
affrontato processi, con Avvocati pagati da noi (per
noi non c’ era la possibilità del gratuito
patrocinio) dai quali non abbiamo avuto né verità
certe né certezza della pena e della giustizia,
quella giustizia e quella legalità per il cui
mantenimento i nostri cari, spesso coscientemente,
si sono fatti uccidere. ……………Che
continuino pure a provvedere ai bisogni di tutti gli
altri che bussano alle casse dello Stato, ma ci
lascino la nostra dignità e non ci umilino più……..”
- Il Presidente, Dott.ssa Mariella Magi Dionisi
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